Il segreto professionale e obblighi anti riciclaggio

lawSEGRETO PROFESSIONALE E OBBLIGHI ANTI RICICLAGGIO

Il segreto professionale é la base della fiducia che riversate sul vostro avvocato, consulente finanziario o banchiere. Le norme europee sono ben differenti da quelle dei cosiddetti Paradisi Fiscali, che seppur richiedono al professionista di “conoscere il cliente” non obbligano a segnalazioni di attività sospette, in mancanza di chiari indizi di attività illecite legate a crimini e/o delitti non di tipo fiscale.  Con le norme anti riciclaggio, i governi non solo tendono a combattere questo crimine ma si sono avvalsi di una nuova arma per il controllo nazionale e internazionale dei cittadini e delle loro attività. É infatti sufficiente indiziare una persona per riciclaggio per poter ottenere ordini giudiziari, anche in rogatoria, per  poter violare il segreto bancario o il segreto professionale. I magistrati di paesi come la Svizzera e San Marino sono già da qualche anno particolarmente ricettivi a richieste di rogatorie  per questo tipo di crimini ed hanno dato via libera alla violazione sistematica del segreto bancario anche con sole accuse montate ad hoc. Commercialisti ed avvocati inglesi e svizzeri sono stati costretti a testimoniare contro i loro clienti o fornire informazioni, in ottemperanza alle nuove norme sul segreto professionale e obblighi anti riciclaggio disattendendo cosi il segreto bancario: ciò ha creato il panico tra coloro che fanno operazioni commerciali, non dichiarate, all'estero.  Con la recente conclusione di Miguel Polares Maduro, avvocato generale della Corte di Giustizia della Comunità Europea, però si profila un'attenuazione dei cosiddetti obblighi anti riciclaggio relativi alla segnalazione di operazioni sospette. La Corte Costituzionale belga aveva infatti sollevato obiezioni sugli articoli 2 bis, punto 5 e 6 della Direttiva 91/308/CEE del 10 giugno 1991, modificato con la Direttiva 2001/97/CEE del 4 dicembre 2001, che comprometterebbero seriamente il diritto alla difesa per la mancanza del segreto professionale. In pratica la stessa avvocatura generale ha raccomandato un'interpretazione morbida dell'obbligo di segnalazioni. L'avvocato dello stato europeo ha determinato che “Il segreto professionale dell’avvocato prevale sugli obblighi di comunicazione imposti dalla normativa comunitaria sugli obblighi anti riciclaggio.”, con parere del 14 dicembre 2006, C-305/05.
In Italia i  legali e contabili  (commercialisti e ragionieri) stanno richiedendo  a gran voce una  significante riduzione del lunghissimo elenco delle Operazioni soggette a registrazione contenute nell’allegato A/2 del Provvedimento UIC del 24 febbraio 2006, esplicativo del DM 141/06. In ogni caso appare manifesta e riconosciuta la prevalenza del segreto professionale dell’avvocato rispetto agli adempimenti connessi alla disciplina dell’anti riciclaggio.
L’articolo 10 del Regolamento di attuazione contenuto nel Decreto ministeriale 3 febbraio 2006 (3), riguardante gli obblighi anti riciclaggio degli avvocati, notai, commercialisti, revisori contabili, consulenti del lavoro, ragionieri e periti commerciali, esistente in Italia, recita testualmente:
Art 10
Esenzione dall’obbligo di segnalazione
1.Gli obblighi di segnalazione di operazioni sospette non si applicano per le informazioni ricevute dal cliente o ottenute riguardo allo stesso nel corso dell'esame della posizione giuridica del cliente o dell'espletamento dei compiti di difesa o di rappresentanza del medesimo in un procedimento giudiziario o in relazione a tale procedimento, compresa la consulenza sull'eventualità di intentare o evitare un procedimento, ove tali informazioni siano ricevute o ottenute prima, durante o dopo il procedimento stesso.
2.L’esenzione prevista al primo comma si applica anche per i giudizi arbitrali o per la
risoluzione di controversie innanzi a organismi di conciliazione previsti dalla legge.
Resta il fatto che si tratta meramente d'interpretazioni, anche se rafforzate dalla sentenza dell'avvocatura della Corte Europea e della Corte Costituzionale belga, per cui personalmente sconsiglierei nel territorio della Comunità Europea e paesi “amici” come Svizzera e San Marino,  operazioni economiche e/o bancarie che possano dare luogo a segnalazioni. Il rapporto con il vostro avvocato,  consulente finanziario o banchiere dovranno quindi essere basati sulla fiducia che avete in loro. Allo stesso modo un consulente italiano che non vi conosce, non potrà darvi informazioni che possano comprometterlo.

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