Anche l' aria che respiriamo avra' un costo

mitigationpie 2"Se tu mi lasci sporcare casa tua io ti ripago in qualche modo". Detto in parole molto semplici è questo il concetto di Emission Trading, un contratto atipico sponsorizzato a gran voce dagli Stati Uniti durante i lavori della Conferenza Mondiale sul Cambio Climatico ( COP 10) di Buenos Aires.
Cioè viene commercializzata la quota (spettante ad ogni Paese del globo) di atmosfera pulita, potremmo definirla l' oro bianco, alla stregua dell'oro nero e l'oro blu.
Già, poichè continuando di questo passo anche "l'Aria che respiriamo" avrà un costo: pressochè nullo nelle grandi metropoli, per via dell'alto inquinamento che vi si riscontra, un vero affare nelle "lande (Paesi)" in cui l'aria si conserva fresca e pulita, ma anche calda e sabbiosa alfine andrebbe bene.
Ma come per tutti gli argomenti che toccano i rapporti tra Stati, anche quello del clima crea forti tensioni tra i paesi ad alto consumo energetico (Europa Occidentale, Nord America, Giappone), che hanno consolidato la loro ricchezza inquinando l'atmosfera, e i paesi che inquinano per "sopravvivere", e che ad ogni modo sono responsabili soltanto di una minuscola quota dell'inquinamento globale, a differenza di altre "lande", Stati Uniti e Australia ad esempio, che insieme occupano poco più del 6% della popolazione mondiale ma inquinano per un quarto e mezzo del globale, e quest'ultima ha pure il triste primato d'essere il maggiore produttore di emissioni inquinanti, in termine pro capite.
Ed è proprio sui paesi poveri del globo che si riversano le conseguenze peggiori del cambio climatico.
Non avendo risorse economiche (ma ricchezze del sottosuolo sì!), non sono in grado di far fronte ai processi di desertificazione, allo spandersi di malattie, alla scomparsa delle risorse idriche. Milioni dei loro abitanti vivono in zone costiere che saranno le prime ad essere allagate con l'innalzamento del mare, come è capitato con lo Tsunami due Natali fa o col potente terremoto in mare di ieri (17 circa in Italia) che ha scosso l'isola di Tonga.
E a ben vedere, commercializzare il bene che assieme all'acqua ci permette di vivere potrebbe essere l' epilogo della storia dell'Umanità, conclusione più che mai tragica d'un popolo (quello terrestre) che, a differenza di altri centinaia di milioni di altri pianeti, ha avuto il privilegio di ospitare le miscele giuste per dare luce alla vita, quel dono impagabile che mette in moto l'evoluzione umana.
A questa atipica contrattazione è stato dato il nome di Emission Trading e leggittima il Paese che inquina di suo a continuare a inquinare l'atmosfera, comprandosi la quota di Aria Pulita (oro bianco) da un altro Paese, che pur essendo legittimato a inquinare, come fanno i Paesi industrializzati ed emergenti, non possiede la tecnologia appropriata per essere considerato un Paese Inquinatore.
Perciò, contratta il suo deficit inquinante con chi non può farne a meno e in cambio otterrà dei crediti di inquinamento, spendibili all'occorrenza, cioè vendibili a paesi ricchi, emission trading che porteranno benefici soprattutto per quelle attività che incrementano la capacità ambientale di assorbire carbonio, le quali includono la piantagione di alberi e la conservazione del suolo, e possono essere realizzati nel paese stesso, o da quel paese operante in un paese in via di sviluppo.
Tuttavia, su questo metodo, pare che la Natura non sia d'accordo.
Intanto, secondo il National Oceanic and Atmospheric Administration Usa, i gas responsabili dell'effetto serra sono cresciuti dell'1,25% nel 2005 e le previsione non sono certo migliori.

Fonte: Il Pianeta Echos

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