investire in Cile: tutti lo consigliano!

chileinvestire in Cile: tutti lo consigliano!
Di Francesco Giappichini

Se c’è un Paese in America latina ove tutti, ma proprio tutti, consigliano d’investire, questo è il Cile. Le ragioni per preferire il Cile sono le varie, ma a nostro avviso quella principale è l’«ambiente favorevole» che sa offrire il mercato cileno. In Cile esiste, infatti, un quadro politico certamente stabile, incentrato su una solida democrazia dell’alternanza tra la destra e la sinistra: in questo momento guidano l’Esecutivo le forze politiche moderate, dopo che per lungo tempo il Paese era stato nelle mani dei socialisti riformisti. In buona sostanza gli anni della dittatura sono stati superati e vi è il consenso di quasi tutte le formazioni politiche al sistema economico scelto, fondato su liberalizzazioni e crescita della ricchezza nazionale. Inoltre è assolutamente evidente la quasi totale assenza di conflitti nei confronti delle Nazioni limitrofe: la rivalità con l’Argentina è ormai cosa superata, mentre anche la diatriba con la Bolivia per l’accesso al mare della Paz non è andata oltre qualche incomprensione giuridica e diplomatica. Va quindi specificato che il telaio normativo di Santiago è sicuramente favorevole agli investimenti stranieri: tra l’altro gli aspiranti investitori dovrebbero conoscerlo bene, giacché è rimasto in pratica immutato nell’ultimo ventennio. Negli ultimi quindici anni il Paese sudamericano – che può essere il trampolino di lancio per affrontare gli altri mercati latinoamericani – è stato protagonista di una forte crescita economica, che è stata accompagnata da una politica fiscale che non ha affatto strozzato il dinamismo del sistema economico cileno. Un sistema economico cileno che ha dimostrato ottime capacità di diminuire costantemente l’inflazione e di limitare il tasso di disoccupazione. E in tempi come questi non si può fare a meno di ricordare come il sistema economico cileno sia gravato da un debito estero assolutamente gestibile: insomma da anni Santiago onora regolarmente i propri debiti, giungendo persino ad anticipare i termini delle proprie scadenze. In definitiva ci sentiamo di rassicurare i nostri lettori sulla solvibilità di Santiago, se non altro per l’esiguità del suo indebitamento di breve periodo. E poi non potevamo tralasciare la popolazione, forse la principale attrattiva per chi aspiri a trasferire i propri capitali in loco: la forza lavoro offerta dal mercato cileno è molto istruita e quindi capace di adattarsi alle nuove tecnologie, e più in generale di sfruttare le nuove opportunità. A questo punto dobbiamo osservare che il flusso d’investimenti stranieri diretti verso Santiago è stato massiccio e crescente sin dai primi Anni novanta (tra l’altro le aziende straniere presenti in loco hanno portato nuove tecnologie, rendendo ancor più produttivo il Paese). Un sistema economico cileno che offre anche interessanti incentivi, che vanno a favorire chi decide di puntare su certe determinate regioni, che sono ancora marginalizzate dal mercato cileno. In questa sede inoltre non si può tacere del cosiddetto “Statuto degli investimenti esteri” del Cile, noto anche come Decreto legge 600, che stabilendo precisi diritti e obblighi ai diversi soggetti, rende il mercato cileno molto credibile e affidabile. La normativa – è questo il suo principio ispiratore – attua un’assoluta parità di trattamento fra operatori nazionali e stranieri, e soprattutto garantisce il libero accesso al mercato delle divise internazionali.

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