Siria: Il crocevia della Siria nel 2012

BasharalAssadSiria: Il crocevia della Siria nel 2012

Molto prima che l'opposizione al governo della Siria, guidato da Bashar al-Assad, scatenasse giorno dopo giorno una devastante guerra,appoggiata da quelle che una volta erano nazioni alleate a Al-Assad, l'amministrazione di Bush jr qualificò la Siria con il terminte di stato nemico, e dal novembre 2003 subisce sanzioni economiche che hanno avuto un impatto sugli scambi con gli altri paesi.
Per superare le difficoltà causate da tale sanzioni, una delle priorità del governo di Bashar al-Assad fù la riforma economica attraverso alcune iniziative per incoraggiare gli investimenti privati e per attrarre capitali esteri, mentre la politica fiscale si è concentrata per rivedere e semplificare il complicato sistema fiscale.
Tuttavia già da molto prima si erano create serie difficoltà a causa della fine del socialismo e dell'URSS. Questo ha costretto la Siria a cercare nuovi partner commerciali, e con la feroce guerra che si è scatenata oggi, l'economia della Siria è diventata ancora più vulnerabile, dato che si basa sull'estrazione di petrolio e dunque soggetta a fluttuazioni nel loro prezzo internazionale, inoltre le principali raffinerie sono a Homs e Baniyas, territori in cui le milizie armate opposte al-Assad sono più forti.
Naturalmente, l'economia della Siria soffre di quello che è stato provocato dalla guerra civile dopo quindici mesi di conflitto contro il regime, le importazioni e le esportazioni sono scarse e sono bloccate a causa dell'embargo dei paesi occidentali e delle infrastrutture in deterioramento . Il governo di Damasco dichiara che il ammonta a 3.000 milioni di euro il costo provocato dall'embargo sulle esportazioni di petrolio e si stima che la crescita del paese retroceda del 6% quest'anno.
Naturalmente, insieme al settore del petrolio, un dei settori più colpiti è il turismo. Gli Hotel a Damasco hanno visto quasi tutti i clienti partire dall'inizio della ribellione. Alcuni ricordano attori famosi come Brad Pitt e Angelina Jolie quando si sono recati nella capitale siriana presso i loro hotel. "Devo dire peccato che la nostra occupazione è del 3 o 4%", dice Fayez al-Midani, un imprenditore del turismo di Damasco, ha anche aggiunto: "Abbiamo due hotel, ma l'altro l'ho dovuto chiudere".
Fino dall'inizio della rivolta, nel marzo dell'anno scorso, il settore alberghiero ha raggiunto una disoccupazione da record. Ma il problema grosso è la popolazione che soffre a causa dell'inflazione e dell'esaurimento delle scorte, nonostante i sussidi governativi per le materie prime. Senza dubbio, la situazione finanziaria è diventata un fattore che potrebbe determinare il destino del regime guidato da Bashar al-Assad.

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