Tasse: il quoziente famigliare

quoziente famigliareDi Giovanni Caporaso

”Chi fa 4 figli deve pagare meno tasse di chi ne fa uno” dice  Pier Ferdinando Casini, promuovendo il quoziente famigliare nella tassazione, proposto da Tremonti. E questo è il concetto base del modello sociale che vogliono imporre. Ossia che chi è responsabile, chi lavora di più e chi assume il rischio dà impresa, deve pagare più tasse per gli irresponsabili, per chi lavora di meno e per chi sceglie la strada di non rischiare i propri soldi a livello imprenditoriale. Bella società! 
Continuiamo con la politica, non di salvaguardia alla famiglia, ma con quella dello sviluppo della famiglia, quando abbiamo 925 milioni di persone che nel mondo soffrono la fame. La politica papale non solo non ha permesso, in questo ultimo decennio, di combattere la fame, ma ha fatto aumentare, anche per ragioni politiche, il numero di persone che muoiono di fame. E perche parlo di “ragioni politiche”? Semplice, facciamo l' esempio del Brasile di Ignacio Lula da Silva che ha concesso, in modo assistenziale, 45 milioni di salari famiglia con la campagna “fame zero”.  Quarantaquattro milioni di famiglie, spesso che non lavorano e si dedicano a fare figli per ricevere il sussidio, che gli hanno permesso un “ terzo mandato” (in Brasile la costituzione permette solo 2 mandati presidenziali consecutivi) creando un successore, Dilma Rousseff che prima di Lula era una figura politica inesistente in Brasile.  In Brasile ci sono  oltre 130 milioni di elettori, se teniamo conto che 45 milioni di persone ricevono un sussidio e che questi avranno almeno 1 familiare che non lo riceve ma che se ne beneficia, possiamo dire che Lula compra 90 milioni di voti. Perché certo uno non vota contro chi gli da dei soldi senza fare nulla! Ecco a cosa servono i sussidi.
bambini muiono di fameLe tasse sul reddito del nucleo familiare contro la tassazione individuale, non ha che questo scopo, oltre a quello di dare continuità al sistema politico papista che va contro ogni concetto economico.  In un mondo dove ci sono 6,868,901,115 abitanti (stimati al 15 settembre 2010), di cui 925 milioni che muoiono di fame, 16.000 al giorno, uno ogni 5 secondi, che senso ha ingrandire e sponsorizzare la famiglia? E se io decido per responsabilità o per ragioni economiche di fare 1 solo figlio, perché dovrei pagare più tasse dell’  irresponsabile che ne fa 4? Ma non solo, con il sistema del quoziente famigliare verrebbero penalizzati con un significativo aumento dell’ onere tributario, i nuclei monoreddito (ovvero chi ha un coniuge disoccupato), mentre il reddito dei singles rimarrebbe invariato. Eurostat conferma che il tasso di occupazione femminile italiano (46,1 per cento) è tra i più bassi del continente che si attesta su una media del 58,7. Una recente indagine conferma che il tasso di inattività femminile italiano (numero di donne inattive sul mercato del lavoro tra i 15 e i 64 anni ) è di circa un terzo superiore a quello medio dell’Ue (49,2 contro 37,1 per cento) e questo sarà ancora più penalizzato dal quoziente famigliare. È quindi lecito dire che grazie al quoziente famigliare quoziente famigliare fomenta disoccupazione femminilesponsorizzato il centro cattolico, in Italia ci saranno ancora più poveri. Anche perché si vuole far passare il quoziente famigliare solo per i nuclei famigliari basati sul matrimonio. Rimane un dubbio: visto che a livello economico - fiscale il quoziente famigliare non porta beneficia i settori produttivi della società, non sarà che il quoziente familiare non è stato ideato per alleviare il carico fiscale di quelle famiglie (in senso allargato) che hanno già altri “carichi”, ovvero bambini, anziani e disabili, ma bensì per favorire i matrimoni.  Una riforma fiscale, infatti, deve badare bene di premiare la produzione di ricchezza, ovvero il lavoro, e non il contrario come fa il quoziente famigliare. Vogliamo un mondo migliore e meno tasse? Iniziamo a parlare di pianificazione famigliare!
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