Canada: marcia indietro per i biocarburanti

sojaCanada: marcia indietro per i biocarburanti
Notizie ICE
Investire in culture per la produzione di idrocarburi, non sembra più essere l' affare del secolo e sempre più governi ritirano l' appoggio incondizionato dto recentemente. Il governo del Québec ha annunciato che, contrariamente a quanto promosso nel 2005 investendo nella costruzione di un primo impianto quebecchese per la produzione di etanolo ottenuto a partire dal granoturco, da oggi si opporrà alla costruzione di altre fabbriche dedicate a questo tipo di produzione sul suo territorio. Il governo giustifica la sua decisione avvalorando gli argomenti secondo i quali il carburante cosiddetto verde sarebbe in realtà responsabile di effetti molto più nocivi per l'ambiente di quanto si voglia lasciare intendere.
Infatti, la coltivazione su larga scala di granoturco per la produzione di etanolo porterebbe ad una maggiore contaminazione dei corsi d'acqua, a una massiccia utilizzazione di erbicidi, insetticidi e concimi, all'aumento dei prezzi della materia prima ed alla riduzione dei surplus che sarebbero altrimenti destinati a nutrire i Paesi poveri. Il governo attuale riconosce che la coltura del mais è responsabile dell'accelerazione dell'impoverimento delle terre coltivabili. Tuttavia, con l'intento di ridurre le emissioni di Gas a Effetto Serra, lo stesso governo aveva in precedenza stabilito che, a partire dal 2012, la benzina venduta nella Provincia dovrà contenere un minimo di 5% di etanolo. Per venire incontro a tale esigenza il governo favorirà piuttosto la produzione di etanolo cellulosico, un biocarburante ottenuto dai rifiuti domestici e dai residui forestali ed agricoli.
Intanto, Greg Naterer, Professore di Ingegneria Meccanica allo University of Ontario Institute of Technology (UOIT), ha affermato che l'energia nucleare costituirà un fattore chiave nel progetto di costruzione di un corridoio ferroviario alimentato ad idrogeno nell'area metropolitana di Toronto. L'industria nucleare sta puntando sull'innovazione per sviluppare nuove tecnologie basate sull'idrogeno. Il processo di elettrolisi infatti (con scissione dell'acqua in ossigeno ed idrogeno) è al momento troppo costoso e una futura economia pulita non potrà basarsi sull'idrogeno ottenuto da combustibili fossili. Per questo motivo un team di ricercatori dello UOIT sta studiando un metodo per produrre idrogeno a costi minori, utilizzando l'energia residuale degli impianti nucleari. E' una proposta alternativa a quella che prevede l'utilizzo di energia nucleare prodotta durante le ore notturne dai reattori direttamente per elettrolisi, e si basa sull'utilizzo di energia residuale di un impianto nucleare per estrarre l'idrogeno dal vapore. Il processo è composto da 5 fasi ed è a circolo chiuso, in quanto i composti di rame e cloro che reagiscono con il vapore alla fine del processo vengono riciclati; una volta immessa l'acqua, si ottengono idrogeno e ossigeno senza produzione di scarti. E' un processo del 33% più efficiente dell'elettrolisi, più competitivo e soprattutto sostenibile rispetto all'uso dei combustibili fossili. Il processo termo-chimico è in grado di produrre idrogeno a un costo di 1,4 dollari al kg, mentre il vapore trasformato ha attualmente un costo di circa 2 dollari/Kg., senza tener conto dei risparmi derivanti dal recupero dell'energia residuale. La prevista apertura di un altro stabilimento nucleare nella zona metropolitana di Toronto, in prossimità della rete di trasporto ferroviario regionale GO Transit, ha convinto i ricercatori a considerare il grande potenziale di un sistema di trasporti su rotaie basato sull'idrogeno, in quanto l'energia residuale prodotta dal reattore nucleare sarebbe sufficiente per l'alimentazione di diversi impianti. Nella fase iniziale, lo stabilimento pilota potrà produrre gas sufficiente per alimentare 2 treni. Una volta collaudata, la tecnica potrà essere applicata su scala industriale e produrre sufficiente idrogeno per tutta la flotta dei treni GO, utilizzati quotidianamente da decine di migliaia di pendolari.
Sempre nell' ambito degli sforzi per ridurre l' effetto serra, secondo una dichiarazione del premier dell'Ontario, sarebbero in corso le fasi preliminari di un accordo con la Bombardier per il progetto e lo sviluppo di un treno pendolare a zero emissioni, alimentato ad idrogeno e destinato al corridoio del GO Transit in Ontario. La costruzione del prototipo è prevista entro tre anni dalla stipula dell'accordo. Se nel settore automobilistico la tecnologia a idrogeno non ha ancora raggiunto livelli di costo e affidabilità tali da permetterne una diffusione su larga scala, le problematiche di rifornimento e autonomia sono meno importanti per il trasporto su rotaia. Per lo sviluppo del sistema a idrogeno "Hydrail" la società Bombardier, già leader mondiale nei trasporti su rotaie, si potrà avvalere del distretto tecnologico di Toronto -l' Hydrogen Village - in cui sono attive numerose società del settore.

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