Investire in arte italiana

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Sgarbi rilancia la pittura italiana con una mostra in cui sono presenti 217 artisti, molti dei quali sono un ottimo investimento. Le principali quotazioni di mercato e le tendenze.
Di Massimiliano Cocozza
A Milano questa estate 2007 ci sono stati scandali, polemiche, querele, crisi politiche sfiorate e persino un morto. Sui giornali l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Vittorio Sgarbi è stato al centro di ampi dibattiti. Il picco massimo della tensione si è avuto con la cancellazione della mostra sull’arte e l’omosessualità censurata dal sindaco Letizia Moratti. Una censura che avrebbe fatto sorridere dieci anni fa.
Figuriamoci ora. I cataloghi cestinati, insieme alle spese per l’allestimento e la promozione valgono quasi mezzo milione di euro, soldi buttati. Ma l’assessore ha spiegato che il Comune non ha speso un soldo. A rimetterci è stata la società organizzatrice Artematica. Per evitare strascichi giudiziari l’assessorato le ha promesso d’ufficio l’appalto per la prossima esposizione (un altro esempio della disinvoltura italiana). Sorte un po’ più fortunata per l’altra mostra sempre ideata da Sgarbi, quella sull’Arte italiana dal 1968 al 2007, in corso nel Palazzo Reale, in piazza Duomo a Milano. In questo caso l’incidente è stato la morte improvvisa di Maurizio Sciaccaluga, il curatore, braccio destro e operativo dell’assessore. Colto altamente specializzato ed anima dell’organizzazione, Sciaccaluga è spirato il 27 giugno. Quindici giorni prima che si inaugurasse il scintillante evento sulla pittura italiana. Le conseguenze sono state inevitabili. Il lutto improvviso ha prodotto una gran confusione nella fase finale dell’allestimento con strascichi e polemiche. Ma alla fine la mostra di Sgarbi sulla pittura italiana è stata giudicata interessante. In Italia da almeno un decennio i critici di arte contemporanea sono perennemente in lotta tra i sostenitori del concettuale e quelli della pittura classica. Sgarbi ovviamente è tra questi ultimi. Perciò la sua esposizione di Palazzo Reale si è posta come una sorta di baluardo a difesa di tale posizione. In totale hanno esposto 217 pittori. Fra i quali alcuni passati come meteore, osannati dai critici, spremuti dai mercanti e subito dimenticati. Abbiamo cercato di tracciare una mappatura di alcuni tra gli artisti presenti, sul fronte delle loro quotazioni attuali e delle possibili tendenze, per fornire alcuni consigli ed alcune quotazioni di riferimento. Il criterio di analisi selettiva è basato sulla produzione temporale. Nei due decenni Settanta e Ottanta la produzione artistica italiana è trasversale. In mostra vi sono opere di pittura neo-citazionista (oggi pressoché scomparsa dal mercato) come quella di Riccardo Adelchi Mantovani, Mario Donizetti, Carlo Maria Mariani o Riccardo Tommasi Ferroni per i quali il consiglio è di non muoversi. Se qualcuno ha quadri di questi autori è meglio che li tenga. Stesso discorso, ma con motivazioni differenti, per Valerio Adami, Enrico Baj ed Emilio Tadini che appartengono all’area della cosiddetta pop art italiana. Per il loro il mercato è aperto. Si vende facilmente. Ma le quotazioni sono ancora un po’ basse e foriere di possibili rialzi. Su alcuni nomi storici, come Giorgio de Chirico, Domenico Gnoli, Alighiero Boetti sino a Zoran Music, il consiglio è di vendere. Il mercato è pronto ad assorbire le opere migliori pagandole salate. Per gli esponenti dalla transavanguardia vale il rapporto delle singole opere proposte. Nicola De Maria è in crescita sui quadri di grandi dimensioni. Sandro Chia ed Enzo Cucchi sono amati e conosciuti ovunque. Ma, a nostro avviso, ancora da acquistare. Tra gli autori che emergono negli anni Ottanta si segnala la poeticità essenziale di Piero Pizzi Cannella, le cui opere sono da comprare. In un diverso contesto