Venezuela: vivere e investire nel paese di Chavez

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Il Venezuela sta facendo il grande salto: da un'economia agricola agli anni dell'oro nero. Il paese é alla ricerca di stabilità, equità ed efficienza e abbandona l´area del dollaro per investire in euro Recentemente il governo ha spostato oltre 20 miliardi di dollari di riserve dai bonds americani verso investimenti simili in euro. Il governo del Venezuela nega che la mossa economica possa avere connotazioni politiche. Esperti economisti, invece, sostengono che non vi sia altra giustificazione. Grazie ai profitti del petrolio, il Venezuela dispone di notevoli quantità di valuta pregiata. La spesa pubblica è in aumento e il Presidente della Repubblica Hugo Chávez ha una notevole popolarità. Il PIL è cresciuto del 10% (2004), mentre per il 2005 si é attestato sul 9%. Il buon andamento dell’attivitá economica nel terzo trimestre del 2005 si deve, in buona parte, alla forte ripresa, pari al 10,4%, del settore non petrolifero. Quest’ultimo há fatto registrare sviluppi favorevoli in quasi tutte le sue componenti e in particolare nelle manifatture (+9,3%), nel commercio e servizi (+18,1%), nella costruzione (+18,4%) e nei servizi pubblici (+7,3). Il settore petrolifero ha avuto una crescita del 4,2%, dovuta ad um incremento del 2,8% del settore pubblico e del 9,6% di quello privato. Nel primo semestre 2005 la rendita petroflifera e' stata 30 miliardi superiore alle previsioni. L´indicatore rischio paese Venezuela ha raggiunto a principio del 2006 il minimo storico con 247 punti basici e le Riserve Internazionali hanno raggiunto 29.466 milioni de dollari. Questi positivi risultati sono stati determinati da un significativo aumento della domanda aggregata interna, a cui hanno contribuito la crescita del 15,1% del consumo privato, del 8,2% della spesa per il consumo finale del Governo e l’aumento del 32,4% nella formazione del capitale fisso. I consumi finali privati continuano ad essere favoriti dal recupero delle entrate delle famiglie, dai miglioramenti nei livelli di occupazione, dal facilitato accesso aifinanziamenti e dalla diminuzione dei tassi di interesse attivi, cosí come dalle risorse trasferite dal Governo alle famiglie mediante i programmi sociali. La spesa pubblica é alimentata dall’aumento dei servizi governativi, sempre nell’ambito dei programmi sociali, piú che altro in materia di educazione, di amministrazione pubblica e di salute. L’aumento nella formazione di capitale é favorito dall’attivitá delle costruzioni, dovuta all’incremento della domanda di opere da parte delle imprese pubbliche (+8,9%) e del Governo (+29,3%), cosí come dall’incremento nell’acquisizione di macchinari e impianti di origine nazionale importati dall’estero. Quanto alle importazioni di beni, nel terzo trimestre si é registrato un aumento molto significativo, pari al 38,4%, che ha corrisposto in cifre assolute ad importazioni per 6.720 milioni di dollari favorite dal dinamismo dell’attivitá economica. Gli altri componenti dei conti correnti (servizi, rendite e trasferimenti) hanno invece fatto registrare deficit in linea con i loro comportamenti tradizionali. Il risultato della bilancia dei conti capitali finanziari é stato determinato in massima parte dal deficit osservato nella voce Altri Investimenti (5.948 milioni) dovuta principalmente all’aumento della tendenza, da parte di enti governativi, imprese pubbliche e settore privato a mantenere depositi e valuta all’estero. Sul deficit hanno inoltre influito i pagamenti netti del debito estero da parte del settore pubblico e privato. D’altra parte i conti relativi agli investimenti diretti e agli investimenti di portafoglio hanno fatto registrare flussi netti positivi di 246 milioni e 609 milioni rispettivamente. In conclusione, l’andamento macroeconomico venezuelano del terzo trimestre dell’anno non ha fatto che confermare la tendenza marcatamente positiva dei mesi precedenti. La crescita del PIL, trainata dall’andamento delle entrate petrolifere, é stata alimentata dalla forte spinta che la spesa governativa in espansione ha impresso alla domanda aggregata interna di beni di consumo e d’investimento. Quest’ultima, a sua volta, ha comportato il robusto sviluppo dei diversi settori delle attivitá economiche nazionali e un notevolissimo aumento delle impotazioni.

