Le banche a Panama

banche a_panama 1_copyLe banche a Panama

Il settore bancario panamense è cresciuto notevolmente dopo la fine del XX secolo, a causa di vari fattori, tra cui la totale assenza di controllo di cambio, l'aumento del commercio nel paese, principalmente per la zona franca di Colon e l'attuazione delle leggi bancarie molto liberali che ha rinforzato il segreto bancario.
Sotto la pressione delle organizzazioni internazionali, il governo panamense ha rinforzato la normativa bancaria all'inizio del XXI secolo e questo ha determinato che alcune banche chiudessero i loro uffici nel paese, ma in questo momento rimangono quasi 100 banche con licenza, di cui 30 hanno licenze internazionali. Il patrimonio totale ha superato, nel 2012, gli 81 miliardi di dollari, di cui 33,65 miliardi provenienti da depositi bancari nazionali. In generale, le banche private estere ospitano la maggiore quantità di attivo, seguite dalle banche private nazionali.
Aprire un conto bancario a Panama, con i nuovi regolamenti, è diventato un incubo giacché le banche richiedono: azioni nominative delle società offshore, due lettere di referenze bancarie, prova d'origine dei fondi iniziali, la presenza di un titolare di un conto e gli altri documenti richiesti a livello internazionale per l'apertura di un conto bancario offshore o locale.
La nuova legislazione ha forse scoraggiato alcune banche e molti clienti, ma ha rafforzato l'immagine internazionale del paese. La legge ha introdotto un nuovo sistema di licenze per l'industria e ha stabilito meccanismi di controllo più severi; inoltre, successivi decreti hanno stabilito meccanismi per prevenire il riciclaggio di denaro sporco, frodi e il finanziamento del terrorismo. Tutto questo ha contribuito che Panama uscisse nel 2001 dalla lista nera del GAFI (Forza di Azione Finanziaria) e quindi è diventato uno dei centri bancari con la migliore reputazione in tutto il mondo.
Tuttavia, Panama ha continuato a ricevere forti pressioni affinché adottasse gli standard internazionali sulla trasparenza fiscale e scambiasse più informazioni. Gli esperti ci ricordano che, nel 2000, Panama è stata messa in un’altra lista nera, quella OCSE, che la riconosce come un "paradiso fiscale". Poi, nel 2009, dopo alcune misure prese per ampliare lo scambio di informazioni bancarie, l'OCSE ha accettato di spostare Panama nella "lista grigia," da cui è finalmente uscita nel 2011. Panama ha già firmato diversi trattati di doppia imposizione e per lo scambio di informazioni fiscali. Il più importante di questi accordi è stato quello con gli Stati Uniti, nel novembre 2010.
Attraverso quest’accordo, le autorità panamensi hanno offerto accesso alla loro controparte americana a preziose informazioni (anche relative a conti bancari a Panama), il che ha reso possibile il rafforzamento delle leggi fiscali degli Stati Uniti. L'accordo consente anche che Stati Uniti e Panama scambino informazioni sui vari tipi di imposte nazionali.
Inoltre, Panama ha anche firmato molti accordi di doppia imposizione con paesi come: Corea del sud, Singapore, Lussemburgo, Spagna, Olanda, Qatar, Portogallo, Italia, Francia e Irlanda.
Precisamente è stato proprio l'accordo di doppia imposizione con la Francia che ha spinto l’OCSE a spostare Panama nella sua "lista grigia", poiché il paese ha raggiunto i 12 accordi, il numero minimo richiesto dall'organizzazione internazionale. Commentando questa decisione, il Segretario Generale dell'OCSE, Angel Gurria, ha detto che Panama aveva lavorato duramente per raggiungere questo obiettivo e che aveva intrapreso passi importanti per soddisfare gli standard internazionali in un breve periodo di tempo.
Nel gennaio 2012, il ministro dell'economia e delle finanze, Frank De Lima ha confermato che il governo di Martinelli continuerà a cercare nuovi accordi per lo scambio d’informazioni fiscali con altri paesi, nei prossimi anni.
Per aprire conti bancari a Panama è meglio affidarsi a un consulente perché il processo è piuttosto tedioso e a parte della presenza del cliente, vengono richiesti numerosi documenti.

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