La Siria ed i suoi principali partner commerciali

tartusLa Siria ed i suoi principali partner commerciali

Nel 2009, stando ai dati locali, la Repubblica Ucraina era il principale fornitore commerciale della Siria, seguita da Cina, Turchia, Russia ed Egitto.
La Siria ha sei zone Franche: l'aeroporto di Damasco, Adra, Aleppo, Latakia, Tartus, ed il Porto di Tartus.
L'organismo incaricato della gestione di queste zone franche è l'Organizzazione Generale per la zona franca, la quale adotta l'esenzione per qualunque tipo d'imposta e che permette di trasferire capitali e profitti fuori dalla Siria e viceversa, inoltre prevede la possibilità di transferire l'investimento ad altri azionisti e di utilizzare manodopera straniera. L'organizzazione ha inoltre fornito le infrastrutture necessarie alla realizzazione di progetti di investimento stranieri, come strade, elettricità, telefono, acqua e fogne di scarico, nonché i materiali i macchinari e le attrezzature per i progetti di investimento esteri e il movimento di merci tra le aree franche.
Le sei aree franche rendono possibile l'apertura di conti in valuta estera presso la Banca Commerciale della Siria e forniscono una nuova società con cui poter lavorare e tanto di certificato di produzione del paese siriano.
In passato l'equilibrio dei beni e dei servizi hanno sempre mostrato un ottimo ricavo, fino a quando le liberalizzazioni delle esportazioni di petrolio greggio hanno generato un andamento in deficit, che, nel corso del 2010, secondo il FMI è stato pari a 2.600 milioni di dollari.
Proprio nel 2010, l'apertura commerciale della Siria, ha portato il rapporto delle esportazioni e importazioni ad un 46,0% del prodotto interno lordo; a partire da quest'anno, la Cina ha superato gli altri paesi nonché principali fornitori commerciale con 2.444 milioni di dollari, seguita da Turchia con 1.848 , Russia con 1.100 milioni, e infine con l'Ucraina a 646, 8 milioni dollari.
In relazione con i suoi clienti principali, appaiono diversi paesi dell'Unione europea (UE), anche se per la maggior parte il loro commercio è sostanzialmente rivolto all'invio di greggio raffinato.
Così, nel 2009, l'Iraq ha generato 2.703 milioni di dollari, seguita dalla Germania con 955 milioni, dalla Francia con 679,9 milioni, l'Italia con 592,2 milioni e l'Arabia Saudita con 589,6 milioni di dollari.
Dal lato delle esportazioni, il petrolio ha continuato a dominare nella lista, seguito da prodotti tessili e prodotti ortofrutticoli. Ad esempio, nel 2009 la Siria ha esportato petrolio greggio per un valore di 2.850 milioni di dollari, tessuti per 1.141 milioni, frutta e verdura per 984,8 milioni e infine animali vivi, carni e fosfati per 604,3 milioni di dolllari.

S
U
P
P
O
R
T
O