Investire nelle biotecnologie

mater-biInvestire nelle biotecnologie
Di Massimiliano Cocozza

Investimenti alternativi? Perché non pensare al bio-tecnologico. E’ un business senza frontiere e per di più è un settore che, dati alla mano. offre delle enormi possibilità. Un esempio?Un’azienda italiana guidata da una coraggiosa menager, laureata in chimica, produce bio plastiche con enorme successo.
La società italiana Novamont, che ha sede a Novara, ha vinto il premio Inventore europeo dell'anno per il 2007 conferito dalla Commissione europea e dall'European patent office (Epo), l'ufficio brevetti europeo.
La direzione e la ricerca sono a Novara, la produzione è a Terni dove sono in corso ampliamenti che porteranno al recupero di un vecchio impianto Montedison e dove alla fine del 2006 è stata aperta una bioraffineria. La struttura, già esistente ma ampliata da Novamont lavorerà oli vegetali (girasole, colza, ricino, mais) per ottenere materie completamente biodegradabili e compostabili. Questa soluzione permetterà di ottenere materiali comparabili con la plastica tradizionale con un minor consumo di petrolio. A Terni è stato raggiunto un accordo con gli agricoltori del territorio grazie alla Coldiretti: si è costituita una società che vede agricoltori e Novamont soci al 50%. In questo modo gli oli necessari al processo di lavorazione saranno prodotti in loco consentendo un approvvigionamento più economico di materie prime. Alla fine del 2005 l’azienda aveva 120 dipendenti, di cui il 30% impiegati in ricerca e sviluppo. Ha chiuso il 2005 con un bilancio di 35 milioni di euro, di cui il 50% fatturati all’estero, oltre il 10% reinvestito in ricerca e formazione del personale. Dalla ricerca Novamont è nato il: il Mater-Bi, "un’innovativa bioplastica a base di amido di mais, grano e patata. Le nuove bioplastiche assicurano vantaggi e caratteristiche dei materiali tradizionali e inoltre consentono di risparmiare energia, contribuiscono a ridurre l’effetto serra e si trasformano, alla fine del proprio ciclo vitale, in fertile humus" Il testo evidenzia anche la versatilità del prodotto e il fatto che questo, derivando da materie prime rinnovabili, contribuisca allo sviluppo sostenibile. Dall’opuscolo di presentazione della Novamont: “La ricerca ha sposato un sogno, Chimica vivente per la qualità della vita”.
Oggi i materiali a base d’amido sono disponibili in una vasta gamma di prodotti. Si degradano nell’ambiente in modo simile alla cellulosa, hanno proprietà meccaniche simili alle plastiche tradizionali come il polietilene e il polistirolo e sono caratterizzati da ridotta sensibilità all’umidità.
L’utilizzo di materie prime agricole abbondanti come amido, oli vegetali e cellulosa permette di minimizzare le modifiche delle strutture chimiche create dalla natura e limitare l’uso di energia non solare. Sono state sviluppate strutture sopramolecolari di tipo "stratificate" in grado di simulare il comportamento meccanico e reologico di materiali plastici tradizionali.
Altre proprietà del film Mater-Bi possono essere riassunte:
- morbido, setoso al tatto;
- ampia fascia di permeabilità al vapore d’acqua;
- vasta gamma di proprietà meccaniche: dai materiali tenaci ai rigidi;
- possibilità di conservazione, anche per un anno di stoccaggio;
- compostabilità in una vasta gamma di condizioni di compostaggio: da quello domestico al compostaggio in cumuli statici ed in fermentatori ruotanti.
Un esempio interessante dei prodotti Novamont è Mater-Agro, il primo materiale a base d’amido capace di comportarsi come un film per pacciamatura in polietilene, essendo però completamente biodegradabile. E’ capace di rimanere aderente al terreno durante il periodo d’uso e riduce gli svantaggi ambientali dei tradizionali film evitandone i costi di riduzione e smaltimento.
laboratoriterni1Le reti e i sacchetti per frutta e verdura sono le prime applicazioni industriali del Mater-Bi nel settore dell’imballaggio per cibi e si stanno sviluppando anche imballaggi per cibi biologici.
