Fisco: il caso Rossi

valentino_rossi2FISCO: IL CASO ROSSI
di Giovanni Caporaso

Valentino Rossi ha evaso le tasse al fisco per 25 milioni di euro , dovuti per gli anni 2000-2004 secondo l'Agenzia delle Entrate italiano. Rossi si aggiunge a una lunga lista di sportivi accusati di aver evaso il fisco: tra questi il calciatore Diego Armando Maradona, con oltre 30 milioni di euro; il motociclista Loris Capirossi con 9 milioni; lo sciatore e carabiniere Alberto Tomba; il motociclista Max Biaggi; il tennista Andrea Gaudenzi; il pilota Nicola Larini; il motociclista Pierfrancesco Chili e il ciclista Mario Cipollini.

valentino_rossiIl centauro, del quale si parla in questi giorni, nei rotocalchi rosa, per la love story con Elisabetta Canalis, ha ricevuto un accertamento milionario dall'ufficio di Pesaro dell'Agenzia delle Entrate, che gli ha notificato una presunta evasione d' imposte , tra il 2000 e il 2004, per un imponibile non dichiarato di oltre 60 milioni di euro.
A cosa é dovuto l'accertamento e perché l'Agenzia delle Entrate ha intravisto l'evasione fiscale se lo sportivo é “residente” nel Regno Unito e “non” in Italia?
Analizziamo i fatti e gli errori
Rossi ha notificato il 15 marzo del  2000 il cambio di residenza, dall'Italia all'Inghilterra. In Gran Bretagna  ha usufruito del regime dei 'resident but not domicilied' che consente al contribuente di dichiarare solo i redditi prodotti in Inghilterra. Lo stesso tipo di agevolazione di cui godono le società inglesi senza partita Iva che io sconsiglio vivamente ai miei clienti. "In base alle leggi britanniche – ha detto Visco ai giornali italiani- una residenza, più o meno fittizia, a Londra permette di non versare tasse nel proprio Paese. Ho chiesto agli uffici di verificare la rispondenza di queste norme (immagino che voglia intendere che non ne era a conoscenza! ndr) allo spirito della Ue e di verificare se ci sono gli estremi per un eventuale ricorso a Strasburgo perché queste norme sembrano andare al di là della normale competizione tra Stati".
Rossi pensava di essersi “premunito”, infatti i suoi consulenti fiscali gli avevano costituito una seria di società estere alle quali sono stati intestati i vari contratti delle sponsorizzazioni, ma era stato fatto un contratto in cui Rossi cedeva i diritti sulla sua immagine? Nel modello '730' del 2002 avrebbe dichiarato, attesta l'agenzia Ansa, solo 500 euro da fabbricati. Eppure secondo la classifica annuale di Forbes Rossi è tra gli sportivi più pagati: nel 2006 'valeva' 12 milioni di euro di ingaggio e 25 milioni di euro per attività di sponsorizzazione e merchandising. Un contribuente non può sparire nel nulla, a meno che non emigri, per davvero, in un paradiso fiscale.. L'Agenzia delle entrate è riuscita a ricostruire molti dei passaggi europei che hanno portato alla nascita di società con sede a Dublino, Londra o altri paesi, a cui sono intestati i vari contratti degli sponsor. Bisogna tener presente che in Europa i registri sono trasparenti ed é facile fare due più due. Inoltre, dalla ricostruzione dell'Agenzia delle entrate sarebbe emerso che, oltre ad avere in Italia la sede principale degli affari e interessi economici, Rossi ha mantenuto un solido legame "di natura sociale e familiare" con il  Paese, e quindi, secondo la legge, doveva pagare le tasse in Italia.
La mattina dello scorso 3 agosto i funzionari dell'Agenzia delle entrate hanno notificato a Rossi, nei pressi della sua abitazione di Tavullia (Pesaro Urbino) l'accertamento, avendo una prova in più che il centauro vive realmente in Italia.
valentino_rossi3La morale della storia
Se volete vivere in Italia é difficile non pagare le tasse, dovreste vivere come nullatenenti e anche se  può essere divertente, in certi casi può risultare faticoso. Se vi é possibile il consiglio é di prendere la residenza in un paradiso fiscale e vivere fuori dall' Italia almeno 181 giorni all'anno. É anche importante che non sia possibile dimostrare che avete in Italia la sede principale dei vostri affari ed interessi economici, e dovete poter dimostrare di non avere un solido legame "di natura sociale e familiare" con il  Paese. Se non siete in grado di fare ciò, non vi resta che pagare le tasse e come possibile, fare un'auto riduzione attraverso strutture offshore. Ricordatevi però che ogni operazione dovrà essere plausibile e che oggigiorno le autorità si avvalgono di esperti e di tecnologie di punta, per cui é importante curare anche la sicurezza delle informazioni contabili, bancarie, ecc. Inoltre se vogliamo proprio trarre la morale della storia, direi che non si può insultare l'intelligenza degli investigatori con una residenza fittizia o una società nel Regno Unito. Per questo bisogna andare il più lontano possibile da casa e dagli occhi indiscreti, in paesi, dove magari, se vengono richieste informazioni ufficiali, rispondono: “quanto ci date per quest'informazione”. Logicamente Rossi ha preferito il “prestigio” di una residenza a Londra piuttosto che a Mubutú (luogo immaginario) e ne ha pagato le conseguenze....

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