Investire Panama: andamento congiunturale

panama paitillaInvestire Panama: andamento congiunturale

Per il 2010 i maggiori osservatori economici locali ed internazionali (tra cui il FMI, la Banca Mondiale e l’Economist Intelligence Unit) prevedono la ripresa della locomotiva panamense con un PIL a fine anno corrente del 5-6%, grazie soprattutto ai forti investimeti infrastrutturali ed in particolare a quello relativo all’ampliamento del Canale di Panama, attualmente in via di realizzazione, del valore complessivo di circa 5,25 miliardi di dollari USA. Gli stessi volumi d’importazione, come l’attività della zona franca, il livello generale dei consumi e l’occupazione sono previsti in ulteriore e costante ripresa. Inoltre, per il 2010 e 2011 il Fondo Monetario prevede il rafforzamento dei servizi finanziari ed in particolare la crescita del credito che, accompagnato all’aumento dei prezzi delle maggiori commodity, contribuiranno alla ripresa del settore agricolo, duramente colpito nel 2009. Per contro, dette tendenze (aumento dei prezzi delle maggiori commodity e la ripresa della domanda interna) imporranno per fine 2010 e nel 2011 pressioni inflazionistiche (oggi l’inflazione si attesta al 2,9% su base annua), oltre all’allargamento del deficit della bilancia commerciale che a fine 2009 aveva raggiunto quota -1,6 mld di USD (esclusa la zona franca) e che nel primo semestre del 2010 ha già superato quota -1,8 mld di USD. Il mercato degli Immobili a Panama é in pieno boom.

I flussi di merce in transito nel Canale, che lucrano annualmente allo Stato mediamente 1,3 mld di USD in termini di pedaggi e di commissioni e dei quali il paese ha storicamente beneficiato finanziando gran parte della sua crescita economica, non mostrano per ora convincenti segni di ripresa, tanto che nel 2009 e nei primi mesi del 2010 si é verificato un calo di circa il 3% dei flussi in transito. I pronostici cautamente ottimistici presentati di recente dall’Autorità del Canale di Panama (ACP) lasciano intravvedere una lieve crescita dei flussi per il 2011, con un aumento dell’1,5% del tonnellaggio trasportato rispetto al 2010.
Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Contralorìa General de la Republica, l’economia panamense ha registrato nel primo semestre 2010 una variazione positiva del 6,1% rispetto allo stesso periodo 2009. Relativamente al solo secondo trimestre dell’anno, il PIL panamense ha avuto una crescita del 6,3% rispetto all’equivalente trimestre 2009.
Tra i settori in crescita nel primo semestre 2010 si segnalano in particolare: la logistica e le telecomunicazioni con l’aumento più elevato del PIL (+14%); le attività commerciali (+10,6%) favorite del buon andamento delle vendite al dettaglio e dell’aumento delle riesportazioni dalla Zona Franca di Colon; il settore alberghiero e della ristorazione (+9,6%); seguono, in ordine, il settore immobiliare (+6,4%), l’istruzione privata (+6,4%), elettricità e acque (+5,7%), il settore delle costruzioni (+4,6%) e l’industria estrattiva (4,6%).
Nel semestre 2010 hanno fatto registrare tassi negativi i settori della pesca (- 18,1%) e dei servizi finanziari (-2,7%).
I dati semestrali segnalano una ripresa dell’accelerazione economica dopo i risultati economici avuti nell’anno 2009, in cui il PIL registrò uno sviluppo del 2,4% rispetto dell’indice di crescita del 10,7% avuto nel 2008.
Il tasso d’inflazione, attestatosi al 2,4% nel 2009, si prevede chiuderà il 2010 in aumento, con un tasso previsto del 4% su base annua e ciò in particolare per via dell’aumento introdotto ad inizio anno del livello del salario minimo passato da 357 USD a 416 USD e dell’aumento dell’ITBMS (imposta sui trasferimenti di beni mobili e servizi, paragonabile all’imposta sul valore aggiunto) dal 5 al 7%, che ha rappresentato un’importante novità introdotta dalla recente riforma tributaria dello scorso mese di marzo 2010 (entrata in vigore il 1° luglio 2010), assieme alla riduzione dal 30% al 27,5% dell’imposta sui redditi d’impresa e l’incremento da 9.000 USD a 11.000 USD della soglia minima tassabile, oltre alla riduzione dal 27% al 25% dell’imposta sui redditi individuali superiori ai 50.000 usd. La riforma mostra già i suoi effetti virtuosi sui conti pubblici. Infatti durante il primo semestre 2010 le entrate tributarie hanno fatto registrare un aumento di 319 milioni di USD in piu’ rispetto allo stesso periodo del 2009 (pari ad un aumento del 12,8%).
Con i nuovi ratings di Moody’s (Baa3) e di S&P’s e Fitch (BBB-), Panama si consolida quale Paese con grado di investimento e con prospettiva stabile. La gestione amministrativa statale, le prospettive di sviluppo economico nel medio periodo ed i piani di investimenti in atto e previsti ottengono quindi il riconoscimento delle maggiori società internazionali di rating, riducendo al contempo il peso del servizio del debito dei buoni panamensi. Il Paese a fine luglio 2010 si trovava infatti con un debito pubblico (soprattutto esterno) pari al 44,6% del PIL, ossia 11,176 mld di USD (pari all’1,7% in più rispetto ai dati del mese di luglio 2009).
L’ambizioso Piano di Sviluppo Quinquennale (che prevede investimenti per oltre 13,6 mld di USD nel periodo 2010-2014), oltre alla nuova legge finanziaria 2011 (di circa 13 mld usd, ben 2,4 mld in piu’ rispetto al 2010, attualmente in discussione in Parlamento) e gli investimenti attualmente in corso, primo fra tutti quello di oltre 5 mld di USD per l’ampliamento del canale, rappresentano le maggiori sfide del Governo Martinelli e del suo staff, quelle che potrebbero, come nelle previsioni, confermare Panama il Paese con il maggiore tasso di sviluppo del Continente americano nei prossimi anni.
Nel primo semestre 2010 il settore estero ha registrato un saldo negativo nelle partite correnti pari a – 1.348 mln. di USD. Il deficit della bilancia dei beni è risultato pari a –2.116 mln. USD. La bilancia dei servizi ha invece registrato un avanzo di 1.596 mln. di USD. Il debito pubblico nel primo semestre del 2010 ha raggiunto i 10,9 mld. USD, di cui 10,1 mld. USD il debito estero. L’inflazione ad agosto 2010 è salita al 2,9% su base annua rispetto al 2,4% di fine anno 2009 e contro l’8,7% del 2008. Il tasso di disoccupazione ad agosto era attestato al 4,7% rispetto al 6,6% di fine 2009. Le importazioni, esclusa la ZLC, nel primo semestre 2010 sono state pari a 6.6 mld. USD, rispetto a 6.5 mld USD dello stesso periodo del 2009. La quota complessiva delle esportazioni, nel periodo preso ad esame ed esclusa la ZLC, ha raggiunto i 4.7 mld USD, registrando un leggero calo rispetto ai 4.9 mld USD dello stesso periodo del 2009.
Il rischio Paese secondo il rating delle principali agenzie internazionali è: “Ba1” per Moody’s Investor Service, “BB” per Standard & Poor’s e, dal marzo 2010, “BBB-” per Fitch Rating.
Secondo le ultime analisi del World Economic Forum, Panama migliora il suo rating passando dalla 59° alla 53° posizione su un totale di 138 paesi, superato unicamente dal Cile (elencato in 50° posizione) per competitività ed in particolare per lo sviluppo del suo settore finanziario, di quello infrastrutturale e per la sua provata stabilità macroeconomica. Elementi deboli dell’equazione sono risultati la scarsa efficenza della manodopera specializzata, il deterioramento della sicurezza e la debolezza del settore giudiziario.

