Investire sulle scommesse online: una pioggia di profitti

pokerInvestire sulle scommesse online: una pioggia di profitti
Di Massimiliano Cocozza

Le scommesse online sono in crescita esponenziale ma l' Italia chiude le frontiere, oscurati 1600 siti stranieri. In Italia il mercato delle scommesse è in costante crescita. Nel 2008 ha prodotto 47 miliardi, e siamo a 13 miliardi nei primi tre mesi del 2009 registrando una crescita del 9,2%. Una buona parte proviene dai giochi tradizionali (Lotto, Superenalotto, Gratta e Vinci), ma sono le scommesse online che hanno registrato le performance migliori da fine 2006. Stiamo parlando di un miliardo di Euro nel 2008, con una crescita del 28% a febbraio 2009. L’incremento maggiore sugli "skill games" come il poker online. Si stima per il 2009 un giro d' affari di 2 miliardi.
E proprio questi siti che erano 500 nel 2006, sono diventati oltre 1600 a marzo di quest' anno. Un: dato che la dice lunga sull' inarrestabile successo delle scommesse online. Inarrestabile come la battaglia legale che accompagna da anni la liberalizzazione del gioco in Italia: 1.600 sono infatti i siti Internet di bookmaker stranieri oscurati. La decisione è dei Monopoli di Stato che "cancellano" tutti gli indirizzi web delle società di scommesse che non abbiano una concessione e una licenza come previsto dalla legge italiana del ' 99. E ora le società straniere accusano i Monopoli di difendere i "campioni nazionali" attraverso un regime fiscale vessatorio. Un bel giro d’affari soprattutto per i bookmaker anglosassoni. che hanno provato a sfruttarlo, ma senza successo, poiché inesorabile è scattato il blocco dell' Aams, i nuovi Monopoli di Stato. I siti che non hanno una concessione dallo Stato italiano (assegnate nel ' 99, poi rinnovate nel 2003), dopo un iniziale momento di stallo, hanno subito prima l’oscuramento e poi nel 2006 e il blocco definitivo con le norme della Finanziaria 2007. Ad oggi i tentativi di accesso registrati sono passati dai 91 milioni 2006 a 446 milioni nel 2008, dimostrando che gli italiani vogliono giocare via Internet, ma in molti casi vengono bloccati dall’ inaccessibilità dei siti. Alle proteste e ai ricorsi (nel 2006 la maltese Astrabet vinse un ricorso al tribunale civile, ma il suo sito resta oscurato), Aams replica che «nella Ue valgono le norme dei singoli Paesi». Norme che si differenziano notevolmente tra loro. Laddove sono rigide in Francia ed in Germania, sono invece molto libere e creative nei paesi anglosassoni, dove si può scommettere perfino sul numero di calci d' angolo in una partita. E tra quelli che si ribellano l’austriaca Goldbet, che ora ha presentato ricorso direttamente alla Commissione Europea invocando una procedura d' infrazione contro l' Italia. Goldbet è proprietaria di uno tra i 1600 siti oscurati, perché non ha la concessione e la licenza della Questura, requisito fondamentale per la legge italiana a garanzia dell' ordine pubblico. L' avvocato di Goldbet, Valentino Paternostro in un’intervista specifica “La Corte europea di Giustizia si è già espressa diverse volte contro la legge italiana in materia di scommesse, bocciando il regime concessorio”. I bookmaker stranieri non chiedono la concessione, perché dovrebbero accettare anche il regime fiscale italiano che tassa non gli utili ma il fatturato. Parliamo di circa il 5% per ogni giocata, anche se il banco perde, oltre la normale tassazione sugli utili. Si legge nel ricorso di Goldbet: “Gli interessi dell' erario sono gli unici obiettivi del regime concessorio con una politica volta a favorire le scommesse a fini di incremento del gettito fiscale. E il regime di esclusività nel rilascio della concessione realizza un' ingiustificata disparità di trattamento sulla base della nazionalità dell' operatore”. Spiega Paternostro che il ricorso “si basa sulle norme 43 e 49 del Trattato Europeo sulla libertà di impresa e stabilimento. Goldbet è un' impresa austriaca con regolare permesso per operare come bookmaker e come qualsiasi altra impresa europea deve poter operare ovunque in Europa. La legge italiana è nata per favorire i colossi Snai e Lottomatica e crea un monopolio di fatto”. Vedremo cosa risponderà l' Antitrust di Bruxelles, intanto una cosa è certa si tratta di un affare milionario ed in forte crescita.

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