A tutto Messico!

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Il portale “Investire nel mondo” si sente di consigliere all’aspirante investitore italiano il Messico, e le ragioni sono varie: non si dimentichi al riguardo che i rapporti bilaterali fra Italia e Paese messicano sono al disotto delle potenzialità. Il Paese, con una grande varietà di clima e habitat naturali, ha una ricchezza di risorse che vanno dal petrolio all’argento, rame, oro, zinco, gas naturale, piombo e legno per la costruzione, in aggiunta ai prodotti agricoli come mais, grano, soia, riso, fagioli, caffè, frutta, pomodori, carne bovina e pollame. Rammentiamo lo sviluppo dell’industria – beneficiata dall’accordo Nafta di cui si parlerà sotto – anch’essa fondamentale per l’economia messicana: la più sfruttata è quella alimentare e delle bevande, poi tabacco, prodotti chimici, ferro e acciaio, petrolio, manufatti tessili, minerari, automobilistici e il turismo. Sono molte, in questa fase di turbolenza economica internazionale, le opportunità che il Messico può offrire per gli investimenti esteri. Tra i principali ambiti in cui si cerca oggi di incrementare gli investimenti esteri in Messico, segnaliamo le infrastrutture, l’industria automobilistica e aerospaziale, e le energie rinnovabili, veri cardini dell’economia messicana. Naturalmente, quando si parla d’infrastrutture, gli esperti del Paese messicano si riferiscono ai più grandi e più importanti settori, quali autostrade, ferrovie, porti, aeroporti, comunicazioni, impianti di ricerca e di depurazione delle acque, impianti per l’elettricità, estrazione del petrolio e del gas, raffinerie e petrolchimica. L’industria automobilistica del Paese messicano è diffusa in quasi tutto il Paese e comprende le succursali delle più grandi fabbriche statunitensi (General motors, Ford, Chrysler), europee (Bmw, Mercedes Benz) e giapponesi. Stranamente, nonostante la vigenza del Nafta, la Fiat non è presente. Gli esperti non escludono tuttavia che con l’accordo Fiat-Chrysler la strada possa essere spianata per la società italiana in Messico. Il Brasile è adesso il principale mercato per la Fiat, dopo l’Italia, ed è anche sede della maggior fabbrica automobilistica del gruppo non europea. Riguardo alle cosiddette rinnovabili: in termini di energia solare, la maggior parte del Paese messicano ha un potenziale che varia tra 4,7 e 5,8 Kwh mq il giorno, il che significa un livello abbastanza buono per l’attuazione di centrali di energia solare. L’economia messicana beneficia anche di un potenziale eolico di 40mila Mw, e sono particolarmente favorite in questo senso le regioni dell’Istmo di Tehuantepec, dello Yucatan e della Baja California. Il Governo messicano auspica di avere, nel 2012, 2.200 Mw installati nell’Istmo di Tehuantepec. Senza dubbio depone a suo favore la vicinanza agli Stati uniti con i quali condivide un importante accordo di libero scambio (Nafta, Accordo nordamericano per il libero scambio). Aggiungiamo, come specifica il portale “Planeta latinoaméerica”, che le «imprese che sono associate con il Messico sono in grado di accedere ad un mercato di quasi 450 milioni di persone, compresi gli Stati Uniti e il Canada, oltre a molti milioni in più, grazie agli accordi che il paese ha con nazioni dell’America Centrale e Meridionale». Del resto gli scambi commerciali con Stati Uniti e Canada si sono triplicati in vigenza del suddetto accordo, il Nafta, che è stato firmato nel 1994: una manna per l’economia messicana.

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