È necessaria la semplificazione delle aliquote?

Di Giovanni Caporaso

La recessione c’è, è un fatto, e come ne vogliamo uscire se il Governo non riduce le tasse? Non ridurre la pressione fiscale é criminale e la flat tax é il modello da seguire.  Solo pagando meno tasse si può dare un impulso alla ripresa. Chi sostiene che non si può incrinare l’equilibrio dei conti pubblici, che non si può mettere a rischio la credibilità italiana dei mercati per l’alto debito, sta facendo contro-informazione. E chi dice che se tutti pagassero le tasse se ne pagherebbero meno sta dicendo una grande menzogna. Facendo meno di altri ministri dell’Economia, Giulio Tremonti ha compiuto provocato forse danni, ma è ingenuo o criminale non abbassare la pressione fiscale che in Italia è tra le più alte del mondo.
Logicamente,  per ridurre la pressione fiscale occorre anche diminuire la spesa pubblica, questo è il vero problema. L’Italia invece ingrandisce il “buco” del bilancio continuando la politica di cattiva spesa. Che credibilità può avere il Governo se non fa nulla?
Curva di Laffer alla mano (è una curva a campana che mette in relazione l'aliquota di imposta (asse delle ascisse) con le entrate fiscali (asse delle ordinate) che l'economista dell'università della South California – USA -,  impiegò per convincere l'allora candidato repubblicano alle presidenziali del 1980, Ronald Reagan, a diminuire le imposte dirette), nel medio e lungo periodo, ridurre la pressione fiscale fa aumentare le entrate perché aumentano i redditi.  È vero che nel breve termine, con una riduzione delle aliquote fiscali, può aumentare il deficit, ma non é un dramma se porta alla ripresa e alla crescita dell’economia  È anche vero che la spesa pubblica va tagliata indipendentemente dalla manovra fiscale  e su questo non pare che ci sia una volontà del Governo.  Ricordiamoci che ogni cittadino italiano, anche i neonati, ha 30 mila euro di debiti e i cittadini non sono disposti a pagarle attraverso l’alta imposizione.  Ridurre le aliquote marginali più alte favorisce l’aumento del risparmio e degli investimenti, fattori necessari alla ripresa economica.  Curva lafferIntanto, 312 mila studi professionali hanno chiuso i battenti.  Veterinari, avvocati, sociologi, giornalisti, medici, dottori commercialisti e biologi sono tra le professioni che hanno risentito maggiormente della crisi  che ha portato alla chiusura del 18% degli studi professionali nel 2009.  Le professioni che fanno da traino all'economia e che nel 2008 avevano registrato incremento del fatturato di quasi 18 miliardi di euro, sono ora in crisi.
Curiosamente, il settore giuridico e economico (avvocati e commercialisti) è uno dei settori più colpiti. Nel 2009, il fatturato globale è diminuito del 43% rispetto al periodo precedente. In cattive acque anche il settore della comunicazione (sociologi e giornalisti) con un 29% di contrazione del fatturato.  Gli italiani e anche le loro mascotte, non si possono più permettere il lusso di ammalarsi, infatti anche il settore medico (veterinari, medici e biologi) ha segnato un -32% rispetto all'anno precedente.
Ma la colpa di tutto ciò è della crisi o delle tasse troppo alte?

Un confronto tra le aliquote di Italia e Stati Uniti

La "no tax area" in Italia è stata sostituita dalle detrazioni per tipo di reddito, una forma di detrazione progressiva che si annulla a 55.000 euro, e che rende, di fatto,  i lavoratori dipendenti che guadagnano fino a 8.000 euro, i pensionati che percepiscono fino a 7.500 euro e gli altri redditi fino a 4.800 euro, esenti al 100%.
Bisogna peró tenere conto che negli Stati Uniti la scuola è a pagamento, ed é cara, e la sanità pubblica quasi inesistente,  quindi il livello d'assistenza offerto dagli Stati Uniti non è paragonabile al nostro stato sociale. Nonostante questo, chi guadagna meno di 8000 euro l'anno paga meno irpef in Italia che non negli Stati Uniti e chi, in Italia,  guadagna fino a 15.000 euro paga un'imposta quasi doppia che negli Stati Uniti.

Tasse Stati Uniti:
Fino a 7550 euro, 10% del reddito
Da 7550 a 30.650, 755$ + 15% sul reddito eccedente
Da 30.650 a 74.200, 4.220$ + 25% sul reddito eccedente
Da 74.200 a 154.800, 15.107,50$ + 28% sul reddito eccedente
Da 154.800 a 336.550, 37,675,50$ + 33% sul reddito eccedente
Oltre 336.550, 97.653$+ 35% sul reddito eccedente

Tasse Italia:
Fino a 15.000 23%
sul reddito da 15.001 a 28.000 27%
sul reddito da 28.001 a 55.000 38%
sul reddito da 55.001 a 75.000 41%
sul reddito da 75.001 43%

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