Amazzonia: il delirio dei brasiliani

deforestation aerealAmazzonia: il delirio dei brasiliani
Di Giovanni Caporaso

Di chi é l´Amazzonia? Dei brasiliani ovviamente. Bella roba. Devastata, occupata, sfruttata da bande di senza legge privi di scrupoli. Ma brasiliani. E si questo é il punto. Il governo nazionalista e comunista del Presidente Lula sta sponsorizzando attraverso la stampa ammaestrata e poco professionale la piú grande campagna xenofoba di tutti i tempi e minaccia la messa al bando delle Ong dall´Amazzonia. Roba da Birmania. Sotto accusa sono gli stranieri, colpevoli di ¨comprarsi l´Amazzonia¨. Per proteggerla dicono le Organizzazioni non Governative e molti investitori. Ma l´accusa é che gli stiamo rubando l´il territorio, come se acquistando un terreno ce lo mettessimo in una valigia e ce lo portassimo via.
Tutto é cominciato quando Alexei Barrionuevo, corrispondente del prestigioso The New York Times ha pubblicato un reportage provocatorio dal titolo ¨Infine di chi é l´Amazzonia?¨. L´articolo citava anche un commento dell´ex vice presidente americano Al Gore del 1989 che affermava: ¨al contrario di ció che pensano i brasiliani l´Amazzonia non é proprietá loro, appartiene a tutti.¨. Il giornale inglese The Indipendent ha poi rincarato la dose dicendo: ¨Una cosa é chiara, questa parte del Brasile (l´Amazzonia) é troppo importante per essere lasciata nelle mani dei  brasiliani.¨
guidainvestitoreDelirio? Forse ma la veritá é che l´Amazzonia é depredata dai brasiliani e il Governo é incapace di fermare una devastazione pari ad un campo di futbol al minuto. Senza parlare poi della criminalitá e della violenza che dilaga in tutto il paese e che miete piú morti che in Irak.
Con mio grande stupore il giornale Folha de Sao Paulo dell´8 di giugno scorso, titolava: ¨Terreni in Amazzonia sono negoziati in internet da agenti immobiliari stranieri¨ e nella seconda riga afferma: ¨Per 60 dollari l´ettaro l´italiano Giovanni Caporaso offre terre a Labrea (Amazzonia), dove grileiros (occupanti illegali di terre) ed estrattori di legno ignorano la legge. Ma che c´entrano gli italiani (io nel caso specifico) se li, lo Stato brasiliano é assente? Nello stesso articolo attaccano anche l´agente immobiliare Denise French, brasiliana ma colpevole di vivere a Miami che offre un´area preservata con spiaggia paradisiaca a 99 mila dollari. L´articolo a firma di Fernanda Odilla che mi ha chiamato spacciandosi per un´acquirente e che poi ha ammesso che lavorava per la Folha,  quando gliel´ho chiesto insospettito dal tipo di domande, é stato riportato da giornali e radio del nord del Brasile a grandi titoli.  Il Diario do Pará del giorno 9 copia l´articolo della Folha ma in un riquadro, specifica che un´indagine dell´Incra (Istituto Nazionale della Colonizzazione e della Riforma Agraria) rivela che gli stranieri hanno acquistato 1,377 proprietá terriere in tutto il Brasile per un´area di 757,7 ettari con predominanza nella regione di San Paolo e Mato Grosso.
allevamentoQuello che mi domando é: se le terre vendute (dai brasiliani) sono proprietá privata e regolarmente acquistate e registrate che differenza fa se le compra un brasiliano o uno straniero? Ve lo dico io. Lo straniero le compra per preservarle il brasiliano per distruggerle. Ovviamente non voglio generalizzare altrimenti mi comporterei come certi giornalisti brasiliani, ma la realtá dei fatti parla da sola.
A questo punto forse i giornalisti anglosassoni hanno, in modo provocatorio, fatto centro su un problema che tocca un po tutti, perchè parliamo di una regione che è il polmone della terra e di cui pare che le autorità si preoccupino solo in pochi sporadici casi. E forse é giusto domandarsi se é opportuno che  l´Amazzonia (anche se dei brasiliani) sia amministrata da un governo impotente e xenofobo. Forse bisognerebbe togliergliela, come un arma in mano ad un bambino?
Quando si arriva a titolare in un giornale come Istoé (tipo Panorama italiano): L´Amazzonia é nostra. La sovranitá é sotto scacco... una risposta urgente é necessaria!¨, bisogna proprio dire che o delirano o sono pazzi e pericolosi.  quello che sembra evidente é che il processo democratico è in pericolo e che l´ Amazzonia è destinata ad un futuro quanto mai incerto.

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