Investire in immobili negli USA

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Dire che gli Stati Uniti sono la Patria della certezza del diritto, potrebbe sembrare uno slogan retorico dal sapore ideologico, con vaghe venature polemiche.
Dire che negli Stati Uniti viene fornita ampia garanzia e tutela, tramite norme e leggi ampiamente consolidate di diritto civile e penale, alla proprietà privata, alla libertà personale e di impresa proteggendo il libero mercato e soprattutto salvaguardando gli investitori, motore della crescita, è sicuramente la verità.
Non solo.Questi valori e principi vengono considerati pilastri intangibili alla base della Libertà individuale garantita dalla Costituzione. Inoltre sono ampiamente condivisi dai due principali schieramenti politici e dalla popolazione.
Il peso dello Stato e della politica nella vita economica è assolutamente marginale ( sicuramente questa è la sensazione che prova un europeo), così come esistono pochi vincoli burocratici all'attività di impresa che viene aiutata e stimolata. Non troverete negli Stati Uniti complicati formulari tramite i quali accedere a fonti di finanziamento agevolato o a fondo perduto, ma sicuramente vi troverete di fronte a basse barriere di ingresso generate da poche e chiare regole, uguali per tutti. Regole che vanno però rispettate, su questo non si scherza.
Il successo economico non solo è considerato dalla politica e dalla popolazione come merito dell'Imprenditore, dei manager e dei collaborati, ma anche pubblicizzato come esempio.
Esiste una diversa sensibilità politica tra i due principali partiti politici nei confronti della politica fiscale che trova riscontro a volte in un differente livello di tassazione esercitato dai diversi Stati dell'Unione. Costituendo le tasse sulla proprietà immobiliare la base imponibile più importante sulla quale si fondano le entrate dei singoli Stati, possono sussistere differenze anche sensibili tra Stato e Stato da questo punto di vista. Differenze che comunque non sono determinanti.
LEADERSHIP
Gli Stati Uniti sono al momento l'unica superpotenza globale rimasta e questa situazione di superiorità strategica inevitabilmente si protrarrà a lungo anche perchè non si vedono altri Stati o Confederazioni di Stati in grado non solo di mettere in discussione il ruolo geopolitico degli Stati Uniti ma soprattutto da potersi avvicinare ad equivalere contemporaneamente alla forza militare, economica e conseguentemente politica degli Stati Uniti d'America. Questo al di là di simpatie o antipatie, per questo o quel Presidente, questo al di là da ogni considerazione ideologica, questo semplicemente ed oggettivamente considerando i fatti.
L'unico rivale possibile in questo ruolo è l'Unione Europea. Il rivale, o meglio "l'amico rivale" oggi supera già per dimensioni economiche, prodotto interno lordo e consumi conplessivi nonché per numero di abitanti, le dimensioni economiche degli Stati Uniti. La moneta comunitaria, l'Euro, sta dimostrando forza sui mercati nei confronti del dollaro, di cui sta diventando un rivale temibile negli scambi internazionali. Sul mercato internazionale obbligazionario si è registrato il superamento delle emissioni obbligazionarie denominate in euro rispetto a quelle in dollari, sintomo evidente di un travaso di interesse dal dollaro verso l'euro come moneta rifugio, oltre che dalle dimensioni complessive dell'economia di eurolandia.
Ma nonostante questi risultati l'Europa comunitaria rischia di rimanere un "nano politico", soprattutto dopo la bocciatura della bozza di Costituzione Europea da parte degli elettori di due importanti Paesi membri (Francia e Olanda; questo malgrado il presidente della commissione incaricata di redigere la bozza della nuova Costituzione fosse presieduta da un francese). Le divisioni che intercorrono tra gli Stati membri in politica estera inoltre sono spesso laceranti. Basti ricordare che l'unione dei 27 a quasi cinquant'anni dal Trattato di Roma del 1957 che ne vide la nascita, non è rappresentata in quanto tale neppure al vertice dell'organizzazione planetaria per eccellenza: il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Gli Stati europei che vi sono rappresentati, non solo non sembrano avere alcuna intenzione di abdicare dal loro ruolo a favore dell'Unione Europea, ma spesso mostrano posizioni divergenti ogniqualvolta vengono chiamati ad intervenire nelle aree bollenti della Terra.
Inoltre il livello di "superpotenza strategica e tattica" rappresentato dalle forze armate degli Stati uniti, oltre che improponibile politicamente è assolutamente incompatibile con gli attuali bilanci dei paesi europei.
Questa situazione di fatto dovrebbe protrarsi per i prossimi anni.
POPOLAZIONE
Gli Stati Uniti è sono l'unico Paese occidentale con un tasso di crescita demografico attivo. Il dato viene tenuto costantemente aggiornato dal web site della Casa Bianca http://www.census.gov/population/www/popclockus.html
aaa 3-modelos-principalECONOMIA
Gli Stati Uniti si mantengono ai primi posti per reddito procapite prodotto
ed al primo posto per Prodotto Interno Lordo, con incrementi quadrimestrali significativi ed un ciclo espansivo che dura da sei anni e che le recenti previsioni portano a pensare possa continuara anche nei prossimi due.
