Pagare Zero Tasse

Pagare Zero Tasse

Perché gli italiani devono pagare più tasse degli americani o dei ciprioti? Se i Paradisi Fiscali sono illegali come ci vogliono far credere perché 320 Banche italiane hanno sedi in Paradisi Fiscali? I paradisi fiscali inoltre rappresentano quasi la metà delle attività internazionali delle banche mondiali. Circa un terzo degli investimenti all'estero delle multinazionali hanno come destinazione i paradisi fiscali. Dal 40% al 60% dei capitali in circolazione nel mondo passano per questi paesi. Le autorità non hanno argomenti per controbattere sul tema e,  già da anni, hanno iniziato una campagna di discredito sui paradisi fiscali, che é stata allargata dal 2001 alla nostra società e al nostro CEO. Il fatto però che non abbiano altri argomenti e che hanno dovuto ricorrere ad una campagna terrorista di diffamazione ci rincuora, nonostante la "guerra sporca'.
Ecco i dati reali: banche italiane con sede in Lussemburgo: 30; Gruppi controllati da banche italiane: 117; Il 50% (112 su 250) delle società italiane quotate in borsa e 22% (22 su 88) dei gruppi bancari italiani hanno partecipazioni di controllo su società residenti in paradisi fiscali. Un numero incalcolabile di piccole imprese e imprenditori.

