gafi panamaPanama, insieme ad altri sette paesi, è uscita dalla lista nera dei paradisi fiscali dell'Unione Europea, dopo aver sottoscritto, ad alto livello politico, un impegno a cooperare nella lotta contro la frode fiscale; nove nazioni sono rimaste nella lista nera, in quanto i governi europei hanno ritenuto che questi paesi non hanno adottato misure sufficienti per evitare l'evasione fiscale.

Secondo il cancelliere panamense Isabel de Saint Malo, il suo paese era "assolutamente impegnato negli indici di trasparenza e con i più alti standard in materia fiscale".
Oltre a Panama, sono stati esclusi dalla lista nera: Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Tunisia, Mongolia, Macao e due isole dei Caraibi: Grenada e Barbados. Ora questi paesi fanno parte della cosiddetta "lista grigia", dove saranno monitorati molto attentamente dalle autorità fiscali europee per vedere se applicano le promesse fatte e implementano le raccomandazioni su questioni ancora aperte.

Nella lista nera rimangono: Samoa, Bahrein, Guam, Isole Marshall, Namibia, Palau, Santa Lucia, Samoa Americane,Trinidad e Tobago.
Sulla lista nera dell'Unione Europea, è interessante notare che non esiste un paese europeo, sebbene secondo il commissario delle imposte Pierre Moscovici, alcune nazioni come Paesi Bassi, Lussemburgo, Irlanda, Malta e Cipro si possono considerare "buchi neri per le tasse".

Per uscire dalla lista nera dell'Unione Europea, i paesi hanno dovuto adottare una serie di forti misure per soddisfare le richieste; i ministri delle finanze dell’Unione Europea hanno rifiutato di rendere pubblici gli impegni assunti da ciascun governo. "Non possiamo pubblicare automaticamente le lettere inviateci dalle diverse nazioni", ha dichiarato
Vladislav Goranov, ministro delle finanze della Bulgaria.

L'Unione Europea intende aggiornare la propria lista di paradisi fiscali una volta all'anno; sebbene manterrà un gruppo di lavoro permanente che sarà responsabile della supervisione del Codice di condotta nella lotta contro la frode fiscale e che avrà il potere di suggerire modifiche all’elenco.

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giovanni caporaso gottlieb 01Di Matilde Calamai

Intervista all' avvocato Giovanni Caporaso Gottlieb, espatriato italiano residente a Panama dal 1991, proprietario dello studio legale Caporaso & Partners Law Office.

Perché investire in immobili a Panama?

Perché è un mercato in continua crescita ed offre opportunità per tutte le tasche. Panama è un paese di servizi ed è facile trovare amministratori per le proprietà immobiliari, anche stranieri. Le esenzioni fiscali su appartamenti nuovi e sulle proprietà immobiliari con valore catastale inferiore ai 30 mila dollari sono inoltre un ottimo incentivo.

Che ritorno ci si può aspettare sugli investimenti immobiliari a Panama?

Da un 6% netto sugli immobili di lusso ad un 10-20% su quelli popolari, sul 10% per gli immobili commerciali.

Quindi sono più convenienti le proprietà popolari a Panama che gli immobili di lusso?

Senza dubbio. Il mercato degli immobili di lusso è saturo anche se la richiesta è sempre in aumento per via delle migliaia di stranieri che decidono ogni anno di stabilirsi a Panama. I prezzi degli affitti sono però in calo perché ci sono molti appartamenti vuoti. C’é un’enorme richiesta di appartamentini tipo studio, dai 30 ai 60 metri quadrati ma i costruttori sembrano disdegnare questa tipologia. Io ho costruito un edificio di appartamentini di 42 metri e sono stati tutti venduti in meno di 8 mesi e prima della fine della costruzione. Nel campo immobiliare popolare c’è una carenza di 150 mila alloggi solo per i panamensi e altrettanti per i lavoratori stranieri che affluiscono sempre di più, attratti dalla facilità di trovare lavoro, con stipendi superiori alla media regionale. Ad affittare un appartamentino in zona semi-periferica, ad un prezzo di 200-300 dollari mensili ci si impiega 24 ore, affittare un appartamento di lusso a 2500 dollari mensili è ben più difficile e spesso rimangono vuoti per mesi.

E quanto può costare un appartamento popolare a Panama che si può affittare a  200-300 dollari mensili?

Si possono trovare nelle aste delle banche a 20-40 mila dollari. servirà poi investire altri 3-5 mila dollari per ristrutturarlo.

