Brasile, é corsa agli armamenti

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di Francesco Giappichini

In una cerimonia di presentazione di 7 nuovi alti ufficiali, il ministro della Difesa brasiliano Nelson Jobim ha annunciato il prossimo riequipaggiamento delle Forze armate brasiliane, soprattutto in termini di armamenti. «Bisogna inserire la questione della difesa nell’agenda nazionale», ha detto, aggiungendo che lo sviluppo militare deve esser legato al progresso economico e tecnologico del Paese.
Ha annunciato uno stanziamento per il settore equivalente a 9 miliardi di real, che a suo dire potranno essere incrementati sino a dieci. (Lo scorso anno furono stanziati “solo” 6 miliardi, ndr). Ha infine concluso che «il presidente della Repubblica ed il ministro della Difesa vogliono Forze armate orgogliose degli armamenti, il tutto per servire il Paese.
Vogliamo militari orgogliosi, equipaggiati, preparati e motivati professionalmente». Invitiamo da ultimo alla lettura della puntuale cronaca pubblicata sul portale Peace reporter, lasciando ai nostri lettori il compito di trarre la fatidica conclusione.
Perché il Brasile ha intrapreso questa corsa agli armamenti? Per gestire al meglio l’eterna missione haitiana, o per timore di Hugo Chávez? Per fronteggiare un’eventuale invasione statunitense, o per proteggere le delicate frontiere amazzoniche?
Per far paura ad Evo Morales, o per evitare sconfinamenti dei guerriglieri colombiani? Per contrastare i narcotrafficanti carioca o per controllare frontiere tradizionalmente «colabrodo»?
«Brasile, aumentano le spese militari
armi brasileLula investe ingenti somme in armamenti. Il governo brasiliano presieduto da Lula ha deciso che nel 2008 le spese militari aumenteranno del 50 percento. La cifra stabilita per le spese militari del 2008 dovrebbe aggirarsi intorno ai 3.100 milioni di euro.
A differenza di quello che avviene negli altri paesi latinoamericani, però, questa cifra non servirà all’acquisto di materiale bellico ma esclusivamente per lo sviluppo dell’industria nazionale legata alla produzione di armi. Questo per evitare anche una forte dipendenza da altri paesi.
Logicamente la spesa non tiene conto degli stipendi degli oltre 300 mila uomini impiegati nel settore militare, 190 mila dei quali appartengono alle forze militari di terra, 70 mila alle forze d’aviazione e 50 mila alla marina. Il Brasile aumenterà anche la produzione di aerei militari da combattimento, veicoli blindati e sistemi di controllo informatico.
Oltre all’enorme quantità di denaro prevista per le spese militari il governo ha deciso la costruzione di basi e il dispiegamento delle truppe lungo le zone di frontiera amazzonica».

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