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La Finanziaria 2007 oltre a tartassare, quasi esclusivamente, la classe media, é stata lanciata come la risposta definitiva all’evasione fiscale. Il governo nel suo bollettino di ‘propaganda’, “Finanziaria 2007 e Decreto Legge, lotta all’evasione fiscale”, acclama: “Evadere non ’paga’ più”. Forse é vero, ma quest’ondata di nuove tasse che colpiscono un Italia sicuramente non in crescita, sicuramente non pagherà politicamente al governo. Meno tasse per tutti, questo é il nostro auspicio. Ma visto che i governi continuano a fare orecchie da mercante e tartassare i cittadini, perché non pagare Zero tasse?
Mentre l’ evasione fiscale é illegale, l’ elusione delle imposte non lo è. L’elusione tra l’altro é, a nostro parere, un diritto del cittadino che, stretto dalla morsa fiscale, deve e può scegliere le modalità d’investimento che più gli siano convenienti, anche a livello impositivo. Negli Stati Uniti questo diritto é stato riconosciuto dalla Corte Suprema, nella sentenza di Gregory contro Helvering (1935) 293 US 465, dove la corte ha affermato che i contribuenti hanno il diritto di organizzare i propri affari in modo tale da pagare meno tasse e sono convinto che una causa presentata alla Corte di Giustizia EU porterebbe ad una conclusione simile.
La guerra ai paradisi fiscali e all’evasione fiscale, non otterrà certo i propositi che i legislatori si sono proposti. A dire il vero non capisco bene se la manovra ha come obiettivo la soluzione alla disoccupazione (e in questo caso dovrebbe essere applaudita) o se il governo pensa di fare intervenire l’esercito per effettuare tutti questi minacciosi controlli che sono stati inseriti nella legge.
Delle 55 mosse del governo per “combattere l’evasione, combattere l’elusione, far emergere il vero reddito imponibile per pagare tutti (le tasse) e per pagare meno” non mi sembra che ci sia in realtà nessuna mossa concreta per attaccare i grandi capitali, le banche e le multinazionali italiane che da sempre si avvalgono di strutture offshore. Queste “mosse” che più si avvicinano alla macchietta di Totó, solo attaccano una classe sociale, sempre la stessa, anche visto che ai lavoratori dipendenti realmente non sanno piú cosa togliere.
Nelle 55 azioni legislative non c'è nulla di nuovo, oltre alla minaccia di controlli più severi e la nomina ad esattori di una serie di categorie.
giovanni_caporaso_1A volte scherzando con i clienti faccio una battuta ormai logora: “se mi pagassero il sufficiente per ritirarmi al sole, gliela redigerei io la legge contro l’evasione fiscale”. Nell’edizione 2007 dell’ e-book “Come pagare Zero tasse. I paradisi fiscali.” commento i 55 punti chiave segnalati dal governo nel piano anti evasione, risaltando quelli che veramente produrranno variazioni nella lotta all’elusione (non all’evasione visto che questo non é lo scopo della pubblicazione).  D’altra parte il governo non può andare contro le regole del gioco internazionale, e anche la stessa UE se la prende con il Lussemburgo e non con il Regno Unito o gli USA.
La stessa corte Corte di giustizia UE, recentemente, con la sentenza del 14 settembre 2006 (causa C228/05), ha condannato l’ Italia negando la legalità di quelle limitazioni alla detraibilità dell’Iva sull’acquisto delle autovetture e sui relativi costi che sono state ripetutamente previste dalla normativa interna. Nella sentenza si risalta che: “Il diritto alla detrazione costituisce parte integrante del meccanismo dell’Iva e, in linea di principio, attribuisce al contribuente un diritto che può essere soggetto alle sole limitazioni stabilite dalla VI Direttiva. Ne consegue che l’adozione di misure derogatorie in violazione del diritto comunitario non è opponibile da parte dell’amministrazione finanziaria dello stato membro nei confronti del soggetto passivo, al quale è riconosciuto il diritto di computare il proprio debito Iva verso l’Erario conformemente al disposto dell’art. 17 della VI Direttiva”.
E’ evidente quindi che il diritto alla detrazione delle spese e tasse pagate e all’utilizzo della legislazione a favore del contribuente non può essere criminalizzato.
L’uso di strutture offshore per investire in Italia, come in altri paesi della comunità europea é perfettamente legale e regolamentato come per qualsiasi società estera.
I paradisi fiscali non sono paesi fuorilegge o covo di moderni pirati, ma paesi che offrono determinati vantaggi agli investitori stranieri. Tra questi possiamo annoverare anche gli Stati Uniti e il Regno Unito che hanno particolari strutture societarie che favoriscono gli investitori non residenti. Per ragioni politiche però questi paesi non appaiono nella black list dell’Ufficio delle Entrate. Gli operatori offshore quindi, non fanno altro che utilizzare i vantaggi di uno o più paesi per creare strutture legali per poter operare in un settore ben specifico.
prodi-finanziaria-27102006Per fare un esempio concreto, in Italia é possibile operare legalmente registrando una succursale di una società di un paradiso fiscale all’Ufficio delle Entrate e alla camera del commercio. Con questo non si evadono le tasse ma si ottengono benefici finanziari e fiscali immediati e a  lungo termine. I benefici economici immediati sono il costo che é di 1,100 Euro compreso il costo del notaio, avvocato e registro, e dal fatto che non é necessario versare il capitale sociale. Le società offshore offrono inoltre l´anonimato dei soci quindi la possibilità di ridurre il tetto impositivo dei singoli soci. Operando da un territorio offshore si riesce a limitare la responsabilità degli azionisti riducendo o annullando, in molti casi, il carico fiscale. Nello statuto appaiono solamente 3 direttori e le azioni sono al portatore. Se il proprietario non desidera apparire i direttori vengono forniti dallo studio legale (il costo é di Euro 150 all´anno) e viene fornita una delega generale notarile e apostillata (riconosciuta dal Ministero degli Esteri) al proprietario/azionista per potere amministrare la società, comprare, vendere, aprire conti bancari, aprire succursali, ecc.
Solamente operando da un territorio offshore si riesce a limitare la responsabilità degli azionisti riducendo nello stesso tempo il carico fiscale. Inoltre la società offshore può essere utilizzata per i seguenti scopi:
1.Per aprire conti esteri e/o investimenti di borsa potendo occultare in caso di necessità (divorzio, sequestro di beni, ecc.) il reale beneficiario;
2.Per partecipare a società nazionali, occultando i veri soci;
3.Per comprare e vendere merci alla propria ditta nazionale o ad altre, fatturando il prezzo desiderato;
4.Per fatturare servizi come se fossero eseguiti dall´estero, evitando di pagare le tasse (consulenze, servizi web, progetti, libri, articoli, ecc.);
5.Per proteggere i vostri beni in Italia o all'Estero;
6.Per evitare sequestri giudiziari;
7.Per evitare le tasse di successione e garantire un miglior futuro alla vostra famiglia;
8.Per crearsi un'alternativa economica nel piú completo anonimato; I) Per investire all' Estero.  Acquistare ad esempio la seconda casa attraverso una società offshore permette di rivenderla cedendo le azioni (all’estero) esentasse ed eludendo l’imposta sul trasferimento di beni immobili, visto che la casa, almeno sulla carta, non cambia di proprietario. L’altro vantaggio é che il possesso di una seconda o terza casa non peserà sul tetto impositivo. Tutto questo é legale e non é neanche preso in esame dalla finanziaria.
tfr-prodiLa lotta all’evasione fiscale e all’elusione si può fare solo attaccando il sistema finanziario internazionale e questo é contro gli interessi della maggior parte dei governi o riducendo le tasse e la burocrazia in modo tale che l’imprenditore o il professionista non abbia interesse a cercare escamotage. Per far questo però bisogna anche rivedere la spesa pubblica, altrimenti i conti non tornano.
Fin dai tempi della Rivoluzione Francese i benestanti hanno trasferito i loro beni all'estero, per proteggere il proprio patrimonio ed eludere il pagamento delle tasse. I Paradisi Fiscali non sono altro che dei paesi stranieri che possiedono una serie di caratteristiche peculiari, la più importante delle quali é che applicano una tassazione minima o zero sui capitali esteri. Attualmente esistono oltre 200 giurisdizioni che offrono uno più incentivi agli investitori non residenti, alcuni di questi paesi sono anche dei veri e propri paradisi per le vacanze.
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