PRINCIPALI INDICATORI ECONOMICI
SUPERFICIE POPOLAZIONE PIL NOMINALE TASSO DI CRESCITA DEL PIL REDDITO PRO CAPITE INFLAZIONE DISOCCUPAZIONE
75.517 km2 3.32 mln (2010)
24,6 mld. USD (2009) 2,4% (2009). 6,1% nel primo semestre del 2010 7.028 USD (2009)
4% (primo semestre 2010) 4,7% (agosto 2010) 11,1 mld. USD (primo sem. 2010)
DEBITO PUBBLICO SALDOBILANCIAPAGAMENTI -458mlnUSD(primosem.2010)
TURISMO sem. 2010 BILANCIA COMMERCIALE: IMPORTAZIONI
ESPORTAZIONI
SALDO
1.562.884 presenze (2009), 915,625 nel 1°
4.431 mln. USD (1° sem. 2010 - esclusa ZLC) 0,3 mln. USD (1° sem. 2010 - esclusa ZLC)
-4.131 mln. USD (1° sem. 2010 - esclusa ZLC)
IMPORT – 1° sem. 2010 (esclusa ZLC) da trasporto (9,5%), macchine elettriche (9,0%), lavori in ferro ed acciaio (6,2%), abbigliamento (3,5%), farmaceutici (3,4%), prodotti in plastica (3,4%), prodotti cartacei (2,1%), cereali (2,0%).
EXPORT – 1° sem. 2010 (esclusa ZLC) Prodotti ittici (88,3%) frutta (17,7)%), banane (8,5%), carne (2,3%), lavori in ferro e acciaio (5,0%), prodotti cartacei (2,7%), bevande alcoolici e non (2,6%), farmaceutici (2,5%), lavori in alluminio (2,5%), zucchero (2,2%).
PRINCIPALI PARTNERS COMMERCIALI:
Import – 1° sem. 2010 (esclusa ZLC) Stati Uniti (27,0%), Costa Rica (5,0%), Messico (4,7%), Cina (4,8%), Corea del Sud (3,9%), Colombia (3,3%), Giappone (3,2%), Brasile (2,3%), Guatemala (2,1%), Spagna (1,6%).
Export – 1° sem. 2010 (esclusa ZLC) Stati Uniti (27,3%), Costa Rica (6,4%), Paesi Bassi (11,6%), Canada (9,7%), Svezia (6,8), Cina (5,3%), Taiwan (4,8%), Spagna (3,0%), Honduras (2,2%), Italia (2,1%).
Combustibili (20%), macchine e app. mecc. (10,5%), veicoli
b)
IMPORT DA ITALIA (esclusa ZLC) 23,7 mln. USD (1° sem. 2010) EXPORT A ITALIA (esclusa ZLC) 8,2 mln. USD (1° sem. 2010)
Fonte: Contraloría General de la República

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