Viva il Re! Quando le tasse erano balzelli

statuto albertinoViva il Re! Quando le tasse erano balzelli

Quando c’era il Re d’Italia, il regnicolo* era chiamato a contribuire in ragione di ciò che riceveva, e non per le sue capacità economiche.
La Costituzione sassone del 1831, dichiarava la perpetuità e generalità dell’imposta ma ai fini della ripartizione surclassava in vaghezza ogni altra Carta del periodo, appellandosi «alla maggiore equità possibile». Lo Statuto, agli artt. 24 e 25 poneva quelli dell'uguaglianza del cittadino nei confronti della legge e del Fisco e della proporzionalità del tributo: «Tutti i regnicoli, qualunque sia il loro titolo e grado sono, sono uguali innanzi alla legge; essi contribuiscono indistintamente, nella proporzione dei loro averi, ai carichi dello Stato».
All’epoca dello Statuto Albertino, è interessante risaltare che l’art. 31 garantiva i debitori dello Stato onde «Il debito pubblico è garantito. Ogni impegno dello Stato verso i creditori è inviolabile», nell’odierna Costituzione (art. 81 IV comma) ci si preoccupa piuttosto di porre un limite all’indebitamento dello Stato, affermando che «ogni … legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte»
Oggi la Costituzione italiana ci dice che tutti i cittadini sono uguali davanti alla Legge. Non lo sono però davanti all´erario.
Cosa c’è di più ingiusto della tassazione progressiva? Se un impiegato decide di lavorare solo 40 ore alla settimana e ottiene tutti i benefici di legge, dalle vacanze alla cassa malattia, dalla 13ma alla14ma e cosi via, perché il professionista o l’imprenditore che decide di lavorare 60 ore alla settimana, che ha rischiato il suo capitale e a cui lo stato non da la cassa integrazione in caso di fallimento, dovrebbe pagare una percentuale più alta sui suoi sudati guadagni?
E’ necessaria una Rivoluzione Fiscale, dove si tassi esclusivamente il consumo e non i beni o i redditi. Questa è l’unica soluzione per rilanciare l’economia e il consumo, forse era meglio quando le tasse erano balzelli.
* l’espressione «regnicolo» identificava i soggetti passivi dell’obbligo contributivo.

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