Sembra facile e redditizio investire in immobili a Panama…

Si lo è. Gli stranieri possono acquistare senza restrizioni sia a nome proprio o attraverso una società di Panama. A Panama si può investire in immobili a partire da 5-6000 dollari, fino a proprietà di svariati milioni di dollari.

E nel campo degli immobili commerciali a Panama si possono fare buoni affari?

È difficile anche perché gli immobili commerciali sono scarsi. Un buon locale commerciale, in una zona ad alto traffico o nella zona bancaria è una miniera d’oro! C’è anche grande richiesta di alloggi alberghieri a basso prezzo nella zona bancaria. Se si riesce a comprare un immobile, in zona centrale, in cui è possibile fare stanze d’hotel ad un valore inferiore ai 50 mila dollari l’una è un grande affare. Per poter ottenere un buon reddito è però necessario avere almeno 12 stanze, l’ottimale sarebbe 20 stanze.

A Panama, vale la pena investire in terreni?

Si, senza dubbio e possono dare un reddito ben maggiore di una costruzione. Io consiglio piccoli terreni edificabili per l’edilizia popolare, isole e terreni fronte mare. Molta attenzione però con la documentazione. Affari si fanno anche con terreni non titolati (ovvero senza un registro catastale).

E che differenza c’è acquistando a nome proprio o attraverso una società di Panama?

Con una società è possibile mantenere l’anonimato ed in caso di vendita basta trasferire le azioni ed in pratica la vendita è esentasse. Per gli appartamenti molto piccoli però è meno conveniente in quanto al prezzo della società (circa 1500 dollari) bisogna aggiungere il costo dell’annualità che varia secondo gli avvocati dai 500 agli 800 dollari compresa la tassa annuale di 300 dollari.

E ci sono altri adempimenti per una società di Panama?

No, se la società non svolge un’attività commerciale a Panama, è necessario tenere contabilità, ma non è necessario fare la dichiarazione dei redditi.

E per uno straniero è facile accedere ad un mutuo a Panama?

Relativamente si, anche se in genere le banche non danno agli stranieri più del 60%. Il costo però è alto: dall’1 all’1.5% di costo di chiusura, che tra l’altro viene incassato ogni 5 anni e gli interessi vanno dall’8 al 13%. Ci sono interessi agevolati per case sotto gli 80 mila dollari, ma l’accesso a questi mutui è più difficile per uno straniero che spesso non può dimostrare una fonte di reddito.

Come identificare un buon affare a Panama?

Questo è più difficile perché è necessario conoscere bene i prezzi del mercato ed i trend del mercato che nonostante è sempre in crescita, subisce delle curve sui prezzi con picchi più o meno quinquennali. In genere poi le offerte del mercato si vagliano attraverso un agente immobiliare che ha interesse a vendere l’immobile dove guadagna una maggiore commissione. A Panama le commissioni di compra – vendita vengono pagate dal venditore e quindi l’agente immobiliare tende a proteggere gli interessi di chi vende e non di chi compra. I compratori, dal canto loro, tendono a non voler pagare un servizio di consulenza che “in teoria” gli viene offerto gratuitamente dall’agente immobiliare. Vale sempre la pena consulatre un avvocato perché a volte il “fai da te” può risultare più caro.

Ci sono pericoli di truffe acquistando un immobile a Panama?

Molto limitate, ma ci sono. È importante far controllare bene i documenti da un avvocato e indagare da chi si compra. Grande attenzione è necessaria anche nella stipola dei contratti con i costruttori e promotori immobiliari, questi contengono spesso clausole abusive, costi e aumenti non giustificati. Anche in questo caso consiglio sempre di rivolgersi prima ad un avvocato: costa meno una consulenza che andare in tribunale! Inoltre, spesso, con la consulenza si possono risparmiare dei costi che coprono abbondantemente la parcella del professionista. I problemi maggiori si riscontrano nell’acquisto di appartamenti nuovi dai costruttori e promotori che in genere richiedono l’adesione a contratti capestro e dichiarano la superficie dell’immobile comprensiva delle aree comuni. Questi problemi si risolvono consultando ad un buon avvocato ed è possibile anche chiedere un risarcimento dopo l’acquisto.