Anche se nel quadrimestre in corso il tasso di esapansione economica europea dovrebbe superare quella statunitense, per l'economia USA è previsto già un recupero per il prossimo anno (dal + 2,2% del 2007 al +3% del 2008). Tale recupero, previsto recentemente dalle previsioni dell'outlook del rapporto del Fondo Monetario Internazionale potrebbe riportare in testa in questa particolare "gara", l'economia americana, che comunque sembra trarre benefici dal fatto di non essere più l'unica "locomotiva" economica a trainare la crescita mondiale. Dalle recenti analisi, sulle quali si fondano le ultime previsioni, sembra appunto che nuovo carburante alla cresita sia fornito dall'espansione dell'economia mondiale che, soprattutto grazie alle economie asiatiche che viaggiano a velocità superiore, si posiziona complessivamente ben oltre agli attuali tassi di crescita dell'economia USA, consentendo a questultima di crescere ulteriormente. Per i più ottimisti questo dovrebbe portare al raggiungimento e forse al superamento del precedente record di crescita ininterrotta del ciclo economico, che era di 10 anni.
Il livello di produttività mostra un trend in costante miglioramento
Negli ultimi tre anni si è prodotto un significativo flusso di investimenti esteri, interrompendo la tendenza degli anni precedenti. Tale tendenze è stata rafforzata anche dall'indebolimento progressivo del Dollaro.
Questi i dati più aggiornati (marzo 2007). Crescita prevista al PIL nel primo trimestre + 3% e al 2,2% annuo nel 2007. Inflazione stabile al 2,1%. Produttività in leggero calo all'1,6% ma il tasso di disoccupazione passa dal 4,6% al 4,4%. Calano gli ordini di mezzi di trasporto ( storico settore dell'industria nord americana) ma aumentano gli investimenti in software ed alta tecnologia in incremento del 4,5%. Inoltre il deficit commerciale continua a correre sia per quanto riguarda il deficit petrolifero che nei confronti del mercato asiatico, cinese in particolare.
I commenti degli esperti si sprecano al riguardo. Ma c'è una diversità di fondo nel sistema economico americano che va messa in risalto prima di ogni analisi ulteriore. Quando un bene qualsiasi di produzione interna all'economia USA, ha un aumento strutturale di prezzo rispetto all'offerta di altri Paesi, ad esempio per l'aumento del costo dell'energia, la domanda immediatamente e con forza si sposta sull'importazione. Nella decisione non solo dei responsabili degli ordini industriali ma anche per i consumatori americani, i beni di produzione nazionale sono immediatamente sostituibili con quelli importati appena ne emerge la convenienza. Non vi sono assolutamente remore al riguardo. Vi è una diversa apertura culturale da parte degli americani, popolo ormai cosmopolita, abituato a confrontarsi quotidianamente con diversi stili di vita, tradizioni culinarie, nuovi prodotti, rispetto ad esempio agli europei. Il massiccio ricorso alle importazione dalla Cina consente all'economia americana di compensare l'impatto dell'aumento dei costi energetici. Senza inflazione la FED ha più flessibilità con la leva dei tassi. Non c'è rallentamento della domanda interna e pertanto non c'è la stretta tanto temuta dai mercati. Arretra l'industria ma avanza a passo di corsa tutto il settore terziario che ormai rappresenta i 2/3 del PIL. Altro vantaggio da non trascurare: il terziario consuma poca energia ed attira molti capitali stranieri. Il risultato è che l'economia degli Stati Uniti continua a crescere di più di quella europea, come succede oramai da molti anni, l'inflazione non aumenta, l'aumento delle importazioni continua a far aumentare il deficit della bilancia commerciale con un dollaro che arranca ma non crolla.
Questo è il quadro al momento, come dicevamo i commenti anche molto pessimistici si sprecano. Ma per vedere chi ha ragione non c'è altro da fare che attendere lo scorrere degli eventi. Si deve considerare, a questo proposito, che l'America è al sesto anno di espansione, il record storico è di 10 anni consecutivi. Gli ultimi due di Bush padre e gli otto di Clinton. C'è chi parla di possibilità di una recessione quest'anno chi nel 2008, chi nel 2009...
A questo proposito Mr Bernarke presidente della FED ha dichiarato il 28 marzo 2007: l'America "appare in grado di mantenere un moderato tasso di crescita nei prossimi trimestri". I rischi esistono "ma riguardano il medio termine".
CONCLUSIONI
Gli Stati Uniti si propongono come candidato ideale per un investitore che voglia effettuare un investimento immobiliare in un contesto di bassissimo "rischio Paese". L'attuale congiuntura economica, la leadership geopolitica, la favorevole situazione normativa e fiscale, l'elevato tasso di crescita della popolazione e flussi migratori positivi, i prezzi medi di aree, terreni e superfici edificate....tutti elementi che fanno degli USA, in questo momento, il candidato ideale per attrarre investimenti stranieri in un ottica di medio periodo e sfruttando le opportunità del cambio e del mercato, in particolar modo nel settore immobiliare.

Fonte: www.casaamiami.com

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