Il federalismo fiscale in Italia

federalismo fiscaleL’Italia é al terzo posto della classifica Ocse per carico fiscale, una jungla di balzelli di stampo feudale Due italiani su tre devono utilizzare la tredicesima per pagare le tasse e i medici giá parlano di “stress da fisco”: 7 italiani su 10 temono di trovare, al rientro delle vacanze, una notifica dell’Ufficio delle Entrate e 3 contribuenti su dieci temono di perdere la propria casa.
La Confesercenti ha realizzato uno studio in cui ha dato un nome adeguato a tasse e imposte mascherate con sigle incomprensibili. Una indagine dalla quale emerge un quadro con balzelli «assurdi».
Gli esempi del bestiario fiscale hanno del paradossale. Se la tenda di un negozio si allunga sulla strada, scatta la tassa sulla tenda, ma in realtà è sull’ombra. Se una casa ha i gradini sulla pubblica via, ecco la tassa sui gradini. Il Comune di Agrigento si è inventata anche l'imposta sui ballatoi. A spulciare si scoprono persino le imposte «esoteriche» come la tassa sulle memorie tecnologiche (cd, penne usb, computer), quella sulla voce (sui cellulari), quella sui divertimenti (una festa privata in un luogo pubblico), c’è persino quella sull’aria (scatta per il metano miscelato ad aria). Con le tasse «burocratiche» la lista è da film dell’orrore: da quelle catastali a quelle su giustizia, certificati, autorizzazioni, compresa la tassa sugli sugli sfratti: l’obolo per il fisco è di 220 euro. Chi partecipa a un concorso pubblico deve pagare (tassa sulla disoccupazione). Chi è costretto a firmare cambiali deve aggiungere l’imposto di bollo. Chi fa ricorsi alla commissione tributaria paga 24 euro (tassa sui tartassati). Il disabile che prende un aereo ha un rincaro sul biglietto di 50 centesimi (tassa sul disabile). federalismo fiscale italiaNon mancano le tasse «macabre». Non si possono definire in altro modo i 35 euro per il certificato di decesso (tassa sul morto), il diritto fisso di 58 euro per il trasporto del defunto (tassa sul feretro), i 100 per l’autorizzazioni a disperdere le ceneri di un cremato, la manomorta sui lumini dei cimiteri (costo reale un euro l’anno, ma se ne pagano 17 a Milano e 25 a Roma). Persino inventare nel nostro Paese può essere costoso: ogni brevetto è colpito da 3 tasse. Per non parlare delle tasse "in maschera": la tassa sulla tv, quella sui giornalisti, gli anticipi in bolletta. Alle amministrazioni comunalii, le sanzioni comminate in base al codice della strada fruttano più delle addizionali Irpef. Divieto di sosta, sorpasso vietato e semafori ignorati sono costati nel 2008, in media, 76 euro a ogni cittadino. C'è poi tutta una serie di cosiddette tasse "sotterranee": l’imposta sui tubi, sulle botole, sulle discariche e sulle fogne. E quelle "aeree": imposta sulle gru, sui lampioni, sui tralicci, sugli ascensori e sui montacarichi. Poi ci sono la tassa sulla raccolta dei funghi; La gabella sugli sposi: a Roma, ad esempio, costa € 200 sposarsi in Campidoglio nel week-end ed € 150 nei giorni feriali per tutti coloro che non risiedono nella Capitale; l'imposta sull'uscita di casa (passi carrai). Neanche i bebé sono risparmiati dal fisco: prima di accendere la prima candelina hanno giá versato allo Stato 1280 euro di Iva sui generi di prima necessità.
Chissà perché c’è chi pensa di eludere le tasse.

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