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panama informazioni finanziarieSolo una settimana dopo essere stata inclusa nella lista nera dell'Unione Europea come un "paradiso fiscale", il governo di Panama ha deciso di firmare accordi di scambio di informazioni finanziarie automaticamente a partire dal 2018 con cinque paesi: Regno Unito, Paesi Bassi, Italia, Messico e Norvegia; mentre ha già firmato con altri tre: Spagna, Germania e Giappone e continua a negoziare con altre otto nazioni.

Con la firma degli Accordi Multilaterali tra le autorità competenti (MCAA), Panama spera di migliorare la sua immagine di fronte all'Unione Europea e cerca di ridurre l'impatto delle sanzioni per chi sta incluso nella lista nera. In precedenza, Panama aveva assicurato al Forum Globale sulla Trasparenza dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (noto con l'acronimo OCDE) che avrebbe condiviso le informazioni finanziarie secondo il Common Reporting Standard, ma attraverso accordi bilaterali. Ora la cancelleria panamense ha ammesso che la via bilaterale non era stata la più efficace ed è per questo che è entrata a far parte del MCAA.

Altri quattro paesi (Bahamas, Hong Kong, Brunei e Macao) avevano optato per lo stesso meccanismo di Panama, ovvero lo scambio automatico di informazioni fiscali attraverso un meccanismo bilaterale; tuttavia, la stragrande maggioranza delle giurisdizioni con politiche fiscali amichevoli lavoravano già da prima con meccanismi multilaterali, quindi il passo che Panama ha appena realizzato cerca di collocare il paese all'interno della tendenza predominante in questo scenario.

Secondo la cancelleria panamense, ci sono più di 50 giurisdizioni che hanno riconosciuto il loro interesse nello scambio di informazioni finanziarie con l'Istmo. Per calmare i timori emersi dopo la decisione, il ministero degli Esteri ha chiarito che, anche se ora optano per uno scambio multilaterale, Panama manterrà il diritto di stabilire con quali giurisdizioni avere lo scambio automatico di informazioni.

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paradisi fiscali lista neraI ministri dell'Economia e delle finanze dell'Unione europea hanno deciso di includere 17 paesi nella loro "lista nera" dei paradisi fiscali. Queste giurisdizioni rischiano ora di perdere l'accesso ai fondi dell'Unione, oltre a ricevere ulteriori sanzioni. Nell’elenco delle nazioni, appare Panama e questo ha provocato un forte movimento di rifiuto, sia tra politici che impresari.

Nella lista dei 17 paradisi fiscali da parte dell'Unione europea appaiono anche: Samoa americane, Bahrain, Barbados, Granada, Guam, Corea del Sud, Macao, Isole Marshall, la Mongolia, Namibia, Palau, Santa Lucia, Samoa, Trinidad e Tobago, Tunisia e gli Emirati Arabi Uniti.

Secondo il presidente di Panama, Juan Carlos Varela, la decisione dei ministri europei è deplorevole e il governo ha immediatamente chiamato il suo ambasciatore a Bruxelles, Dario Chirú. Il presidente ha ribadito che il suo paese ha svolto un ottimo lavoro e ha completamente rifiutato di essere considerato un paradiso fiscale.

l'immagine del paese è stata danneggiata dallo scandalo chiamato “Panama Papers”, un furto di informazioni riservate da uno studio legale, utilizzato dalla stampa internazionale per cercare di presentare Panama come una giurisdizione in cui si creano società offshore con lo scopo di evadere le tasse o di riciclare denaro.

Per cercare di ridurre il danno, il governo Varela ha approvato diverse trasformazioni nel sistema finanziario, tra cui l'eliminazione delle azioni al portatore e l'impegno davanti Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) per lo scambio di dati fiscali con oltre un centinaio di paesi.

Varela ha promosso un disegno di legge da sottoporre per l'approvazione al Congresso che contempla l'inserimento del reato di evasione fiscale come un crimine a partire dagli USD 300.000 con sanzioni pecuniarie enormi, e la reclusione tra i 2 e i 5 anni.

Al momento, Panama sta aspettando i risultati finali della valutazione effettuata dal Financial Action Group, un'istituzione internazionale il cui obiettivo è combattere il riciclaggio di denaro sporco.

I ministri europei hanno inoltre elaborato una "lista grigia" di 47 paesi che attualmente non soddisfano gli standard richiesti dall'Unione Europea, anche se c'è un impegno da parte di queste giurisdizioni di cambiare il loro sistema fiscale.

