Se l’elusione fiscale porta al carcere, meglio l’evasione fiscale

carcere evasione_fiscaleSe l’elusione fiscale porta al carcere, meglio l’evasione fiscale 

La legge delega che sta seguendo l’ iter legislativo in Italia, se venisse approvata, porterà al carcere anche chi, a causa della crisi e solo per portare avanti il proprio progetto imprenditoriale, è costretto ad eludere il fisco. Non si tratta, per questi individui di pagare zero tasse, ma di posticipare il pagamento, per riuscire a soddisfare i propri lavoratori e fornitori.

Tutto questo pare diventerà un reato penale, che dovrebbe prevedere pene anche abbastanza severe, con la reclusione dai 6 mesi ai 6 anni, in base a criteri che verranno stabiliti successivamente.

I perbenisti potrebbe obiettare che ci ritroviamo, finalmente, innanzi alla tanto richiesta stretta contro gli evasori fiscali e chi non paga le tasse. In realtà questo disegno di legge non fa altro che affossare, definitivamente, tutte quelle persone che, nonostante un prelievo fiscale vicino al 60%, le tasse continuano a pagarle, anche se con ritardo.

Sempre più persone si rendono conto che pagare meno tasse è una possibilità concreta, attraverso una società offshore che consente di operare in tutto il mondo, anche in settori storicamente riservati ad élite: banche, assicurazioni, scommesse online. Quelli che vengono definitivi infatti dalla stampa di regime “paradisi fiscali”, non sono altro che Paesi storicamente lungimiranti, che grazie ad una politica di spesa pubblica sempre molto attenta, oggi possono offrire dei vantaggi non indifferenti ai propri cittadini e agli investitori privati internazionali: pagare meno tasse, mentre in alcuni casi e per certi proventi, addirittura pagare zero tasse.

Stiamo a parlare e discutere del carcere per chi si macchiasse di elusione fiscale, ovvero quel meccanismo che permette di accedere a bonus e riduzioni dall’ imponibilità, rispettando certi parametri. Se questo dovesse accadere, volenti o nolenti, tantissimi imprenditori verranno equiparati agli evasori totali, persone che non denunciano nemmeno la propria attività al fisco. Non ci si stupirà allora, se chi cerca di vivere e sopravvivere in un Paese come l’ Italia, deciderà di aderire all’ offshore, un sistema perfettamente legale che consente di pagare meno tasse e di avere un tessuto commerciale ed istituzionale favorevole agli investimenti, quale quello che si trova all’ interno dei paradisi fiscali.

Una società offshore permette di chiedere ed ottenere finanziamenti internazionali e di iniziare o continuare, la propria attività commerciale in un paradiso fiscale, ovvero un territorio dove la tassazione è proporzionata al proprio reddito e che non cerca di impadronirsi degli utili generati dal proprio lavoro, non lasciando nemmeno le briciole agli imprenditori.

L’ incubo della prigione potrebbe lasciare spazio al sogno di pagare zero tasse, basta credere nelle potenzialità del mercato globale, ormai connesso al mondo intero attraverso la rete, che consente di prendere informazioni ed aprire, anche a distanza, una società offshore presso un qualsiasi paradiso fiscale, sia per pagare meno tasse, che per riprendersi una dignità troppe volte calpestata in nome del rigore e dei conti pubblici.

Se pagare zero tasse è possibile e lo è senza rischiare il carcere per un ritardato pagamento o per auto finanziarsi, ecco che cade il mito del paradiso fiscale causa dei mali delle vecchie economie. L’ offshore non è il danno ma la soluzione contro quanti hanno lucrato e continuano a farlo, alle spalle di onesti imprenditori e commercianti, che ormai sanno che pagare meno tasse è possibile

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