La scelta del Paraguay

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Di Francesco Giappichini

Gli aspiranti investitori internazionali, in un periodo di contrazione dell’economia su scala globale, non possono trascurare una realtà come quella rappresentata da un Paese come il Paraguay. Il Paese sudamericano, la cui capitale è Asunción, gode oggi di un’economia in continua crescita, e soprattutto di una fase di stabilità politica, raggiunta grazie a un Governo di stampo progressista. Il Paraguay beneficia, oltre che di una popolazione, e quindi di una forza lavoro, molto giovane, anche di una posizione geograficamente strategica, che facilita i commerci con le varie realtà latinoamericane, comprese le altre potenze regionali che fanno del Mercosur. E se qualcuno obietta che il Paraguay non ha accesso al mare, possiamo far notare che il fiume Paraguay gli offre un interessantissimo sbocco sull’oceano Atlantico. Ma andiamo con ordine, descrivendo la realtà dell’economia paraguayana. Il Paese sudamericano è il primo esportatore mondiale di energia elettrica: si trova nel bel mezzo di una delle maggiori conche idrografiche di acqua dolce al mondo e soprattutto divide col Brasile la centrale d’Itaipú, che è in pratica la maggiore diga idroelettrica della Terra. L’economia del Paese sudamericano è centrata sull’agrobusiness: Asunción è addirittura il quarto esportatore mondiale di semi di soia (e il sesto produttore, ndr). Si produce tuttavia anche girasole, sesamo e colza. Importantissimo è naturalmente l’allevamento dei bovini, cui sono destinati ben venticinque milioni di ettari. Tra l’altro – riferiscono fonti del Governo di Asunción – questa industria non si beneficia dell’uso di ormoni. Si allevano in larga scala anche polli e maiali, tuttavia, per quanto riguarda l’export, solo la carne bovina presenta numeri stupefacenti. Anche l’industria sta cominciando a svilupparsi: non soltanto quella tessile, ma anche quella concernente pellami, legname e a prodotti chimici e farmaceutici. L’economia paraguayana è notoriamente stabile, e si nota non solo dal mantenimento del guaranì come moneta nazionale, ma anche dalla capacità di contenere l’inflazione nel corso degli ultimi anni. Prima di chiederci, dal punto di vista tecnico, «perché investire in Paraguay» dobbiamo osservare che la bilancia commerciale tra l’Italia e il Paese sudamericano vede adesso prevalere quest’ultimo, che ha esportato verso il Belpaese più di quanto abbia importato. A nostro giudizio gli investimenti più remunerativi dovrebbero riguardare i settori alimentari e dei biocombustibili, entrambi cardine dell’economia paraguayana. Il Governo di Asunción non fa che dichiarare che l’economia paraguayana offre ottime opportunità per gli investimenti, «per la stabilità macroeconomica di cui gode», riporta il portale “Planeta latinoamérica”, «per la sua localizzazione strategica, perchè ha mano d’opera giovane e addestrabile, per la debole pressione tributaria, perchè ha molta energia idroelettrica disponibile a basso costo, perchè si trova nel più grande bacino idrico del mondo, per il suo clima ottimo e la sua terra fertile, e infine perchè offre numerosi incentivi ai nuovi investimenti dall’estero». Tra l’altro, in loco è possibile l’apertura di maquila, cioè le fabbriche di prodotti destinati all’esportazione, e l’investitore potrà anche verificare le opportunità fiscali offertegli dalle Zone franche. Unica pecca? A nostro giudizio, i gravi ritardi infrastrutturali.

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