Il grande business dello scudo fiscale

scudo fiscaleCon lo scudo fiscale guadagnano le fiduciarie e le banche

Come ha scritto David Oddone di L’Informazione di San Marino, ° lo scudo fiscale, tanti dubbi e una certezza a pagare saranno i paradisi fiscali. Mentre rimbalzano le voci di un nuovo “condono”.In un modo o nell’altro l’Europa deve fare cassa e a pagare la crisi dovranno essere – giustamente – i grandi evasori fiscali, dunque di conseguenza quelli che hanno portato i capitali nei paradisi fiscali. Anche senza un nuovo scudo fiscale, uno dei possibili escamotage dello Stato italiano per fare pagare chi ha già “condonato”, senza incorrere in grane legali, è quello di pensare ad una correzione per i 57,6 miliardi trasparenti e noti al fisco dopo lo scudo, ma che sono rimasti all’estero. In effetti lo scudo fiscale è stata una vera e propria manna per le piccole e spesso sconosciute società fiduciarie private.  Ragionieri e commercialisti di Bologna, Firenze, Genova e Ancona, proprietari di società fiduciarie, hanno fatto affari colossali attraverso le commissioni incassate dai clienti sui patrimoni scudati da San Marino. Fra le società fiduciarie per esempio, La Sofir di Bologna, la fiduciaria preferita dall’ex Unipol Giovanni Consor te, ha regolarizzato 225 milioni di euro. È al quarto posto dopo Cordusio (Unicredit), Banca Fideuram (Intesa San Paolo) e la Cassa di Rimini. C’è poi una fiduciaria di Genova con 193 milioni scudati lasciando i patrimoni a San Marino. In totale la regolarizzazione è stata pari a oltre 4,5 miliardi sui circa 100 complessivi, di cui due terzi “svizzeri”. L’elaborazione su dati Bankitalia è dell’Uif, la struttura antiriciclaggio della Banca d’Italia che ha analizzato e messo in fila tutti gli intermediari attraverso i quali è stato attivato lo scudo fiscale dai vari Paesi. La classifica degli intermediari che più hanno interagito con il Titano segue in qualche modo la geografia. La Banca Malatestiana ha chiuso operazioni di rimpatrio per 73 milioni, il Credito di Romagna di Forlì ha totalizzato 82 milioni, la Fiduciaria Marche di Ancona, controllata da una ventina di professionisti, è arrivata fino a 178 milioni. Fiduciaria che peraltro figura quale intestataria della maggioranza di Euro Commercial Bank (67,80%). Giuseppe Chieffo, proprietario della bolognese Sofir, è stato un professionista vicino al gruppo Delta (Cassa di San Marino): alla sua fiduciaria fa capo la proprietà di una delle finanziarie riconducibili a Consorte. Insomma in un modo o nell’altro questi soldi finiranno sotto la lente d’ingrandimento degli esperti del Ministero italiano per finanze. La stessa sorte che capiterà a quei soggetti che hanno interagito con i paradisi fiscali ai tempi dello scudo fiscale: in questo caso però potrebbero essere le stesse Procure a volerci vedere chiaro. Ma ci riusciranno? Noi di paradisifiscali.org restiamo sempre della stessa opinione sullo scudo fiscale: non scudare se avete fatto le operazioni con un buon consulente.

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