I paradisi fiscali secondo l'OCSE

nauru niue_copy_copy_copy_copy_copyI paradisi fiscali secondo l'OCSE

La classificazione più conosciuta dei paradisi fiscali è realizzata dall' Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Il primo elenco redatto da questa istituzione risale al giugno 2000 e incluse, in quell'occasione, 31 paesi. In 13 anni l'elenco è stato aggiornato in diverse occasioni e nella sua edizione più recente, del maggio 2012, solo appaiono due giurisdizioni riconosciute come paradisi fiscali: Nauru (dal 2003) e Niue (dal 2002).
Nauru è una Repubblica insulare della Micronesia, nell'Oceano Pacifico centrale, si trova a sud dell'equatore. È un atollo dalla forma ovale, alta e scoscesa sulla sua riva marina e con una superficie di 21 km²; invece Niue è un territorio autonomo liberamente associato alla Nuova Zelanda, nell'Oceano Pacifico. La sua superficie è di 263 km ².
Il cambio dal 2000 è stato notevole, dice l'OCSE. I primi che sono usciti da questa 'lista nera' sono stati Cipro, Malta, Mauritius e Seychelles. Gli altri paesi hanno formato ciò che alcuni chiamano "lista grigia", perché l'OCSE ha riconosciuto i progressi nelle loro legislazioni e azioni finanziarie; tuttavia, si considera che ancora non esistono sufficienti standard di trasparenza fiscale. Per essere rimossi dalla lista, ogni paese deve, come minimo, firmare 12 trattati.
Con riluttanza e ritardi, gradualmente quasi tutte le giurisdizioni hanno seguito i suggerimenti dell'OCSE. Attraverso la firma di accordi di scambio d’informazioni, tra le stesse giurisdizioni offshore o con i territori di ben poco significato fiscale, come le isole Feroes o la Groenlandia, hanno lasciato la 'lista grigia' Gibilterra, Monaco, Liechtenstein, Guernsey, Jersey, l’Isola di Man, San Marino. Anche le Isole Cayman, Isole Vergini britanniche, Turks e Caicos, Antigua e Barbuda, Belize, Bahamas e Samoa, hanno fatto lo stesso.
Inoltre, l'OCSE inoltre ha creato il cosiddetto gruppo dei "altri centri finanziari" che, sebbene non etichettati come paradisi fiscali, si dimostrano carenti in materia di trasparenza in materia fiscale. I due ultimi paesi ad abbandonare tale classificazione sono stai Uruguay (2011) e Guatemala (2012).
Il Guatemala ha firmato la Convenzione Multilaterale sulla reciproca assistenza in materia fiscale, nel 2012 convertendosi così nel secondo paese centro-americano, dopo il Costa Rica, che ha firmato questa convenzione riformata, che è stata aperta alla firma dei paesi nel giugno 2011.
La decisione del Guatemala ha rinforzato il suo sistema fiscale e ha inviato un chiaro segnale alla comunità internazionale circa le intenzioni del paese di aderire alla rete di paesi che collaborano nella lotta contro la frode fiscale internazionale.

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