Cuba approva le nuove cooperative e concede benefici fiscali

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Il governo cubano ha approvato cinque nuove norme giuridiche che stabiliscono la creazione di cooperative in attività non agricole. Nella prima fase, è prevista la costituzione di più di 200 società di questo tipo in tutto il paese, in settori quali trasporto, gastronomia, pesca, servizi personali e domestici, il recupero delle materie prime, produzione di materiali e servizi edili.
La legge è stata ben accolta dagli imprenditori; anche se persistono le critiche, perché, per esempio, non si stabilisce nessuna forma legale per gli investimenti stranieri. Questa è stata una delle richieste più ricorrenti dei lavoratori del settore privato; ma, finora, il governo ha rifiutato di accettare il capitale straniero per attività economiche che non sono controllate dallo stato.
Secondo tali norme, le cooperative hanno personalità giuridica e sono costituite volontariamente dai loro soci per scopi economici e sociali da realizzare attraverso la gestione collettiva. Queste cooperative non si subordineranno amministrativamente a nessuna organizzazione statale.
Nel caso di una cooperativa che si dedica alla produzione di materiali da costruzione, per esempio, dovrà rispettare gli standard di qualità stabiliti dal Ministero dell'Edilizia per queste produzioni. Il massimo organo che dirigerà le cooperative sarà l'Assemblea Generale composta da tutti i soci, dove ognuno di essi ha potere di voto per decidere su qualsiasi questione di rilevanza collettiva. Tale entità, tra le altre funzioni, elegge il Presidente della cooperativa.
Le nuove associazioni potranno utilizzare e disporre dei beni che gli appartengono, gestire gli affitti così come coprire le loro spese con le entrate generate attraverso il loro lavoro. Le norme indicano, inoltre, che i prezzi dei prodotti e dei servizi commercializzati sono determinati dalle cooperative stesse secondo la domanda e offerta, ad eccezione di quelli determinati dal governo.
Ai sensi del decreto-legge n. 305, le cooperative non agricole possono essere di primo grado: composte dall'integrazione volontaria di almeno tre persone fisiche; o di secondo grado: formate da due o più cooperative di primo grado.
Nel primo caso, queste possono essere create a partire da quattro varianti: dai contributi dei loro soci per formare un patrimonio collettivo; dall'unione dei soci che conservano la proprietà dei loro beni con lo scopo di acquistare congiuntamente materie prime e servizi; dalla locazione di mezzi di produzione del patrimonio statale (quali immobili ed altri cespiti); o una combinazione delle opzioni di cui sopra.
Per i beni apportati al patrimonio dai soci, il regolamento delle cooperative non agricole di primo grado (decreto n. 309/2012 del Consiglio dei Ministri) stabilisce che questi saranno pagati dalla stessa istituzione agli antichi proprietari nelle forme ed entro i termini che hanno concordato tra di loro.
Questo provvedimento prevede che tutti i soci posseggano pari diritti sui beni che amministrano, che ognuno ha diritto ad un voto e a che la forma distributiva nelle nuove associazioni corrisponda al lavoro apportato da ognuno.
Le persone fisiche con l'intenzione di costituire una cooperativa non agricola dovranno presentare la loro richiesta ai governi locali (Poder Popular Municipal) e, dopo essere passata per diversi livelli, tale richiesta sarà sottoposta agli organi direttivi della Commissione Permanente per l'Attuazione e lo Sviluppo, che la valuta e la passa al Consiglio dei Ministri. Una volta approvata o negata la proposta, si da notizia della decisione alle parti interessate con lo stesso mezzo attraverso il quale è stata presentata. Non è chiaro quanto dura il processo, ma stando alla quantità di passaggi da seguire, secondo alcuni esperti, l’attesa supera il mese.
In questa fase, le cooperative che si costituiscono saranno solo di primo grado, anche se il decreto-legge n. 305 imposta il limite a un anno per l'attuazione delle norme che disciplinano il funzionamento delle cooperative di secondo grado.
D'altra parte, la legge n. 113 del Sistema Tributario di Cuba – che entrerà in vigore nel gennaio 2013 - prevede agevolazioni fiscali per queste cooperative, rispetto ad altre forme di gestione privata. Tra questi benefici c’è l'applicazione di una scala per il pagamento dell'Imposta sugli Utili più bassa di quella vigente per i lavoratori autonomi.

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