Troppe tasse opprimono gli italiani

troppe tasse_troppe_tasseNon bastano le solite notizie di recessione e le conferme, ormai inutili, del momento di crisi conclamata ed acclarata da tutti gli economisti e gli analisti. La drastica riduzione del potere d’ acquisto delle famiglie si sente, tanto nell’ economia globale che nei cambiamenti radicali circa le abitudini di spesa.

I consumi sono tornati ai livelli di cinquant’ anni fa, complice anche la sempre maggiore pressione fiscale, che per alcuni analisti sfiora ormai il 66% del reddito pro capite.

Ma come sempre, per i poveri cittadini italiani, piove sempre sul bagnato. Già l’ introduzione dell’ Imu, la tassa sulla casa, è costata circa 500 euro in più a famiglia, mentre i continui aumenti delle tasse esistenti, soprattutto quelle che servono agli enti locali per finanziarsi, rischiano di diventare una piaga per i già magri e risicati bilanci familiari.

Ecco che, ad esempio, per il prossimo anno anche la Tarsu, imposta che viene pagata per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, vedrà un aumento significativo in quasi tutti i Comuni italiani, con il sempre ovvio e logico risultato di un’ ulteriore riduzione del potere d’ acquisto delle famiglie.

Ma a farla da padrone ci sono anche le tasse sulle tasse, ovvero veri e propri contributi obbligatori che enti inutili, come le provincie, richiedono alle famiglie per finanziare il proprio funzionamento.

Un recente studio fornisce i dati definitivi sugli aumenti delle tasse, dirette ed indirette, fornendo un dato scioccante: quasi 2.500 euro in più all’ anno per ogni nucleo familiare, una cifra assurda che rischia di proiettare sul baratro della povertà diverse migliaia di famiglie, già allo stremo dopo gli ultimi anni in cui le retribuzioni sono rimaste al palo, mentre i servizi, i beni, le tasse e la vita hanno avuto incrementi spesso da record.

Da una parte dunque l’ aumento vertiginoso e quasi sempre ingiustificato delle tasse esistenti, mentre dall’ altro l’introduzione di nuovi balzelli, sempre più frequenti ed asfissianti; dove si arriverà di questo passo lo immaginano le associazioni dei consumatori, visto che per evitare il crack dell’ euro si rischia di mandare in default il sistema sociale italiano insieme a quello economico, la fitta rete di piccole e medie imprese, fulcro e scheletro della nostra ripresa economica nel dopo guerra.

L’ introduzione dell’ imu poi risulta essere quasi l’ ennesima beffa, un tiro mancino giocato soprattutto a chi la casa la sta ancora pagando attraverso il rimborso del mutuo (più del 75% delle famiglia) e che ha visto saltare tutti i calcoli effettuati in precedenza, perché trovare 2.500 euro in più l’ anno, per far fronte alle tasse richieste, vuol dire prevedere 200 euro mensili di spese aggiuntive, quando la maggioranza degli italiani, già senza questa impennata dei costi, stentava ad arrivare a fine mese.

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