Crisi del sistema finanziario e mutui immobiliari

di Fabrizio Zampieri*


E’ ormai da qualche mese che giornali e tv ci forniscono notizie, alquanto sommarie, relativamente alla crisi finanziaria creata dai mutui “subprime” e dai prodotti “derivati” legati ai mutui immobiliari venduti dalle principali Banche d’affari americane a tutto il mondo. Come spesso accade nel sistema finanziario, vedi casi Parmalat, Cirio, Giacomelli, ecc.., tanto per rimanere in casa nostra, le notizie ai piccoli risparmiatori vengono divulgate solamente quando il bubbone è già scoppiato; infatti tali problematiche erano note agli addetti ai lavori già da oltre un anno ma questi prodotti continuavano ad essere venduti senza remore.

La mia personale convinzione è che il vero ammontare delle perdite sia ancora per il momento imponderabile e non certo corrispondente a quanto comunicato dai manager delle Banche; ma questa crisi finanziaria rappresenta un fatto speciale ed inconsueto: infatti questa volta anche le Banche hanno subìto perdite e rischiano di vedere compromessi i risultati positivi ed i profitti in continua ascesa, caratteristici di questi ultimi anni, specialmente dopo l’introduzione dell’euro.
Le principali autorità del sistema finanziario e politico continuano ad assicurare i risparmiatori affermando che, nonostante ci possano essere ripercussioni negative in alcuni settori produttivi, la crisi finanziaria in oggetto passerà  entro breve anche grazie alle azioni di sostegno effettuate. Ed infatti, da un paio di mesi a questa parte le principali Banche Centrali mondiali continuano ad immettere liquidità nei mercati finanziari ed inoltre, come nel caso degli Stati Uniti, ad abbassare il tasso ufficiale di sconto. Nel frattempo molti cittadini e piccoli risparmiatori hanno già perso o stanno perdendo la propria casa a causa della difficoltà di pagamento del mutuo (nella sola zona di Milano i pignoramenti e le vendite immobiliari all’asta sono praticamente raddoppiati nell’arco di un anno).
Ma siamo così sicuri che le Banche Centrali e le autorità del sistema finanziario nazionale ed internazionale si stiano effettivamente adoperando per risolvere qesta crisi finanziaria e per il bene dei cittadini...?. Io credo proprio di no, infatti sia chiara una cosa, negli Stati Uniti, per esempio, la Fed (Banca Centrale Usa) sta tagliando il costo del denaro per salvare il sistema finanziario e non certo per favorire direttamente i consumi privati, o la capacità dei cittadini di continuare a pagare i mutui. Le manovre sono fatte soprattutto per tenere a galla il sistema bancario, pesantemente colpito da questi prodotti “derivati”, altamente speculativi. Ancora una volta, la loro sete di speculazione e di guadagno ha prevalso su altri obiettivi, quali quello del miglioramento della qualità dei servizi al cliente finale.
Le immissioni di liquidità, delle quali sentiamo spesso parlare in questo periodo, non sono altro che prestiti da parte delle Banche Centrali agli Istituti di Credito in difficoltà a tassi nettamente inferiori a quelli di mercato. E questo fenomeno dura ormai da almeno 4 mesi. Ma come mai non vengono abbassati anche i tassi dei mutui ai clienti delle Banche?.
Vorrei sottolineare come, chi ha contratto qualche anno fa mutui a tasso variabile a tassi iniziali  bassi (all’epoca dell’introduzione dell’euro il tasso ufficiale di sconto in Europa era il 2% mentre ora è al 4%, praticamente raddoppiato in pochi anni) si è trovato con un grosso aumento della rata, ed ora le condizioni sui mutui di nuova emissione, non sono per niente incoraggianti poiché le stesse Banche tendono a spingere l’applicazione del tasso variabile, condizione pesantemente sfavorevole al cliente. Ed è per questo motivo che, nonostante gli interventi delle Banche Centrali, l’importo delle rate dei nostri mutui non calerà affatto. Alcuni Istituti di Credito comunque si stanno adoperando con azioni di facciata, ovvero permetteranno ai propri clienti di rinegoziare il finanziamento, allungando il periodo di durata ed il numero delle rate; più di qualche cittadino rischierà di dover pagare le rate per l’acquisto della propria casa per 40 anni!, o meglio, lascerà in eredità ai propri figli il mutuo. In questo modo, il sistema bancario sarà ancora più soddisfatto poiché avrà un tasso di fidelizzazione della clientela superiore ad ogni aspettativa, oltre ad incrementare ulteriormente i propri profitti mediante maggiori introiti derivanti dall’allungamento del debito.
Quella che quindi si andrà a fare sarà una gigantesca rinegoziazione (o un rifinanziamento) dei mutui in default (difficoltà). Il sistema bancario infatti non ha interesse a pignorare e rivendere case oltre un certo livello quando l'offerta è già ai massimi livelli storici di squilibrio rispetto alla domanda, e molte case andrebbero così all’asta ad un prezzo di vendita inferiore al debito in essere. Molto meglio che la gente continui a pagare, meno ma che continui e soprattutto più a lungo.
Come già detto all’inizio, sono convinto che la bolla scoppiata relativamente ai mutui subprime sia ancora poco nota nei numeri; le stesse Banche sono riluttanti nel fornire dati precisi e concreti su tale fenomeno; pensate che l’analista che, qualche giorno fa, ha comunicato l’ammontare delle perdite di Citigroup, una delle maggiori Banche americane, e ne ha fatto crollare il prezzo di Borsa di circa il 10% in una sola giornata, ha subito successivamente alcune telefonate con minacce di morte…
In conclusione, a supporto di quanto detto, vi riporto la tabella rappresentante l’incremento dei pignoramenti negli Stati Uniti nell’ultimo anno (fonte: John Mauldin).
Arizona +    201,7%
Arkansas +    254,2%
Connecticut +    920,7%
Delaware +    389,4%
Florida +    130,6%
Iowa +    180,5%
Maryland +    491,0%
Massachusetts + 1.127,0%
Minnesota +    124,9%
Nevada +    212,2%
Ohio +    136,0%
Vermont +    400,0%
Virginia +    516,4%
Winsconsin +    155,6%
Georgia +      84,5%
Michigan +      78,6%
New Jersey +      56,7%
New York +      66,7%
North Carolina +      99,0%
North Dakota +      85,7%
Tennessee +      57,3%


* Dr. Fabrizio Zampieri
Economista ed Analista Finanziario

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