Nuova direttiva della Comunità Europea sullo scambio delle informazioni rende più difficile avere attività o immobili all’estero non dichiarati o in nero.

Bienes-Extranjero-Declaracion copyNuova direttiva della Comunità Europea sullo scambio delle informazioni rende più difficile avere attività o immobili all’estero non dichiarati o in nero.

Dal primo gennaio 2014 entrerà in vigore la nuova direttiva Europea sullo scambio delle informazioni in materia fiscale che renderà molto più complicato far uscire soldi all’estero o avere proprietà immobiliari. Ciò perché tutti i paesi della Comunità Europea si comunicheranno tra loro i dati dei fiscali dei propri cittadini in forma obbligatoria e con regole uguali per tutti.
Attraverso questo scambio di informazioni fiscali, i paesi si aiuteranno tra loro ad analizzare meglio le transazioni e operazioni societarie, soprattutto quelle fittizie. C’è da tener conto, in verità, che molte di queste operazioni avvengono con paesi extracomunitari che non sono oggetto di questa direttiva e la stessa si può aggirare intestando gli immobili a società europee con soci offshore.
Nuove contromisure come il redditometro e lo spesometro serviranno all’agenzia delle entrate a stanare l’evasione e la nuova direttiva, oltre a prevedere lo scambio d’informazioni, stabilisce anche le leggi con cui i singoli stati devono legiferare in materia fiscale, contributiva ed assistenziale, nonché la regolamentazione doganale e il funzionamento degli enti pubblici in materia di imposte di bollo.
La direttiva si attuerà mediante la creazione di appositi uffici e apposite procedure secondo cui nessun paese si può rifiutare di rispondere e lo deve fare entro un tempo di 7 giorni lavorativi e entro i sei mesi dal ricezione della richiesta. Se controparte è già in possesso delle informazioni allora il tempo diventa di due mesi. L’Autorità nazionale competente in materia, l’ufficio o la persona designata, ricevuta la richiesta, avrà l’obbligo di rispondere entro tre mesi dalla notifica della stessa.
Le informazioni oggetto di richiesta potranno essere a livello generale e non personale e potranno riguardare: prodotti di assicurazione sulla vita, stipendi per i dirigenti, redditi da lavoro dipendente e autonomo, pensioni, ecc. Per quanto riguarda gli accertamenti alle singole persone fisiche, il pericolo è che lo scambio d’informazioni diventi un baratto (se mi dai informazioni su tale persona, allora ti rispondo su quest’altra), il segreto d’ufficio dovrebbe comunque restare un punto fermo.
Alla luce di tutto ciò, appare chiaro che detenere attività lucrative, rendite e proprietà all’estero senza dichiararle sarà soggetto a maggiori controlli e soprattutto a possibilità di essere comunicato all’entità fiscale del proprio paese di residenza. E’ per questo che se si vuole restare anonimi è necessario operare attraverso una società offshore.

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