Investimenti a due passi? C’è Malta

maltaInvestimenti a due passi? C’è Malta
Di Francesco Giappichini

Un’idea per gli aspiranti investitori italiani potrebbe essere quella rappresentata dall’isola maltese: l’ingresso di Malta nell’Unione europea apre, infatti, nuove prospettive di business, soprattutto per l’Italia che è il primo fornitore dell’isola. Per porre l’accento sull’importanza di quest’avvenimento l’Ambasciata italiana nell’isola maltese ha realizzato una pubblicazione che delinea il quadro generale dell’economia maltese, presenta la normativa sulle attività economiche e gli incentivi e le agevolazioni fiscali a favore degli investitori stranieri. Il documento affronta in primis il tema degli incentivi all’investimento industriale, definiti dal Business promotion act. La legge, che risale al 2001, è nata per promuovere e attrarre l’investimento industriale nell’economia maltese, e concede una serie di benefici fiscali alle cosiddette qualifying company (compagnie privilegiate) situate nell’isola maltese. Ricordiamo al riguardo che le qualifying company possono essere di 3 tipi. In primis vanno annoverate le aziende di produzione, essenziali all’economia maltese, che manifatturano, migliorano, montano, trasformano, riparano o provvedono alla manutenzione di merci, materiali, prodotti (inclusi computer e software), impianti e macchinari: Vi sono poi le società che svolgono programmi di ricerca e sviluppo, e infine quelle di produzione di documentari, filmati, film per la televisione, programmi pubblicitari e commerciali. Per avere i principali incentivi fiscali, le qualifying company di Malta devono operare in determinati settori, importanti per l’economia maltese: macchinari elettrici e apparecchiature di controllo, macchine per ufficio e computer, radio, televisione, apparecchi di telecomunicazione, strumentazioni ottiche e di precisione, prodotti di gomma e plastica, gioielli, articoli sportivi, giocattoli, biotecnologie, sviluppo software, audiovisivi, acquacoltura, trattamento e riciclaggio di rifiuti. L’imposta sui redditi di una qualifying company varia nel tempo secondo i seguenti criteri: è il 5 per cento per i primi 7 anni di operatività, si sale quindi al 10 per i successivi 6 anni, ed infine al quindici per i successivi 5 anni. Le suddette imprese possono usufruire di un credito fiscale sull’investimento, che può essere calcolato in due modi. Innanzitutto come percentuale delle spese d’investimento sostenute (la percentuale non potrà eccedere il sessantacinque per cento per le piccole e medie imprese e il cinquanta per le altre). Per «spese d’investimento» s’intendono quelle sostenute dalla società per acquisizione di impianti, macchinari, terreni, fabbricati e tecnologie (brevetti o licenze di know how). Oppure come percentuale sul costo delle retribuzioni concernenti i nuovi posti di lavoro creati dal progetto d’investimento: la percentuale non potrà eccedere il sessantacinque per cento per le piccole e medie imprese e il cinquanta per le altre. Riguardo all’investimento commerciale, come scrive il portale “Mercato globale” nell’articolo «Investire a Malta», gli «stranieri, sebbene sia solo una prassi e non una legge, non possono svolgere un’attività commerciale all’interno dell’Isola. Possono stabilirvi la sede di una società, ma solo per commerciare con l’estero. Per poter commerciare sul territorio maltese è necessario avere un socio residente a Malta». Si potrebbe così avventurarsi nell’isola maltese, per allontanarsi dalla crisi.

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