Repubblica Dominicana: come investono gli italiani residenti

punta cana_repubblica_dominicana"A Santo Domingo c'è spazio per la creatività e l'abilità degli italiani che vogliono creare un'impresa e che in certi settori possono arricchirsi.
di Ricky Filosa
La Repubblica Dominicana in questi anni sta crescendo tantissimo. Non solo è stata raggiunta nel 2006 una cifra record per quanto riguarda le migliaia di visitatori che ogni anno entrano nell'isola caraibica, ma l'economia sembra essere più florida che mai. Numerosi gli investimenti, sia da parte del governo dominicano che di imprese straniere operanti nel territorio. Per quanto riguarda le infrastrutture pubbliche, sono stati inaugurati due nuovi ponti, nella zona est dell'isola, importantissimi per la giusta circolazione dei veicoli, che ora potranno percorrere lo stesso tratto di strada con un risparmio significativo di tempo. Le spiagge di tutta la costa dominicana sono state rivalutate e migliorate ( manca ancora Boca Chica).
Per quanto riguarda gli investimenti stranieri, tanti sono i campi in cui finiscono i soldi dei capitalisti europei e nordamericani. Prima di tutto, naturalmente, il turismo: multinazionali comprano interi pezzi di spiaggia - oppure ottengono concessioni governative per decenni - , costruiscono, e i turisti comprano la notte a 150 dollari, per godersi la natura caraibica.
Ma è nell'edilizia che stanno facendo soldi a palate sia gli stranieri che le imprese dominicane: torri di venti e trenta piani spuntano in tutte le strade della capitale: Scheletri di edifici immensi sfidano la forza di gravità e dall'alto sembrano guardarti minacciosi.
Nell'Ave.Anacaona - la zona più esclusiva di tutta Santo Domingo - si sta costruendo una delle torri più alte del Paese: 33 piani di lussuosi appartamenti. Ancora la costruzione non è completata, c'è solo la struttura, ma gli appartamenti sono già stati venduti tutti. Conosco una persona che ne ha comprato uno, il sedicesimo piano per l'esattezza (ogni piano, è un appartamento): gli è costato due milioni di dollari, tanto perchè voi - cari lettori - abbiate un'idea.
Gli italiani sono i numeri uno in tante cose, e una di queste è senz'altro la cucina. I ristoranti italiani che lavorano bene, fanno davvero tanti soldi. Ma bisogna essere del mestiere, nulla può essere lasciato al caso: conosceremo nelle prossime settimane personaggi che sono arrivati dall'Italia nella Rep.Dominicana senza il becco d'un quattrino e che, con tanta forza di volontà, passione, e voglia di riscatto, hanno saputo costruire vere e proprie imprese. I ristoranti italiani sono sempre i più frequentati: se poi riescono ad entrare nella "movida" notturna della città di Santo Domingo, se riescono a diventare "di moda" fra la gente, il successo è assicurato. Un amico mio che lavora nel campo della ristorazione, mi ha confessato che se il locale " se pega" - se fa moda quindi - basta un anno di lavoro pieno per poter poi vivere di rendita per un bel pò, o eventualmente espandersi ancora di più.
L'importazione di alimenti dall'Italia va moltissimo, e gli italiani hanno saputo vedere l'affare già vent'anni fa: hanno incominciato ad importare qualche scatola di pasta, qualche bottiglia di vino, ed ora hanno un impero economico da gestire. Vi parleremo, nelle prossime settimane, anche di come hanno fatto i soldi, di come sono riusciti a vincere tutti gli ostacoli e a raggiungere una posizione: tutto questo, lavorando onestamente.
Sono tante le mail che, personalmente, ricevo da persone che vogliono venire a vivere a Santo Domingo: chi ha qualcosa da parte, chi non ha nulla, chi vuole lasciare tutto e ricominciare una vita nuova. Disposto anche a dormire in una capanna, pur di uscire dalla quotidianità che a volte ti schiaccia.
I cosmetici sono stati , dieci anni fa, una miniera d'oro per tanti italiani: oggi , sono rimasti in pochi. Dieci anni fa non c'era nessuno, concorrenza zero: poi, c'è stato il boom. Fino a 2 o 3 anni fa, le imprese italiane che rappresentavano nel Paese linee di bellezza per capelli o cosmetici in generale erano almeno una ventina. Troppe, per un' isola cosi piccola. Così povera.
Sì, perchè Santo Domingo è povera, e piena di contraddizioni: un caro amico mi è venuto a visitare dall'Italia. "Non ho mai visto tanto lusso come qui" mi ha confessato. Tanto per farvi capire...
Non possiamo dimenticare i connazionali italiani che, trovandosi qualche euro a disposizione, hanno deciso di investirli in certificati a tasso fisso, con una rendita che può arrivare fino al 18% all'anno (prima era anche fino al 30%). Quindi, soldi in banca, interessi tutti i mesi, vita tranquilla e playa, sole, aragoste e ragazze. Talvolta, una puntata al casinò. Tutto il resto, è noia.
Cosa c'è da capire, infine? Che questo è veramente un Paese in via di sviluppo, secondo gli schemi che troviamo sui libri di Geografia delle scuole medie: Paese in via di sviluppo è quello che ha le risorse, che ha le condizioni per progredire, ma non ha ancora al suo interno una classe dirigente locale capace di guidare la crescita; un Paese che deve attivarsi per formare i suoi cittadini attraverso un' istruzione adeguata e una preparazione specialistica di qualità.
A Santo Domingo c'è spazio per la creatività e l'abilità degli italiani che vogliono creare un'impresa e che in certi settori possono arricchirsi: le disuguaglianze sociali però sono forti, e si vedono; forse gli italiani più sensibili potranno collaborare con le istituzioni statali per migliorare le condizioni dei cittadini e beneficiare loro stessi di nuove opportunità. Anche con l'aiuto del nostro Paese, nella prospettiva di reciproci vantaggi.

Fonte: www.italiachiamaitalia.net

Guida: Vivir e invertir en la República Dominicana

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