vanno analizzati i sei nomi, che Sgarbi ha scelto per la sua mostra, provenienti dall’universo dei fumetti o dell’illustrazione. Guido Crepax, Benito Jacovitti,Andrea Pazienza, Tullio Pericoli, Ferenc Pinter e Hugo Pratt. Lo sdoganamento per la loro presenza vale da solo il consiglio di acquistare tavole e opere (oggi pagabili ancora poco) di questi neo-artisti. Da non dimenticare, poi, la presenza di un’opera del celebre critico e autore tratrale Giovanni Testori. A trovarne, di quadri di Testori, sarebbero da comprare in quantità. Inoltre le opere, presenti nella mostra di Sgarbi, riconducibili agli anni Novanta. Sono il fulcro dello scontro tra la corrente che si rifà a Giancarlo Politi e quella sgarbiana. Tutto risale agli anni Novanta quando i due critici Alessandro Riva e Maurizio Sciaccaluga iniziarono a parlare della cosiddetta Nuova Figurazione. Oggi esiste una vera e propria struttura di promozione e vendita che si chiama Italian Factory a cui sono legati solo alcuni dei nomi di questa generazione, che nel frattempo è proliferata. Nell’elenco sono stati riportati i prezzi di riferimento per alcuni nomi. In ogni caso i valori medi vanno dai 10-50 mila euro per i più conosciuti ai 3-5 mila per quelli appena arrivati. Tra le opere in mostra spicca il grande paesaggio Meilars del 1994 di Giovanni Frangi, oggi dedito a soluzioni più informali ma forse ancora più belle (con valori compresi tra i 7 e i 60 mila euro). Tra gli interni vale la pena osservare con attenzione quello di Alessandro Papetti (che sul mercato vale circa 35 mila euro). Mentre per i grandi ritratti segnaliamo quello sulla Morte del Che di Barbara Nahmad (intorno ai 10 mila euro). Ancora tra i nomi già conosciuti ecco gli onirici paesaggi di Aldo Damioli (tra i 7 e i 30 mila euro). O le ormai classiche e celebrate tele grezze del milanese Luca Pignatelli (tra i 9 e i 60 mila euro). Infine, per i più giovani e promettenti segnaliamo Matteo Bergamasco, ex vincitore del premio Arte e ottimo artista ( tra i 4 e i 15 mila euro). O il non più giovanissimo ma bravissimo Alessandro Verdi (tra 5 e 20 mila euro). Insomma, i nomi si mescolano tra quelli più importanti e fuggiti dall’Italia, come Nicola Verlato ormai newyorchese di adozione e in carico alla famosa galleria Stux (con valori tra gli 8 e i 30 mila euro) e un giovane promettente come Daniele Girardi (tra i 3 e i 10 mila euro, entrato nella scuderia Italian Factory). Per concludere, questa mostra può certamente essere tacciata di confusionismo, ultra-figurativismo e in qualche caso pressappochismo. Ma una cosa è certa investire in arte non è affatto facile, ma per chi riesce nell’impresa il guadagno è garantito. In tabella, i suggerimentiper alcuni comics.Fonte: www.arslife.comPaolo ManazzaCrepax Guido COMPRAREJacovitti Benito COMPRAREPazienza Andrea COMPRAREPericoli Tullio COMPRAREPinter Ferenc COMPRAREPratt Hugo COMPRAREUna selezione di quotazioni indicative (in euro) per un campione di artisti italiani. Fonte: www.arslife.com e www.arsvalue.comBartolini Ubaldo 7-25 milaOrtona Giorgio 4-28 milaLombardi Enrico 6-30 milaDamioli Aldo 7-30 milaFrangi Giovanni 7-60 milaPapetti Alessandro 7-40 milaVitali Velasco 10-100 milaFiorentino Paolo 4-20 milaPetrus Marco 7-60 milaDurini Giulio 7-40 milaPignatelli Luca 9-60 milaSiciliano Bernardo 15-90 milaGuida Federico 7-28 milaReggio Mauro 4-20 milaBusci Alessandro 6-25 milaGirardi Daniele 3-10 milaNahmad Barbara 3-15 milaNido Davide 5-20 milaBazan Alessandro 5-20 milaVerlato Nicola 8-35 milaDi Marco Andrea 3-10 milaDi Piazza Fulvio 6-25 milaWainer Vaccari 10-45 milaGalliani Omar 10-50 milaNeri Marco 5-20 milaBergamasco Matteo 4-15 milaFrau Greta 3-10 milaVerdi Alessandro 5-20 milaCingolani Marco 6-30 milaGalliano Daniele 5-20 milaMartinelli Andrea 7-45 milaBuccella Danilo 5-18 milaJoseph Van Roy Dali 2-50 mila

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