Investire in Brasile/1

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Sorprendente risultato dell’ inchiesta condotta dal nostro notiziario, il 71,2% dei lettori di Investire nel Mondo non investirebbero in Brasile. Le previsioni di Investire nel Mondo sono confermate dagli ultimi dati pubblicati;  il surplus della bilancia commerciale diminuisce dopo 10 anni di crescita.

Vista l'attuale situazione del Brasile, investirebbe in questo paese?
No, dopo quello che ho letto per nessun motivo
           63.5%     
Si, é un grande paese pieno di opportunità
      17.3%     
Si, ma limitatamente a certi tipi d'investimenti
      11.5%     
No, é troppo rischioso
      7.7%     
Per la prima volta dopo 10 anni di crescita, la bilancia commerciale brasiliana ha subito una riduzione del suo avanzo. Nel 2007 si è registrato un attivo di 40 miliardi US$ contro i 46,4 miliardi US$ del 2006. Paradossalmente, la diminuzione del 13% dell'avanzo si è verificata con il contestuale raggiungimento di record storici di crescita sia delle importazioni sia delle esportazioni. Queste ultime, con un aumento medio del 34%, sono passate dai 137,80 miliardi di dollari USA del 2006 a 160,64 miliardi di dollari nel 2007. Le importazioni, grazie a un cambio favorevole, all'acquisto di nuove attrezzature produttive e a un miglioramento dell'economia locale, sono passate dai 91,35 miliardi di dollari del 2006 ai 120,61 miliardi $ del 2007. Da sottolineare l'aumento del 347% dell'export del mais, che ha approfittato della diminuzione di offerta del mais nordamericano (poiché questo è stato maggiormente usato nella produzione di etanolo). Gli altri prodotti più esportati sono la carne di pollo e bovina, il tabacco in foglie, il petrolio greggio, la soia e i minerali di ferro, che hanno fatto registrare complessivamente un aumento medio del 27,6%. Tra i semilavorati, l'export si concentra maggiormente in prodotti come lo zucchero, la cellulosa e i prodotti di ferro e acciaio, mentre tra i manufatti si esportano soprattutto automobili e aerei. I principali paesi fornitori del Brasile sono l'Unione Europea con una quota del 22%; al secondo posto gli USA con il 15,7% e al terzo la Cina con il 10,5%. Gli stessi paesi sono anche i principali clienti: infatti il 25,2% dell'export brasiliano è diretto nell'UE, il 15,8% negli USA, il 6,87% in Cina e il 9% in Argentina. Secondo gli esperti, le esportazioni potrebbero essere maggiori in quanto sono ostacolate da un Real forte, da logistica e infrastruttura arretrate e da un nuovo aumento dell'Imposta sulle operazioni finanziarie, IOF.

Guida "Come investire in Brasile e perchè non viverci" www.expatsebooks.com

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