L’ esodo dei capitali svizzeri verso lidi più sicuri.

esodo capitali_svizzeraL’ esodo dei capitali svizzeri verso lidi più sicuri.

Chiunque dai floridi anni settanta in poi, abbia decido di andare in Svizzera per depositare il proprio denaro, è stato mosso da motivi ben precisi, spesso legati al particolarissimo momento storico che stava attraversando l’ Italia, come il brigatismo ed i sequestri, oppure perché non credeva che la rete democratica tricolore reggesse al peso degli eventi terroristici di quegli anni. Le banche svizzere offrono, ora come allora, maggiore sicurezza e minori carichi fiscali, permettendo un risparmio reale in termini di pressione fiscale.
A distanza di circa quant’ anni dall’ inizio di quel lungo e continuo esodo verso la frontiera svizzera, la situazione appare profondamente cambiata, anche alla luce dell’ ultima vera opportunità avuta da chi nel tempo, aveva spostato tutto il proprio denaro su di un conto ubicato in una banca svizzera. Dopo lo scudo voluto da Berlusconi e Tremonti, gli eventi sono precipitati, giungendo addirittura alla sottoscrizione bilaterale, tra Svizzera e diversi Paesi dell’ Unione Europea, di accordi in base ai quali i conti bancari potrebbero essere rivelati alle autorità, in determinati casi. La fine dell’ impenetrabile segreto bancario elvetico ha aperto l’ annoso problema di dove depositare questo denaro.
La soluzione migliore è ancora oggi il trasferimento in uno dei paradisi fiscali presenti nel mondo, dalla tassazione quasi nulla; un conto bancario offshore consente infatti di continuare ad essere invisibili, consentendo ad ogni investitore sensato di risparmiare la metà dei propri averi, che altrimenti dovrebbero essere devoluti, quasi come la beneficienza, proprio al fisco.
Per la prima volta nella storia la Svizzera sta avendo una vera fuga di capitali verso i veri paradisi fiscali, quelli che verificano e controllano la provenienza del denaro ma che non hanno la minima intenzione di vendere o svendere la propria sovranità popolare, firmando accordi bilaterali con chicchessia.
Le banche svizzere rimangono restie al trasferimento di ingenti somme in conti bancari offshore ubicati in paradisi fiscali, perché vedono defraudata la loro peculiarità, quella qualità che rendeva la Svizzera il salvadanaio d’ Europa.
Da un lato la Svizzera e le proprie banche fanno cadere il segreto bancario nei confronti di diversi Paesi dell’ Unione Europea, dall’ altro i paradisi fiscali per eccellenza, come Panama, dove attraverso l’ apertura di un conto bancario offshore, è possibile operare in modo del tutto autonomo come in un normale conto bancario, ma trovando un sistema di tassazione sicuramente meno pressante e disincentivante rispetto all’ Italia e all’ Europa in genere. Molti si stanno organizzando attraverso vere e proprie società, del tutto legali, che operando tra il paradiso fiscale e la Svizzera, permettono al risparmiatore di trasferire, senza grosse difficoltà, i propri beni, liberandolo dalla tenaglia burocratica delle banche svizzere, che pur di non lasciare andare i capitali depositati, stanno mettendo in campo una vasta quantità di ostacoli tali, da scoraggiare il trasferimento.
In questa nuova guerra, quasi improvvisata e del tutto inaspettata, tra banche svizzere e paradisi fiscali, è come sempre il conto bancario offshore a spuntarla, senza se e senza ma.
Se avete necessità di spostare i vostri capitali dalla Svizzera o se volete trovare un sistema per mantenerli li, contattateci.

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