Il borsino dei paradisi fiscali: sale la Svizzera, giù Londra

monte_carloIl borsino dei paradisi fiscali: sale la Svizzera, giù Londra
di Benny Casadei Lucchi - Il Giornale.it venerdì 10 agosto 2007
Commento di Giovanni Caporaso


Da sempre, il mondo dei motori tiene un occhio sul contagiri e uno sulla contabilità fiscale. Formula uno, in primis, e moto mondiale poi hanno infatti aperto molte strade. Oggi si citano a memoria discipline sportive che vedono i rispettivi eroi allocati in qualche paradiso fiscale: basti pensare al tennis, al golf, perfino al ciclismo. Il mondo dei motori è però stato il precursore, con qualche comprensibile ragione specifica. Negli anni Settanta, giusto per non andare troppo indietro nel tempo, il pilota di F1 oggi c’era e domani no. Colpa delle macchine poco sicure, della benzina disposta attorno all’abitacolo, dei circuiti con muretti e marciapiedi a vista. Per cui il diretto interessato, già che rischiava la pelle due volte al mese, non gradiva troppo l’idea di vedersi portare via dal fisco metà di quanto incassato. E fu l’apoteosi per Montecarlo: comoda, elegante, vicina.

Il principato non è più di moda Solo che - rivelano nei paddock della F1 come del motomondiale – risiedere ora a Montecarlo è come restare in Italia. Nel senso che il nostro fisco, ormai, non considera la residenza nel Principato: al contrario, il solo fatto di averla, lo spinge a indagare. Tra i piloti più famosi attualmente residenti a Montecarlo, Loris Capirossi (che, infatti, ha un contenzioso ancora da risolvere), Felipe Massa, pilota Ferrari, però di nazionalità brasiliana, e Max Biaggi. Ma il campione romano è residente di nome e di fatto, in quanto ci vive proprio, ci sta bene, e – al contrario di altri – non ha affetti veri nel suo Paese tali da spingerlo troppo spesso a casa. Come lui David Coulthard, pilota scozzese di F1, che tra un Gp e l’altro resta a Montecarlo a gestire il suo hotel super lusso.
L’Inghilterra fa tremare Il caso Valentino è esemplare. Comunque vada a finire, il regime fiscale d’Oltremanica consente a chi è residente ma non domiciliato di dichiarare unicamente i redditi prodotti in loco, non gli altri. Concessione pericolosa se non gestita in modo oculato dai diretti interessati. Non a caso, chi vive di F1 e moto mondiale, appena saputo di Rossi e dell’Inghilterra, si è lasciato sfuggire: «Per uno noto come Valentino, restare Oltremanica vuol dire o che non ha proprio nulla da temere o che firma la propria condanna...».
lugano_lagoLa Svizzera fa dormire tranquilli Fra gli altri, sono concittadini di Heidi un pilota famoso come l’altro ferrarista Kimi Raikkonen (finlandese), e il più grande di sempre: Michael Schumacher (tedesco). In Svizzera il meccanismo – semplificandolo al massimo – prevede una tassazione fissa intorno al 20% (che poi ognuno dei big in questione può trattare con lo specifico Cantone). Il fisco italiano non può obiettare nulla. E il 20%, molto migliore del 47% di casa nostra, sarà peggio dell’Inghilterra, ma consente di dormire tranquilli.

Commento
di Giovanni Caporaso

L'autore del pezzo ha analizzato 'la punta dell'iceberg"emersa in questi giorni nei giornali italiani. Purtroppo sportivi, attori e spesso anche business man, fanno lo stesso errore: quello di cercare un paradiso fiscale alle soglie di casa, per mantenere quei "legami ed affetti" nel ben paese, che hanno portato la finanza sulle piste del pilota Valentino Rossi.
La scelta offshore deve essere radicale: o si vive realmente in un paradiso fiscale e ci si fa consigliare da esperti in relazioni agli affari che si trattano in paesi ad alta tassazione, o bisogna abituarsi ad un tipo di vita a "basso profilo" che certo non é facile da sostenere a chi é abituato ad apparire nelle pagine dei rotocalchi rosa.

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