Cayman sottoscrive accordo di scambio informazioni con USA e Europa

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È notizia di questi giorni che le Isole Cayman hanno sottoscritto accordi per lo scambio informazioni con Stati Uniti, Italia e altri stati europei.
Probabilmente sono ancora molti a non sapere che già da tre anni le Isole Cayman non sono più incluse nella lista dei cosiddetti paradisi fiscali dell’OCSE (l’organismo internazionale che è a capo della guerra che i paesi del G20 stanno muovendo contro i paradisi fiscali). Tenendo conto che l’OCSE comunicò questa decisione il 13 Agosto 2009, per rendersi conto di ciò, basta leggere un articolo de “Il Sole 24 Ore” del 14 Agosto 2009 o anche un articolo, in lingua inglese, dell’Agenzia Reuters. D’altronde è sufficiente andare sul sito della stessa OCSE per incontrare la lista completa aggiornata al 2012 di tutti quei paesi che nel mondo rispettano gli standard internazionali in materia di fiscalità e tasse. Il risultato è che, secondo l’OCSE, le Cayman sono allo stesso livello dell’Italia se parliamo di tassazione internazionale.
Una semplice ricerca in Google conferma questa notizia. Digitando, infatti, la frase “Cayman Ocse lista bianca”, appariranno più di 35000 risultati e, cercando in lingua inglese, la frase “Cayman Islands OECD whitelist” restituisce più di 8600 pagine che riguardano la notizia.
Ma che significa in sostanza che le Isole Cayman siano presenti nella lista bianca dell’OCSE?
Per farla breve, le Cayman inviano i dati di rilevanza fiscale sulle società ivi domiciliate e i loro soci, ai paesi interessati passando così da paese “non cooperativo” a giurisdizione allineata agli standard d’implementazione dei principi di trasparenza fiscale. In altre parole, ciò significa che le Cayman hanno sottoscritto, e sottoscriveranno anche in futuro, accordi per lo scambio d’informazioni con molte nazioni del mondo. Secondo tali accordi, le Cayman non possono sottrarsi allo scambio e alle richieste d’informazioni detenute da banche, istituzioni finanziarie (inclusi i nominees e i trustees), informazioni riguardanti la proprietà di società, di società di persone, trusts, fondazioni e altre persone, incluse le informazioni sulla proprietà nell’ambito di una catena societaria; nel caso dei trusts, le informazioni riguardanti i settlors, i trustees e i beneficiari; nel caso delle fondazioni, le informazioni riguardanti i fondatori, i membri del consiglio e i beneficiari.
Inoltre, l’essere obbligati a scambiare informazioni è indipendente dal fatto che la condotta soggetta a verifica costituisca reato secondo la legislazione dello Stato richiesto, qualora fosse attuata sul territorio di quest’ultimo.
Alla luce di tutto ciò, si può affermare in tutta sicurezza che le Isole Cayman non rappresentano più un paradiso fiscale al cento per cento e quindi un imprenditore, per mettere a punto un’efficace pianificazione della fiscalità a livello internazionale, deve affidarsi a uno specialista consulente per fare uno “shopping offshore di giurisdizioni” combinando le caratteristiche di diversi paradisi fiscali.

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