Sinagapore: fisco senza burocrazia

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ICE


Sinagapore ha il sistema d'imposizione fiscale più semplice tra gli stati Asiatici e il secondo del mondo, secondo l'ultima relazione "Paying taxes" elaborata da Banca Mondiale-IFC e dalla società di consulenza PricewaterhouseCoopers (PwC). La relazione colloca i 178 stati esaminati in una graduatoria stabilita in base al numero delle differenti tipologie di tasse, al tempo necessario per adempiere alle varie obbligazioni d'imposta e all'incidenza delle aliquote fiscali.
Lo studio ha rivelato che, mentre una compagnia di Singapore ha bisogno di solamente 49 ore-uomo l'anno per adempiere alle proprie obbligazioni fiscali, la media globale è di circa due mesi l'anno, e specificamente di 15 giorni per adempiere alle imposte aziendali, 21 per i contributi e le tasse sull'impiego e 21 per l'imposta sui consumi. Singapore, come emergerebbe dalla relazione, è il quinto paese al mondo tra quelli con il minor numero di tasse da pagare oltre ad essere il quattordicesimo paese al mondo con le aliquote fiscali piu basse. "Singapore ha una buonissima reputazione per facilità di conduzione aziendale" ha detto Paula Eastwood, capo del settore tasse aziendali presso PwC Singapore. "Un'efficiente amministrazione fiscale, insieme a uno snello ed efficiente processo di riscossione delle imposte, sono fondamentali per lo sviluppo di un paese" ha aggiunto. Anche la relazione afferma che le nazioni possono aumentare la loro competitività attraverso la semplificazione dei sistemi fiscali e il rispetto degli obblighi impositivi che potrebbero così portare anche a una riduzione delle tasse. "Nonostante la precedente riluttanza a ridurre gli oneri fiscali per paura delle conseguenze del taglio alle entrate governative, alcuni governi che hanno attuato la riforma fiscale hanno successivamente raccolto i benefici dei maggiori investimenti e della conseguente crescita economica. Le economie con minori oneri fiscali hanno inoltre un numero crescente di nuove imprese che entrano nel mercato", ha dichiarato Rita Ramalho, coautrice della relazione e specialista in materia di imposte per la IFC.  Infatti, secondo quanto affermato ieri dal Dipartimento di Statistica del governo singaporeano, le vendite al dettaglio hanno fatto registrare in settembre una crescita del 6,5% rispetto allo stesso periodo del 2006, per un totale di 2,6 miliardi di dollari. Alla fine di agosto il tasso di crescita era pari al 3,7%. Secondo Robert Prior-Wandersforde, economista della HSBC, "sottraendo l'inflazione si ottiene una crescita inferiore al 4% rispetto all'anno scorso. Una crescita sorprendentemente morbida per un paese in cui i salari e il tasso di occupazione mostrano un incremento significativo". L'analista sostiene che l'aumento del 2% sull'IVA introdotto a luglio potrebbe aver spinto i consumatori ad anticipare gli acquisti al secondo trimestre dell'anno, a scapito del terzo. Le vendite, cresciute del 3,7% ogni trimestre, sono infatti calate bruscamente del 3,8% tra luglio e settembre. Escludendo la vendita di automobili, le vendite al dettaglio sono cresciute dell'8,6% rispetto al settembre 2006, ma la maggior parte dei segmenti di mercato riporta una crescita superiore. La più alta, del 17%, è stata registrata dalle stazioni di rifornimento del carburante. Livelli di crescita rilevanti hanno riguardato il settore dell'orologeria e gioielleria (15,7%), della GDO (14,6%) e dei grandi magazzini (10,5%). Secondo le previsioni della HSBC, le vendite al dettaglio e i consumi dovrebbero comunque rafforzarsi durante il quarto trimestre di quest'anno e durante il 2008.

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