Black list

È la lista nera di paesi, in genere paradisi fiscali, con cui le attività commerciali sono soggette a controlli fiscali o hanno restrizioni. Ogni paese ha la sua che viene preparata dal Ministero delle Finanze o dall’Ufficio delle Entrate. In Italia le black list ad oggi esistenti sono tre. Più precisamente si distinguono le seguenti tipologie:

1) Black list persone fisiche. Individua gli Stati e i territori con regime fiscale privilegiato per le persone fisiche allo scopo di contrastare la fittizia emigrazione all’estero, per finalità tributarie, di residenti in Italia (articolo 2, comma 2-bis, del Tuir).

2) Black list imprese richiamata nell’articolo 110, comma 7, del Tuir, in base al quale non è possibile dedurre le spese e gli altri componenti negativi derivanti da operazioni intercorse tra imprese residenti e società domiciliate fiscalmente negli Stati di questo elenco.

3) Black list Cfc (controlled foreign companies). Riguarda l’applicazione della disciplina contenuta nell’articolo 167 del Dpr n. 917/1986 in materia di imprese estere partecipate, situate in Stati con livello di tassazione sensibilmente inferiore a quello applicato in Italia e dove non è previsto un adeguato scambio di informazioni (Cfc, Controlled foreign companies). Tale lista viene richiamata negli articoli del Dpr n. 917/1986 che disciplinano la tassazione dei dividendi percepiti da persone fisiche (articoli 47 e 59) e da persone giuridiche (articolo 89 del Tuir), nonchè dagli articoli che dettano le regole di tassazione delle plusvalenze realizzate da persone fisiche nell’esercizio d’impresa (articolo 58 Tuir) e da soggetti Ires (articolo 89 Tuir).

Il decreto ministeriale del 2002

La lista dei Paesi o territori aventi regimi fiscali privilegiati è contenuta nel decreto ministeriale del 23 gennaio 2002 e si articola su tre livelli:

  • una serie di Stati e territori cui si applica, sempre e comunque, il regime di indeducibilità di cui all’articolo 110 del Tuir, individuata all’articolo 1 del decreto in commento;
  • quattro Stati, elencati nell’articolo 2, cui si applica l’indeducibilità per le operazioni intercorse con tutte le tipologie di società fatta eccezione per alcune espressamente previste (tra questi, per il solo Principato di Monaco è stato adottato un criterio percentuale escludendo le società che realizzano almeno il 25 per cento del fatturato fuori da detto Stato);
  • un’ultima serie di Stati e territori individuati nell’articolo 3 cui invece il regime in questione trova applicazione soltanto ed esclusivamente per determinate tipologie.

In particolare, il decreto ministeriale del 23 gennaio 2002 prevede che:

Articolo 1

Si considerano Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato:

Alderney (Isole del Canale), Andorra, Anguilla, Antille Olandesi, Aruba, Bahamas, Barbados, Barbuda, Belize, Bermuda, Brunei, Cipro, Filippine, Gibilterra, Gibuti (ex Afar e Issas), Grenada, Guatemala, Guernsey (Isole del Canale), Herm (Isole del Canale), Hong Kong, Isola di Man, Isole Cayman, Isole Cook, Isole Marshall, Isole Turks e Caicos, Isole Vergini britanniche, Isole Vergini statunitensi, Jersey (Isole del Canale), Kiribati (ex Isole Gilbert), Libano, Liberia, Liechtenstein, Macao, Maldive, Malesia, Montserrat, Nauru, Niue, Nuova Caledonia, Oman, Polinesia francese, Saint Kitts e Nevis, Salomone, Samoa, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Sant'Elena, Sark (Isole del Canale), Seychelles, Tonga, Tuvalu (ex Isole Ellice), Vanuatu.

Articolo 2

Sono altresì inclusi tra gli Stati e i territori di cui all’articolo 1:

- Bahrein, con esclusione delle società che svolgono attività di esplorazione, estrazione e raffinazione nel settore petrolifero;

  • Emirati Arabi Uniti, con esclusione delle società operanti nei settori petrolifero e petrolchimico assoggettate a imposta;
  • Monaco, con esclusione delle società che realizzano almeno il 25 per cento del fatturato fuori dal Principato;
  • Singapore, con esclusione della Banca Centrale e degli organismi che gestiscono anche le riserve ufficiali dello Stato.