Il Venezuela e' l'unica nazione caraibica che offre i paesaggi differenti ed il clima piu' variegato: la barriera corallina, la foresta Amazzonica, le praterie e la savana, le montagne andine e il deserto, il delta piu' ampio del mondo. A Caracas (la capitale), come in tutte le grandi citta', regna lo stress ma sulla costa é tutto differente. Risiedere per esempio nell'Isola di Margarita é un sogno a portata di tutti. Lo straniero é molto rispettato e protetto dalle autoritá. É un posto incantevole nei Caraibi, ottimo per trascorrere gli anni della pensione o per trasferire un'attivita' commerciale. Un'isola tropicale e oasi fiscale. Trasferisi é molto semplice, tutto cio di cui si ha bisogno é un Visto Consolare, uno dei primi passi da compiere quando si decide di trasferirsi a vivere qui, nella Perla dei Caraibi, come in qualsiasi altro posto al mondo. Il Visto Consolare puo' essere poi facilmente trasformato in Visto di Residenza, a differenza di paesi come il Brasile che hanno una burocrazia strangolante. Purtroppo, é impossibile parlare di investimenti in Venezuela senza analizzare la situazione politica. il Presidente della Repubblica Hugo Chávez é nel mirino di Washington che lo considera un secondo Fidel Castro. Ma non sará solo paura del Governo americano che sempre piú i paesi del "terzo mondo" si ribellino alla logica imperialista e si preoccupino di piú degli interessi nazionali? Non vogliamo fare politica in questa guida e per questo lasciamo la descrizione del Presidente Hugo Chaves alle parole dello scrittore e premio Nobel, Gabriel García Marquez. L´interpretazione alla coscienza del lettore.Realmente il Venezuela é diviso tra i Chavisti (partidari del presidente) e anti Chavisti, anche se in pratica la diatriba é sulla difesa o no degli interessi imperialisti e non di quelli nazionalisti come la campagna stampa americana vuol far credere. I due gruppi, divisi dal più feroce astio sociale che sia mai esistito in Venezuela, all'odio aggiungono anche il dileggio reciproco. Un esempio fra gli altri mostra la carica di risentimento e profonda inimicizia - quasi antropologica - fra le due parti che si scontrano: gli oppositori del governo del Presidente Hugo Chavez vengono chiamati escualidos, (un termine con significati diversi, che può suonare come squalidi - cioè della famiglia degli squali, ma anche sporchi, ripugnanti, macilenti, rachitici. Gli investitori stranieri devono peró analizzare le vicende del Venezuela tenendo conto della storia e della realtá sociale del paese (purtroppo qui non abbiamo sufficente spazio per trattare questo argomento) e devono considerare che il nazionalismo della Rivoluzione Bolivariana proclamata dal Presidente Chavez non é contro gli stranieri, ne é un grido di xenofobia, é un semplice no agli interessi delle multinazionali che hanno governato il Venezuela per 40 anni. Gli investitori stranieri sono benvenuti, nel rispetto delle leggi. Il sole, la bassa pressione fiscale, le ottime opportunita' di investimento...l'importo delle tasse locali e' facilmente riducibile semplicemente seguendo le leggi venezuelane. Accusano Chaves di aver creato il monopolio alimentare costituendo le cooperative di produttori che vendono direttamente ai consumatori. Ma che c´é di male a pagare poco i generi alimentari?

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