Investire a Taiwan e assumere forza lavoro / 1

taiInvestire a Taiwan e assumere forza lavoro / 1

Per avviare un progetto estero ed investire a Taiwan, sarà possibile scegliere tra diverse soluzioni tecniche, attraverso l’apertura di vere e proprie società a responsabilità limitata o illimitata, piuttosto che percorrere altre strade, tutte regolamentate dalla legislazione per investire a Taiwan in materia di attività commerciali.
Nessuna forma societaria né requisito patrimoniale è definito dalla normativa di Taiwan, eccezion fatta per alcuni settori, come quello bancario, che rende obbligatori alcuni accorgimenti tecnico – giuridici e la presenza di un capitale minimo per l’avviamento.
Per investire a Taiwan in tutti gli altri casi, a meno che non si decida di assumere lavoratori espatriati nel primo anno di attività, in genere non sono richieste somme di denaro ingenti.
Nel caso si volesse investire a Taiwan, attraverso l’apertura di una filiale estera, basti sapere che quest’ultima non è soggetta, secondo la legislazione nazionale, all’obbligo di costituire una società vera e propria di diritto nazionale proprio; tutto viene fatto ruotare attorno all’eventuale responsabilità economica della sede con ubicazione Taiwan, in capo alla quale si pone l’obbligo di coprire e chiudere le eventuali partite lasciare insolute dalle filiali.
A Taiwan le filiali, così come le sedi estere autorizzate, devono comunicare il nominativo del responsabile, che deve possedere la cittadinanza dell’isola od essere uno straniero residente.
Per quanto riguarda i profitti generati dalle filiali delle aziende che investono a Taiwan e che vengono rimpatriati, godono di un regime fiscale agevolato, che li rende esenti da qualsiasi tipologia di imposizione fiscale e prelievo, in quanto tali utili netti non vengono considerati dividenti da distribuire e come tali godono del regime denominato “with holding tax”.
Per gli operatori nel mercato dei capitali, a parte le rigide regole imposte agli investitori provenienti dalla Cina, che comunque vanno affievolendosi di anno in anno, sarà necessario, per bissare ufficialmente la propria operatività, registrarsi presso l’autorità di Taiwan preposta, facendo ben attenzione alla normativa anti trust in vigore, ben diversa da quella della maggioranza dei mercati nazionali europei, che vincola le società nella cessione di quote e partecipazioni, per evitare la creazione di monopoli o di oligopoli in determinati settori chiave per lo sviluppo e la produttività.
Altra peculiarità di Taiwan è rappresentata dalla forte protezione in tema di brevetti industriali e sulle opere dell’ingegno, oltre ad un sistema di arbitrato civile e di applicazione delle sentenze estere, che tutela l’investitore straniero e locale, al fine di evitare che fattispecie ritenute legali a Taiwan, possano essere eseguite sul territorio nazionale, evitando atti lesivi della libertà commerciale, che per il piccolo Stato asiatico, rimane sacra.
Taiwan può vantare anche un sistema piuttosto evoluto in tema di rapporto di lavoro e previdenza sociale; per il potenziale investitore del mercato Taiwan – Cina è fondamentale sapere che non ci sono differenze nelle retribuzioni tra uomini e donne e che il salario minimo garantito, in genere, si aggira intorno ai 600 dollari mensili. Dal punto di vista delle ferie e dei permessi, ogni lavoratore può beneficiare di pochi giorni di ferie l’anno retribuiti, almeno fino al compimento del decino anno di contratto continuativo, quando il numero dei giorni di permesso arriva a sfiorare i 30.
Dunque investire a Taiwan, vuol dire accedere ad un sistema economico dinamico ed in forte crescita, che non accenna a flessione e consente di confluire, contemporaneamente, nel proprio mercato nazionale ed in quello della Cina, territorialmente molto vicina ed in stretti rapporti commerciali con la stessa isola.
Investire a Taiwan inoltre consente di alleggerire il carico fiscale dovuto per le imposte dirette ed indirette, permettendo di accedere ad esenzioni e riduzioni che consentono di aumentare gli utili, stimolando la crescita ed i reinvestimenti.

1 | 2

S
U
P
P
O
R
T
O