Sono state inoltre sviluppate nano particelle di amido in grado di rinforzare gomma naturale e sintetica in modo più efficiente di riempitivi tradizionali come il nerofumo e la silice, offrendo a società come Goodyear l’opportunità di sviluppare pneumatici a basso impatto ambientale.
I prodotti Mater-Bi sono principalmente utilizzati per prodotti biodegradabili:
linea igiene e cura personale: bastoncini cotonati, film per palloncini, involucro esterno per carta igienica, carta da casa, tovaglioli, fazzoletti, pannolini, assorbenti, linea imballaggio espanso: fogli e blocchi espansi per proteggere e contenere oggetti di varie forme e dimensioni, loose filler speciale riempitivo per imballaggio e sostitutivo del polistirolo espanso, articoli per la ristorazione: posate, piatti, bicchieri, tazze, contenitori, cannucce e coperchi, linea sacchetti: shopper per la spesa biodegradabili, sacchi e fodere per la raccolta differenziata; biofillers per pneumatici bassa resistenza al rotolamento, linea imballaggio alimentare: vaschette, reti e film trasparente per il confezionamento di frutta, verdura ed altri prodotti alimentari, linea Agro: film per la pacciamatura agricola, vasi per florovivaistica, fili e corde, dispositivi per rilascio controllato di principi attivi nella lotta integrata ai parassiti, linea accessori: giocattoli, penne, temperamatite, righelli, pettini, contenitori e oggetti vari, linea Pet: accessori per animali, ossi e altri oggetti per la masticazione e l’intrattenimento degli animali domestici.
Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont, sottolinea come lo sviluppo di queste nuove tecnologie potrà ridurre considerevolmente il consumo di petrolio in Italia. Sostituire completamente la plastica utilizzata per sacchi e sacchetti di ogni genere significherebbe risparmiare 200 mila tonnellate di greggio l’anno e non immettere nell’atmosfera una grande quantità di anidride carbonica pari a 400 mila tonnellate. Per coltivare girasoli necessari a sostituire l’intero quantitativo di sacchi in plastica sarebbero sufficienti 200 mila ettari di terreno.
Investire in biotecnologie paga ed è di sicuro insieme allo smaltimento dei rifiuti un settore che non potrà che crescere maggiormente nei prossimi decenni.
Coldiretti è entusiasta per l’introduzione dell’obbligo dei bio-shopper in Finanziaria: L’agricoltura, come noi la concepiamo –dice il presidente Paolo Bedoni - rende possibile la costruzione di un sistema di imprese agroalimentari e agroambientali (imprese che noi chiamiamo “multifunzionali”) che possono fare “sviluppo” in sintonia con l’ambiente e le domande dei consumatori. in questa logica ci aspettiamo maggiore disponibilità all’innovazione da parte degli altri settori economici dell’industria e della distribuzione commerciale a partire dal raggiungimento dell’obiettivo di sostituire le tradizionali bustine della spesa di plastica con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale a partire dal 2010 come previsto dalla finanziaria. E per questo obiettivo basta coltivare – spiega Bedoni - appena 200mila ettari poiché mezzo chilo di mais e un chilo di olio di girasole sono sufficienti per produrre circa 100 bustine di bio stopper".
La differenza di prezzo, 8 centesimi per il sacchetto biodegradabile e 5 di quello in plastica tradizionale, che tenderà progressivamente a ridursi, è giustificata dai benefici ambientali, soprattutto se si guarda all’impatto devastante della plastica praticamente indistruttibile: basta un secondo per produrre un sacchetto, ma servono non meno di 400 anni perché si distrugga. Un fenomeno di consumo imponente: in Italia si producono 300mila tonnellate di buste in plastica all’anno, l’equivalente di 430mila tonnellate di petrolio e di circa 200mila tonnellate di CO2 emesse in atmosfera. Ma i bioshopper saranno anche "un contributo concreto dell’agricoltura alla riduzione dell’inquinamento ambientale – dice Coldiretti - con le bioplastiche che sono una autentica espressione delle nuove opportunità che offre l’agricoltura per lo sviluppo sostenibile, in una moderna società post industriale, di fronte alla crescente domanda di sicurezza alimentare ed ambientale dei cittadini".

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