I fattori di successo del terrorismo

bushI fattori di successo del terrorismo

La convinzione che l’ideazione e la realizzazione di efficaci strategie antiterroristiche dipenda dalla comprensione delle dinamiche che caratterizzano l’azione dei gruppi terroristici, muove Andrew H. Kydd e Barbara F. Walter allo studio degli scopi, delle modalità operative e dei “fattori di successo” delle diverse organizzazioni.
Punto di partenza dell’analisi è la tesi che le azioni di tipo terroristico rispondano ad una logica di signalling, in base alla quale gruppi dotati di un potere sostanzialmente “debole” si impongono sulla scena politica grazie al forte potenziale dell’atto di violenza. La dimensione semiotica dell’azione terroristica si espliciterebbe, a parere degli autori, secondo cinque modelli. Il “logorio” si basa sull’intento di convincere un governo della capacità dei terroristi di imporre costi esorbitanti in caso di mantenimento di un’azione o atteggiamento. “L’intimidazione” agisce sull’opinione pubblica mirando a proiettare l’immagine di un governo debole rispetto alle azioni terroristiche, inducendo la stessa popolazione ad assumere un atteggiamento gradito ai sovversivi. “La provocazione” consiste nel tentativo di sollecitare una risposta di indiscriminata violenza al punto che la popolazione si senta empaticamente coinvolta al fianco dei terroristi. Gli “spoiler” mirano a danneggiare eventuali trattative tra i governi e gli esponenti moderati all’interno dei gruppi eversivi per esaltarne l’inaffidabilità e l’inconsistenza. Infine, la modalità “outbidding” mira a diffondere la percezione della maggiore risolutezza di un gruppo terroristico rispetto ad un altro in modo da desolidarizzarlo dall’opinione pubblica. Dopo aver presentato i gruppi terroristici riportati nella lista del Dipartimento di Stato americano, gli autori analizzano in dettaglio i modelli d’azione sopra citati, esaminando i presupposti delle diverse strategie e a quali condizioni esse risultano efficaci, ed evidenziando, infine, quali possano essere le migliori misure antiterroristiche adottabili da parte dei governi. Tra gli elementi chiave per una contro-strategia efficace, ad opinione di Kydd e Walter, vi è l’informazione, quale strumento per contrastare gli effetti dell’azione terroristica presso l’opinione pubblica, e in particolare presso i gruppi “incerti”.
Fonte:
The Strategies of Terrorism, Andrew H. Kydd & Barbara F. Walter, International Security

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