Articolo 3

Le disposizioni indicate nell’articolo 1 si applicano ai seguenti Stati e territori limitatamente ai soggetti e alle attività per ciascuno di essi indicate:

  • Angola, con riferimento alle società petrolifere che hanno ottenuto l’esenzione dall'Oil Income Tax, alle società che godono di esenzioni o riduzioni d’imposta in settori fondamentali dell’economia angolana e per gli investimenti previsti dal Foreign Investment Code;
  • Antigua, con riferimento alle International Buniness Companies, esercenti le loro attività al di fuori del territorio di Antigua, quali quelle di cui all’International Business Corporation Act, n. 28 del 1982 e successive modifiche e integrazioni, nonchè con riferimento alle società che producono prodotti autorizzati, quali quelli di cui alla locale legge n. 18 del 1975, e successive modifiche e integrazioni;
  • Corea del Sud con riferimento alle società che godono delle agevolazioni previste dalla tax Incentives Limitation Law;
  • Costarica, con riferimento alle società i cui proventi affluiscono da fonti estere, nonchè con riferimento alle società esercenti attività ad alta tecnologia;
  • Dominica, con riferimento alle International Companies esercenti l’attività all’estero;
  • Ecuador, con riferimento alle società operanti nelle Free Trade Zones che beneficiano dell’esenzione dalle imposte sui redditi;
  • Giamaica, con riferimento alle società di produzione per l’esportazione che usufruiscono dei benefici fiscali dell’Export Industry Encourage Act e alle società localizzate nei territori individuati dal Jamaica Export Free Zone Act;
  • Kenya, con riferimento alle società insediate nelle Export Processing Zones;
  • Malta, con riferimento alle società i cui proventi affluiscono da fonti estere, quali quelle di cui al Malta Financial Services Centre Act, alle società di cui al Malta Merchant Shipping Act e alle società di cui al Malta Freeport Act;
  • Mauritius, con riferimento alle società “certificate” che si occupano di servizi all’export, espansione industriale, gestione turistica, costruzioni industriali e cliniche e che sono soggette a Corporate Tax in misura ridotta, alle off-shore Companies e alle International Companies;
  • Panama, con riferimento alle società i cui proventi affluiscono da fonti estere, secondo la legislazione di Panama, alle società situate nella Colon Free Zone e alle società operanti nelle Export Processing Zone;
  • Portorico, con riferimento alle società esercenti attività bancarie e alle società previste dal Puerto Rico Tax Incentives Act del 1988 o dal Puerto Rico Tourist Development Act del 1993;
  • Svizzera, con riferimento alle società non soggette alle imposte cantonali e municipali, quali le società holding, ausiliarie e “di domicilio”;
  • Uruguay, con riferimento alle società esercenti attività bancarie e alle holding che esercitano esclusivamente attività off-shore.

2. Le disposizioni del comma 1 si applicano, altresì, ai soggetti e alle attività insediati negli Stati di cui al medesimo comma che usufruiscono di regimi fiscali agevolati sostanzialmente analoghi a quelli ivi indicati, in virtù di accordi o provvedimenti dell’Amministrazione finanziaria dei medesimi Stati.

La black list Cfc (controlled foreign companies)

La normativa di riferimento

L’articolo 167, comma 1, del Dpr n. 917/1986 (corrispondente all’articolo 127-bis, comma 1, nel testo in vigore fino al 31 dicembre 2003) prevede che “se un soggetto residente in Italia detiene, direttamente o indirettamente, anche tramite società fiduciarie o per interposta persona, il controllo di una impresa, di una società o di altro ente, residente o localizzato in Stati o territori con regime fiscale privilegiato, i redditi conseguiti dal soggetto estero partecipato sono imputati, a decorrere dalla chiusura dell’esercizio o periodo di gestione del soggetto estero partecipato, ai soggetti residenti in proporzione alle partecipazioni da essi detenute. Tali disposizioni si applicano anche per le partecipazioni in soggetti non residenti relativamente ai redditi derivanti da loro stabili organizzazioni assoggettati ai predetti regimi fiscali privilegiati ”.

Le finalità della normativa

L'obiettivo della normativa é di attrarre a tassazione, nel Paese dove ha sede il soggetto controllante, i redditi delle entità controllate e risponde ad una strategia di contrasto a fenomeni elusivi a livello internazionale. Basti pensare che, in ambito Ocse, da tempo, vi sono vari Stati che hanno adottato simili disposizioni per le società controllate estere: tra i primi si segnalano gli Stati Uniti, nel 1962, cui sono seguiti la Germania e il Canada (1972); il Giappone (1978); la Francia (1980); la Gran Bretagna (1984); la Nuova Zelanda (1988); l’Australia e la Svezia (1990); la Norvegia (1992); la Spagna, il Portogallo, la Finlandia e la Danimarca (1995).
La logica che sottende a tale normativa si basa sull’attribuzione agli azionisti residenti dei profitti conseguiti da una società controllata dislocata in zone a bassa fiscalità, a prescindere dalla loro distribuzione, in misura proporzionale alla quota di partecipazione al capitale: si realizza così l’anticipazione del momento impositivo.

