Col Nicaragua? Provarci!

ManaguaCol Nicaragua? Provarci!
Di Francesco Giappichini

Nicaragua, capitale Managua. Si parla poco in Italia di questo Paese dell’America centrale, con una popolazione molto giovane e una manodopera quasi interamente alfabetizzata, che è la vera scommessa dell’economia nicaraguense. Il Nicaragua negli ultimi anni ha senz’altro sofferto le conseguenze della crisi economica internazionale, tuttavia Managua ha una legislazione che protegge gli investitori internazionali. Nonostante i sandinisti si siano di recente confermati al potere, non sono all’orizzonte normative che possano essere meno che attrattive per l’aspirante investitore straniero. Come noto, il Nicaragua è membro del Mercato comune latinoamericano, ed ha firmato svariati trattati di libero commercio con molte Nazioni: Messico, Repubblica domenicana, Stati uniti, Panama e Taiwan. Managua opera inoltre sotto il cosiddetto Sistema generalizzato delle preferenze (Gsp) con potenze economiche del calibro di Canada, Norvegia, Giappone e Unione Europea. Il Paese dell’America centrale – che oggi accede a un mercato di oltre un miliardo di consumatori – grazie a importanti accordi bilaterali di Promozione e protezione di investimenti offre una tutela estremamente efficace agli imprenditori stranieri: non soltanto questi possono rimpatriare sia i capitali che gli utili d’impresa, ma possono anche fruire del sistema delle Zone franche. In buona sostanza le aziende possono in questo caso avere l’esenzione dalla maggior parte delle imposte nazionali. Quali sono i settori più appetitosi per investire nel Paese dell’America centrale? Risponde a questa fatidica domanda il noto portale “Planeta latinoamérica”, secondo cui nel Paese dell’America centrale l’opportunità principe resta quella legata all’industria tessile e al vestiario. Il settore, si scrive, «ha sperimentato una crescita del 4,5% nel valore e del 8,6% nel volume negli ultimi anni. Nel 2008 il Nicaragua occupava il 14esimo posto tra fornitori di vestiario agli Stati Uniti. A questo titolo si offrono delle opportunità d’investimento nel tessile per la produzione di tessuti naturali e sintetici, produzione di magliette e di capi d’abbigliamento di tessuto di punto, abiti di lana per uomini e pantaloni di tessuto di fibra misto e twill, e di vestiti per i bebè». Naturalmente non deve però essere dimenticata l’industria manifatturiera – di vitale importanza per l’economia nicaraguense – che crea in questo periodo ben 70mila posti di lavoro (tra l’altro esistono in questo momento 138 imprese di manufatti che operano nel regime delle zone franche, inclusi i fabbricanti di prodotti sanitari e per automotori). L’economia nicaraguense offre altresì campi con grande potenziale di crescita: tra questi, l’industria medica in generale e, nello specifico, quella dei dispositivi usa e getta, supporti ortopedici e vestiario per medici. E naturalmente, aggiungiamo noi, non devono essere trascurate le possibilità offerte dall’industria turistica: pensiamo per esempio al settore alberghiero, soprattutto a Managua ma anche sulle spiagge del Pacifico e dei Caraibi e nelle città di Granada e Leon. Un cenno quindi al settore agricolo, che non cessa di avere molta importanza nell’economia nicaraguense: le opportunità si trovano non solo nelle piantagioni di prodotti esportabili, ma anche nei derivati lattei e nell’allevamento. Il Consiglio di “Investire nel mondo” riguarda però i settori dell’energia e delle infrastrutture; il Paese cerca, infatti, investitori per sviluppare energia idroelettrica e geotermica, e per la costruzione e l’ampliamento di porti e aeroporti.

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