Nella "lista grigia" sono, tra gli altri: Andorra, Armenia, Liechtenstein, San Marino, Turchia, Isola di Man, la Serbia, la Bosnia-Erzegovina, Vietnam, Thailandia, Hong Kong, Swaziland, Botswana, Perù, Uruguay, la Giamaica, Bermuda, Isole Cayman e Nuova Caledonia.

Se questi paesi non apportano le modifiche richieste ai loro regolamenti fiscali nel 2018, potrebbero essere inclusi nella "lista nera" dei paradisi fiscali.

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Sabato, 12 Agosto 2017 17:02

Panama non è un paradiso fiscale

avenida balboa panamaDopo lo scandalo mediatico dovuto al furto di informazioni riservate dallo studio legale Mossack Fonseca, più conosciuto come "Panama Papers", uno dei temi più discussi al mondo riguarda la questione relativa al se; si debba considerare o meno Panama un "paradiso fiscale".

Per il noto avvocato Giovanni Caporaso, esperto del mondo "offshore", non è corretto considerare Panama un paradiso fiscale, ma un paese con bassa imposizione fiscale. Per esempio ci sono paesi dove non viene pagato alcun tipo di tasse, come gli Emirati Arabi Uniti, che essendo così ricchi non vogliono tassare i cittadini, perché il governo riceve un reddito sufficiente per soddisfare le spese, inoltre, esistono paesi come gli Stati Uniti, che stabiliscono che i suoi cittadini devono pagare le tasse per quello che guadagnano nel loro paese e all'estero e poi c'è il modello di Panama, in cui le tasse sono pagate esclusivamente per ciò che viene prodotto all'interno del paese centroamericano.

Caporaso è chiaro nell'affermare che si tratta di politiche economiche stabilite da ciascun paese, in totale indipendenza. Non si tratta di schemi per far sì che cittadini di altre nazioni non paghino le tasse o svolgano altri tipi di attività.

Il termine "società offshore" è probabilmente il più ricercato attualmente in internet. Lo studio legale Caporaso & Partners ha una vasta esperienza nel costituire tali società, così che le spiegazioni dell'avvocato Caporaso si basano su un'esperienza di oltre due decenni. Caporaso spiega che a Panama non v'è alcuna differenza tra società locali e società offshore, dal momento che tutto dipende dall'uso che viene dato alla società.

Il sistema fiscale di Panama è costruito in modo tale che il contribuente, sia azienda o individuo, deve pagare le tasse solo per quello che guadagna a Panama. Se si forma una società offshore e questo ottiene profitti fuori del paese, allora tale società non dovrà pagare nessuna tassa, perché ha un uso "offshore".

Formare una società offshore non è un processo complicato e può essere fatto on-line. Caporaso spiega che basta semplicemente compilare un modulo, inviare una carta d'identità nazionale, un indirizzo postale per sapere dove domicilia il cliente e con questo basta per creare la società. Tuttavia, Caporaso chiarisce che a Panama ci sono diverse normative esistenti che affermano che l'avvocato deve sapere chi è il cliente, che tipo di attività svolge a Panama. Tutte queste informazioni le deve fornire il cliente al momento di richiedere la costituzione di una società offshore. Ad ogni modo, Caporaso chiarisce che essi, in quanto avvocati, non sono né autorità giudiziaria né giudice, quindi non hanno modo di sapere il motivo per cui un cliente utilizza una società offshore.

Le società offshore non sempre sono associate a un conto bancario. Secondo Caporaso, gli avvocati possono supportare i clienti che desiderano aprire conti bancari, ma il cliente non è tenuto ad usare la firma legale per aprire un conto. Se ha rapporti con banche internazionali potrebbe aprirsela da solo.

A Panama, secondo le spiegazioni accertate di Caporaso, non ci sono limiti sul numero totale di società offshore che può avere una sola persona. L'azienda si compone di due fondatori, che possono essere panamensi o stranieri, questi sono di solito le persone dello studio legale; inoltre ha minimo tre amministratori, che possono essere corporativi o personali e chi utilizza la società offshore impiega gli amministratori forniti dallo studio legale. C'è anche la figura dell'azionista, che possono essere uno o più, il cui nome è conosciuto solo dall'agente residente, che è l'avvocato che costituisce l'azienda. Questi nomi non sono pubblici. Proprio per questo elemento della legge panamense, ciò che è accaduto con Mossack Fonseca è stato un furto di informazioni riservate, che è stato successivamente venduto a giornali e autorità fiscali.
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