frodi informaticheSi tratta di una attività illegale che sfrutta una tecnica di ingegneria sociale, particolarmente pericoloso se utilizzato attraverso i social media. Il termine phishing (informazioni tratte da Wikipedia) è una variante di fishing (letteralmente "pescare" in lingua inglese), probabilmente influenzato da phreaking e allude all'uso di tecniche sempre più sofisticate per "pescare" dati finanziari e password di un utente per perpetrare truffe o per danneggiare l’immagine di una azienda. È importante risaltare che spesso anche se i dati sono stati rubati da reti sociali e gli effetti sono limitati, il cliente entra in una fase di panico e insicurezza che lo porta a pensare erroneamente che l’impresa sotto attacco non sia sicura. E questo è lo scopo degli attacchi corporativi.

Con iIl phishing il truffatore o l’hacker al soldo di un concorrente effettua un invio massivo di messaggi di posta elettronica che imitano, nell'aspetto e nel contenuto, messaggi legittimi di fornitori di servizi o messaggi diffamatorii.

In genere tali messaggi fraudolenti richiedono di fornire informazioni riservate come, ad esempio, il numero della carta di credito o la password per accedere ad un determinato servizio. Per la maggior parte è una truffa perpetrata usando la posta elettronica, ma non mancano casi simili che sfruttano altri mezzi, quali i messaggi SMS. Il phishing è una minaccia attuale, il rischio è ancora maggiore nei social media come Facebook, Twitter, e Google+. Degli hacker potrebbero infatti creare un clone del sito e chiedere all'utente di inserire le sue informazioni personali. Gli hacker comunemente traggono vantaggio dal fatto che questi siti vengono utilizzati a casa, al lavoro e nei luoghi pubblici per ottenere le informazioni personali o aziendali.

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attacchi informaticiPer varie ragioni, in generale sempre economiche. L' hacker, in informatica, è un esperto di sistemi informatici e di sicurezza informatica in grado di introdursi in reti informatiche. In genere esistono due tipi di hacker, quelli che fanno attacchi per conto proprio o per conto di clienti (privati o governi). Gli attacchi per conto proprio servono in generale ad immettere pagine false di banche o istituzioni finanziarie per carpire le password agli sprovveduti. Gli hacker corporativi invece sono dei veri e propri disinformatori tecnologici che cercano di danneggiare l’immagine di una determinata azienda, in genere per conto di concorrenti.

Tutte le grandi aziende hanno subito, in un momento determinato, degli attacchi informatici. Le imprese si difendono con aree riservate, dispositivi token e codici operativi.
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