Tasse: pagare o non pagare?

Tasse per la guerraPagare o non pagare le tasse? Questo è il dilemma. Il terrorismo viene definito in molti dizionari come “uso sistematico del terrore, come mezzo di coercizione” e molti credono che i governi europei abbiano compiuto, nel corso della propria storia, molteplici atti di terrorismo. Le nostre truppe impegnate nei vari conflitti “per la pace” esercitano una coercizione attiva così come altri stati. Secondo le norme antiterrorismo internazionali a seguito del tanto criticato Patriot Act, legge approvata in USA poco dopo i tristi avvenimenti dell’11 settembre 2001, è illegale destinare denaro a organizzazioni che pratichino il terrorismo, in modo che, seguendo questo ragionamento, sarebbe illegale pagare le tasse nei paesi che praticano il terrorismo di stato, fra cui anche l’Italia. Ovviamente sono in tantissimi ad opporsi a quest’idea. La grande domanda sembra essere: perché continuare a pagare le tasse per politiche di stato e programmi che ci mettono in serio pericolo? L’inutile spargimento di sangue nel nostro nome, pagato con il denaro che diamo al fisco, impone di domandarci di nuovo: ha senso pagare le tasse sui nostri redditi? In realtà i più ricchi godono di maggiori benefici e in confronto pagano meno tasse.
tasse bellicheI milioni di euro che si spendono in campagne belliche poco convincenti, create sulle menzogne, ha fatto sì che i sondaggi di opinione mostrino una tendenza molto chiara: le persone chiedono con maggiore forza un abbattimento delle spese militari e sempre più investimenti in programmi sociali e di pubblica utilità. Il dilemma va oltre: non è solo come si impiega il denaro che pagano i cittadini in forma di tasse, ma piuttosto l’enorme quantità che non viene riscossa, semplicemente perché i ricchi non pagano quanto dovuto. La frase, anche se molto ripetuta, vale sempre: i ricchi sono sempre più ricchi e una certa parte dei loro guadagni viene destinata ad ottenere favori politici per garantirsi maggiori vantaggi e credito.
Torniamo all’interrogativo: perché pagare le tasse? Che succederebbe se tutti ci rifiutassimo di pagarle? I governi sono vulnerabili, perché dipendono da un sistema che è basato sugli ingressi delle imposte e se consideriamo che una parte delle risorse vengono impegnate per fare fronte ai conflitti, non sarebbe arrischiato asserire che paghiamo le pallottole dei nostri squadroni della morte.
meno tasseIl problema qui è dove si impiega il denaro? Come si decide come impiegare i soldi delle tasse? In un mondo dall’economia così convulsa, con tanta crisi, le persone devono lavorare durissimo per pagare l’affitto o le rate del mutuo, mentre la disoccupazione è in continua crescita e nonostante questo devono pagare più del 30 per cento del proprio reddito per coloro che non pagano le tasse o pagano meno tasse, perché gente, che dispone di barche da diporto, gioielli, lussuose residenze, possa godere di maggiori privilegi. Tutto ciò non ha alcun senso! Fortunatamente aumenta il numero di persone che dice di no. Coloro i quali sono reticenti a pagare le tasse per ragioni di coscienza, poiché sosterrebbero così l’incremento del militarismo, preferiscono reindirizzare il proprio danaro verso programmi sociali, mentre altri si rifiutano di pagare le tasse, oltre a coloro i quali devono scegliere tra l’avere il cibo sufficiente per le proprie famiglie o pagare le tasse e scelgono con decisione politica di fare la fame. Naturalmente la decisione di non pagare le tasse presenta i suoi rischi. Si può fare in modo simbolico, cioè collocare qui e là le proprie imposte; si può fare con l’aspettativa di pagare di più in interessi, more e multe, come costo extra per rifiutarsi di cooperare volontariamente, o si potrebbe procedere cercando lavori che non implichino il versamento di tasse. Adesso è molto importante comprendere i rischi. Nessuno dovrebbe rischiare senza comprendere a cosa si espone. Chissà se non sia più importante capire che esistono rischi maggiori nel collaborare passivamente pagando le tasse.

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