Evasori fiscali endemici e i contribuenti patrioti?

oliverio-finanzaAncora una volta i dati confermano che la presunta lotta ai paradisi fiscali non è altro che un attacco alla privacy e al libero spostamento dei capitali. Il timore dei “potenti” è che anche i “piccoli” usino le strategie d’ investimento e di pianificazione fiscale delle multinazionali e si avvantaggino di migliori regimi fiscali per pagare meno imposte. Ma in fondo come ha detto il Generale Ugo Marchetti a Cominciamo Bene su RAI 3, “Pagare le tasse è un atto di patriottismo”, la nostra risposta è stata, come al solito tagliente. Vedete il video su www.youtube.com/ZeroTasse. Secondo una stima fatta da

KRLS Network of Business Ethics elaborando dati dell’Istat, della Banca d’Italia, della Corte dei Conti e dello Sportello del Contribuente, nei primi 5 mesi del 2009 l’evasione fiscale in Italia è cresciuta del 9,7%, con un ammontare di 341 miliardi di Euro di imponibile evaso e 132 miliardi di Euro di imposte sottratte all’Erario dello Stato.
Le aree di evasione fiscale analizzate sono: l’economia sommersa, l’economia criminale, l’evasioni delle grandi compagnie o multinazionali e quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese.
Le cifre sono da capogiro, nell’economia sommersa esisterebbero 2.400.000 lavoratori non dichiarati con imposte evase per circa 31 miliardi di Euro all’anno. L’economia criminale evaderebbe 42  miliardi di Euro all’anno, con un fatturato quasi completamente fatto nel mezzogiorno e che si attesta su poco meno del 32% dell’evasione fiscale totale. L’81%  delle società di capitale dichiarano redditi negativi o guadagni netti inferiori a 10.000 Euro, con imposte evase stimate in 18 miliardi. Le grandi compagnie o multinazionali evaderebbero 31 miliardi di Euro. I lavoratori autonomi e le piccole imprese, per mancata emissioni di scontrini, ricevute e fatture, evadono solo 10 milioni di Euro all’anno.
Mentre i rappresentanti dei G20 continuano a puntare il dito d´ accusa sui paradisi fiscali come possibile mezzo di riciclaggio dei soldi sporchi, possiamo constatare dalle cifre ufficiali che la fetta maggiore dell´ evasione fiscale riguarda l’economia sommersa, le piccole società,  i lavoratori autonomi e le piccole imprese.
Esiste un esercito di lavoratori in nero: dei circa 2,4 milioni di lavoratori non dichiarati, 850.000 sarebbero lavoratori dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro. Delle società di capitali il 53% dichiara redditi negativi e il 28% meno di  meno di 10.000 Euro, quindi su un totale di 800.000 società di capitale, l’81% non versa le imposte dovute. Quelle che sembrano utilizzare maggiormente il “Transfer Pricing” spostando costi e ricavi tra società del gruppo e quindi utilizzando i sistemi offshore sono solo le grandi imprese.

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