Investire nel petrolio

piattaformaInvestire nel petrolio a nuovi massimi storici
Dorothée Enskog

Il settore petrolifero resta un'opportunità d'investimento interessante: i prezzi continuano a toccare massimi storici e non vi sono segnali di un brusco calo a breve. Le compagnie statali di petrolio e gas, le aziende di sfruttamento delle sabbie bituminose e di servizi petroliferi potrebbero beneficiare della forte domanda. La domanda di petrolio a livello mondiale dovrebbe continuare a rimanere elevata nei prossimi anni, alimentata da quella asiatica ed americana.

La crescita della produzione trainata da tale domanda è in netto contrasto con la diminuzione dell'offerta di oro nero nei paesi non appartenenti all'OPEC, come Regno Unito, Norvegia, Russia e Messico. Persino alcuni stati membri dell'OPEC sembrano avere difficoltà a raggiungere i loro obiettivi di crescita. Nel frattempo le compagnie di petrolio e gas sono alla ricerca di nuove riserve di gas naturale e di greggio in tutto il mondo e faticano a mantenere un tasso di rinnovamento del 100 per cento.
L'andamento del prezzo del greggio
Meno di dieci anni fa, le quotazioni del greggio oscillavano intorno ai 20 dollari USA al barile. Ma nel 1999 i prezzi hanno cominciato a salire e da allora sono aumentati incessantemente, registrando un picco dopo l'altro. Il 22 maggio il corso petrolifero ha raggiunto il massimo storico di 135.09 dollari al barile. A sospingere i prezzi verso l'alto sono diversi fattori, fra cui la domanda vigorosa, i rischi geopolitici e climatici, così come l'ingente afflusso di liquidità sul mercato delle materie prime. In futuro la forte domanda di petrolio non potrà più essere soddisfatta tramite l'estrazione in aree facilmente accessibili vicino alla superficie terrestre. E i costi dei piani di sviluppo per l'estrazione dai fondali marini profondi, dalle sabbie bituminose o per lo sfruttamento delle riserve artiche sono più elevati, facendo salire i prezzi. Con l'esaurimento progressivo delle riserve nei paesi non appartenenti all'OPEC come Regno Unito, Norvegia e Stati Uniti, le compagnie petrolifere non potranno più evitare le regioni più rischiose a livello geopolitico, fra cui l'Africa, l'area del Pacifico e gli stati dell'ex blocco sovietico. E in queste aree anche guerre, cicloni, scioperi e instabilità politica contribuiscono a far aumentare i prezzi. Un altro fattore di rincaro è l'enorme afflusso di liquidità sul mercato delle materie prime dovuto all'indebolimento del dollaro, ai tassi crescenti dell'inflazione (mondiale) e alla volatilità dei mercati azionari. Secondo l'analista del Credit Suisse André Frick, afflussi aggiuntivi di liquidità potrebbero far impennare le quotazioni del greggio a livelli molto più elevati. Il team di ricerca del Credit Suisse ritiene che il prezzo del petrolio sia ben sostenuto ai livelli attuali e prevede che le quotazioni si situeranno tra i 90 e i 150 dollari al barile da qui al 2015. "I prezzi del greggio potrebbero calare a livelli considerevolmente più bassi a un certo punto, ma difficilmente nell'immediato futuro", ha affermato Frick.
Alla ricerca di nuove soluzioni per l'estrazione dei combustibili fossili
petrolio bariliDato che i giacimenti nel Mare del Nord e in altri regioni del mondo stanno registrando cali nella produzione annuale, le multinazionali del petrolio sono sempre più impegnate nella ricerca di nuove soluzioni per l'estrazione dei combustibili fossili. Le sabbie bituminose e il gas naturale liquefatto sembrano rappresentare le alternative più promettenti alla produzione di petrolio e gas. Le riserve di sabbie bituminose sono pari a due terzi delle scorte petrolifere mondiali. Tuttavia, dato che questa risorsa è molto più densa del greggio, è necessario miscelarla con petrolio liquido o separarla chimicamente prima di poterla trasportare negli oleodotti. I giacimenti più vasti si trovano in Venezuela e in Canada. Quest'ultimo paese è generalmente preferito dagli investitori per le maggiori garanzie offerte dalla sua stabilità politica ed economica. Si prevede che entro il 2015, circa i tre quarti della produzione totale di petrolio del Canada deriverà dalle sabbie bituminose. Un'altra alternativa promettente al petrolio è il gas naturale liquefatto (Liquified Natural Gas, LNG), ottenuto tramite il raffreddamento e la liquefazione del gas naturale. La sua facilità di trasporto in apposite cisterne lo ha reso più competitivo delle risorse convogliate negli oleodotti, sospingendo la domanda statunitense, europea e asiatica. A livello mondiale la domanda di questo gas è in aumento e si prevede che guadagnerà ulteriori quote di mercato a scapito del carbone e del petrolio, anche per le sue ridotte emissioni di biossido di carbonio. Oltre agli importatori di LNG già noti come Giappone, Corea del Sud e Taiwan, anche la Cina sta emergendo come futuro operatore su questo mercato. Dal lato dell'offerta, invece, il mercato è dominato ora da Qatar, Indonesia, Algeria e Malaysia, ma nei prossimi anni anche Nigeria e Australia acquisteranno maggiore importanza.
Quali sono le conseguenze per gli investitori?
In seguito al calo della produzione petrolifera ottenuta tramite i metodi di estrazione tradizionali, le compagnie che puntano su metodi alternativi, come quelle che investono nello sfruttamento delle sabbie bituminose o nell'LNG, sono viste come opportunità d'investimento promettenti. Ma anche gli investimenti nelle grandi compagnie statali di petrolio e gas potrebbero essere considerate un'alternativa. Negli ultimi anni queste compagnie hanno accumulato vaste riserve di idrocarburi, molte delle quali sono ancora intatte. La loro capacità di estrazione a breve termine è quindi superiore. Inoltre, essendo imprese statali, hanno spesso un vantaggio competitivo quando si tratta di aggiudicarsi aste e ottenere concessioni. Un'altra tendenza chiave per gli investimenti riguarda le società di servizi per i giacimenti petroliferi, un settore che beneficia indirettamente degli elevati prezzi del petrolio. I produttori petroliferi stanno attualmente incrementando la spesa per investimenti per rinnovare la loro base produttiva e ricavarne il più possibile, per ottenere ulteriori guadagni ora che i prezzi del petrolio sono elevati. Ciò comporta un volume di ordini maggiore, un'attività d'estrazione più intensa e una più elevata domanda per l'esplorazione sismica dei giacimenti operata da queste società di servizi. E il fatto che i nuovi giacimenti si trovino in aree poco accessibili costituisce opportunità di crescita ancora maggiori per queste aziende.

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