Investire a Miami e galoppare la crisi

foreclosure house_for_saleInvestire a Miami e galoppare la crisi
Di Guido Rovatti

Il mercato immobiliare USA
Nel primo semestre 2009, sono stati acquistati 14.500 immobili oltrefrontiera, con un aumento del 15% rispetto ai primi sei mesi dell’anno scorso. Aumentano gli acquisti negli USA e in America latina e cresce l’interesse per Panama e la zona dei Caraibi. La situazione economica internazionale e l’andamento negativo dei mercati finanziari hanno spinto un buon numero di famiglie italiane a orientarsi verso il settore immobiliare, cercando anche all’estero opportunità di investimento competitive. Investire nel mattone é sempre una buona opportunitá.
Nel primo semestre 2009, sono stati acquistati 14.500 immobili oltrefrontiera. Si tratta di un aumento del 15% rispetto ai primi sei mesi del 2008. Secondo gli operatori interpellati, la seconda parte dell’anno dovrebbe registrare un andamento più brillante e si prevede che il 2009 terminerà con circa 35.000 compravendite, pari a un incremento del 19,4% rispetto al 2008. Calcolando un acquisto medio intorno a 115 mila euro, il 2009 si dovrebbe chiudere con un investimento complessivo di circa 4 miliardi di euro. Si tratta di una cifra inferiore rispetto all’anno precedente, in quanto, a fronte dell’aumento del numero di acquisti, è in netto calo l’investimento medio.
Le informazioni relative agli acquisti degli italiani all’estero sono state raccolte ed elaborate da Scenari Immobiliari presso le autorità dei diversi Paesi e dalle organizzazioni degli operatori immobiliari locali.
Gli acquisti analizzati riguardano solo le residenze, prima e seconda casa, e sono escluse le altre destinazioni. Le famiglie sono attente all’andamento dei vari mercati e cercano occasioni convenienti valutando con attenzione cali dei prezzi e aspetti valutari.
Gli Stati Uniti continuano ad attirare l’interesse di un elevato numero di famiglie, grazie all’effetto combinato della flessione dei prezzi delle case e della forza dell’euro rispetto al dollaro. La località più richiesta continua ad essere Miami, anche perché i prezzi hanno registrato un calo medio del 35% rispetto all’anno scorso, con punte fino al 50%. La crisi del subprime e cioè quella gigantesca bolla dei mutui facili, quando si comprava casa senza deposito, ma semplicemente pagando qualcosa di più in interessi, ha fatto crollare il valore degli asset immobiliari a Miami.
Di conseguenza, nell' ultimo semestre le banche si sono trovate, loro malgrado, a gestire un voluminoso e spropositato asset immobiliare. Quello che in gergo finanziario chiamano, short sale, bank owned, foreclosure, ovvero aste fallimentari, ha generato a Miami una vera e propria svendita bancaria. Come noto, tutto questo ha condotto ad una delle più colossali crisi economiche a livello mondiale;
al punto tale da influenzare le elezioni americane al grido del cambiamento. Il nuovo team insediatosi oggi alla Casa Bianca, permetterà agli americani di salvarli dalla morsa dei pignoramenti immobiliari.
A partire dalla seconda metà del 2009 nuove regole ed iniezioni di capitali concessi alle banche, permettono ai cittadini di rinegoziare i mutui estendendone la durata, riducendone il capitale e gli interessi.
É previsto nei prossimi 3 anni un incremento del 35% sulla richiesta degli affitti, sopratutto a Miami.
Questo significa maggiore rendita sugli immobili. A Miami si é manifestato, più che nel resto degli stati uniti, il fenomeno della seconda abitazione comprata con i mutui " subprime ". Le banche di Miami cercheranno quindi nei prossimi 3 anni di alleggerirsi velocemente di tali impegni immobiliari per allinearsi al resto degli istituti finanziari e godere delle nuove linee di credito governative. Questo è il periodo migliore per comprare immobili a Miami:
tutto è in offerta speciale, un occasione importante per aggiudicarsi il meglio che offre questa meravigliosa ed unica città degli stati uniti e aumentare così il valore del proprio asset immobiliare.

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