Investire in oro, il momento opportuno del ribasso dei prezzi

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Il prezzo dell'oro ha raggiunto i 1377$ per oncia, una caduta di oltre il 12% ad aprile 2013, che non ha sorpreso tutti gli specialisti. Dopo 15 anni di crescita, infine il prezzo del metallo dorato è sceso; ma tale tendenza forse non tarderà a invertirsi, tanto che alcuni analisti ritengono opportuno ora investire nell'acquisto di oro.
Con questa idea concordano in molti e ciò è dimostrato da diversi esempi: le vendite dell’australiana Perth Mint sono raddoppiate dopo la caduta del prezzo; mentre U.S. Mint ha avuto parecchi giorni con record di vendite, con i totali al di sopra delle 63 mila oncie vendute; inoltre, i rivenditori d'oro in Giappone e Cina hanno anche affermato che c'è stato un notevole aumento della domanda.
L’allarme è stato attivato quando la Banca di Cipro ha annunciato che avrebbe venduto le sue riserve d'oro, come unico modo per fare cassa e pagare i suoi debiti. Molti temevano che altre nazioni del Mediterraneo, con grandi riserve di oro, come Grecia, Portogallo, Italia e Spagna avessero seguito l'idea cipriota; ma tali paure ancora non si sono materializzate.
Forse la stragrande maggioranza degli economisti continuano a considerare l'oro come una reliquia; ma le banche centrali si aggrappano ancora ad esso e mantengono grandi riserve di metallo prezioso. Gli esperti lo considerano un curioso fenomeno, il fatto che i paesi con problemi di debito siano quelli che hanno una maggiore percentuale di oro nelle loro riserve all'estero.
Gli Stati Uniti sono il paese con le più grandi riserve di oro del mondo (8133 tonnellate); Nel frattempo, in Europa, l'Italia ha 2450 tonnellate; la Francia, 2435 tonnellate; il Portogallo, 382 tonnellate; la Grecia 112 tonnellate e Cipro solo 14 tonnellate.
Al contrario, le economie emergenti hanno piccole riserve di oro, confrontate con le loro enormi riserve di valuta estera (soprattutto dollari). Molte di queste nazioni hanno accumulato le loro riserve di dollari grazie ai loro profitti nel commercio. Mentre la Cina ha più di 1000 tonnellate di oro che rappresenta solo il 2% delle sue enormi riserve valutarie. L'India deve affrontare una situazione simile, con solo il 10% delle sue riserve in oro. Né la Russia, Taiwan, Tailandia, Singapore, Messico, Corea del Sud, Indonesia, Malesia, Arabia Saudita o Brasile hanno più del 10%.
I banchieri e i politici di questi paesi, soprattutto India e Cina, si sono pubblicamente lamentati dell'alta percentuale di dollari come riserva e hanno riconosciuto l'importanza e l'affidabilità dell'oro.
I maggiori debitori dell'area dell'euro hanno poche opzioni piacevoli per trattare la loro insolvenza. Come dimostra il caso di Cipro, le opzioni si riducono a un’austerità molto forte o a svuotare i depositi bancari. La vendita delle riserve d'oro sembra una buona opzione per i politici nel presente, perché in realtà gli elettori sono interessati a risolvere la situazione attuale e non si preoccupano molto dell’oro lasciato nelle casse della Banca Centrale.
Per ora, gli accordi bancari internazionali limitano la quantità di oro che può essere venduta in un anno; ma se la crisi si inaspirà in paesi come Italia e Portogallo, non sarà sorprendente che queste nazioni spingeranno a un cambiamento dei regolamenti, per raccogliere più soldi e far fronte ai loro debiti. Ciò collocherebbe ancora più oro nel mercato, sarebbe una "occasione d'oro" per tutti coloro che possono e vogliono investire in oro.
Questo trasferimento nel possesso dell'oro sarebbe una conseguenza logica del vacillamento dell'economia mondiale negli ultimi 50 anni. Nonostante la caduta del prezzo, l’oro continua ad essere un bene molto prezioso. I banchieri e i politici lo sanno bene.

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