L’elenco degli Stati e territori

La lista dei Paesi o territori aventi regimi fiscali privilegiati è contenuta nel decreto ministeriale del 21 novembre 2001 e si articola su tre livelli:

  • una serie di Stati e territori cui si applica, sempre e comunque, il regime di indeducibilità di cui all’articolo 167 del Tuir, individuata all’articolo 1 del decreto in commento;
  • tre Stati, elencati nell’articolo 2, cui si applica l’indeducibilità per le operazioni intercorse con tutte le tipologie di società fatta eccezione per alcune espressamente previste (tra questi, per il solo Principato di Monaco è stato adottato un criterio percentuale escludendo le società che realizzano almeno il 25 per cento del fatturato fuori da detto Stato);
  • un’ultima serie di Stati e territori individuati nell’articolo 3 cui invece il regime in questione trova applicazione soltanto ed esclusivamente per determinate tipologie.

In particolare, il decreto ministeriale del 21 novembre 2001 prevede che:

Articolo 1

Si considerano Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato:

Alderney (Isole del Canale), Andorra, Anguilla, Antille Olandesi, Aruba, Bahamas, Barbados, Barbuda, Belize, Bermuda, Brunei, Cipro, Filippine, Gibilterra, Gibuti (ex Afar e Issas), Grenada, Guatemala, Guernsey (Isole del Canale), Herm (Isole del Canale), Hong Kong, Isola di Man, Isole Cayman, Isole Cook, Isole Marshall, Isole Turks e Caicos, Isole Vergini britanniche, Isole Vergini statunitensi, Jersey (Isole del Canale), Kiribati (ex Isole Gilbert), Libano, Liberia, Liechtenstein, Macao, Maldive, Malesia, Montserrat, Nauru, Niue, Nuova Caledonia, Oman, Polinesia francese, Saint Kitts e Nevis, Salomone, Samoa, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Sant’Elena, Sark (Isole del Canale), Seychelles, Singapore, Tonga, Tuvalu (ex Isole Ellice), Vanuatu.

Articolo 2

Sono altresì inclusi tra gli Stati e i territori di cui all’articolo 1:

1) Bahrein, con esclusione delle società che svolgono attività di esplorazione, estrazione e raffinazione nel settore petrolifero;

2) Emirati Arabi Uniti, con esclusione delle società operanti nei settori petrolifero e petrolchimico assoggettate ad imposta;

3) Monaco, con esclusione delle società che realizzano almeno il 25 per cento del fatturato fuori dal Principato.

Articolo 3

Le disposizioni indicate nell’articolo 1 si applicano ai seguenti Stati e territori limitatamente ai soggetti e alle attività per ciascuno di essi indicate:

  • Angola, con riferimento alle società petrolifere che hanno ottenuto l’esenzione dall’Oil Income Tax, alle società che godono di esenzioni o riduzioni d’imposta in settori fondamentali dell’economia angolana e per gli investimenti previsti dal Foreign Investment Code;
  • Antigua, con riferimento alle International Business Companies, esercenti le loro attività al di fuori del territorio di Antigua, quali quelle di cui all’International Business Corporation Act, n. 28 del 1982 e successive modifiche e integrazioni, nonchè con riferimento alle società che producono prodotti autorizzati, quali quelli di cui alla locale legge n. 18 del 1975 e successive modifiche e integrazioni;
  • Corea del Sud, con riferimento alle società che godono delle agevolazioni previste dalla tax Incentives Limitation Law;
  • Costarica, con riferimento alle società i cui proventi affluiscono da fonti estere, nonchè con riferimento alle società esercenti attività ad alta tecnologia;
  • Dominica, con riferimento alle International Companies esercenti l’attività all’estero;
  • Ecuador, con riferimento alle società operanti nelle Free Trade Zones che beneficiano dell’esenzione dalle imposte sui redditi;
  • Giamaica, con riferimento alle società di produzione per l’esportazione che usufruiscono dei benefici fiscali dell’Export Industry Encourage Act e alle società localizzate nei territori individuati dal Jamaica Export Free Zone Act;
  • Kenya, con riferimento alle società insediate nelle Export Processing Zones;
  • Lussemburgo, con riferimento alle società holding di cui alla locale legge del 31 luglio 1929;
  • Malta, con riferimento alle società i cui proventi affluiscono da fonti estere, quali quelle di cui al Malta Financial Services Centre Act, alle società di cui al Malta Merchant Shipping Act e alle società di cui al Malta Freeport Act;
  • Mauritius, con riferimento alle società “certificate” che si occupano di servizi all’export, espansione industriale, gestione turistica, costruzioni industriali e cliniche e che sono soggette a Corporate Tax in misura ridotta, alle Off-shore Companies e alle International Companies;
  • Portorico, con riferimento alle società esercenti attività bancarie e alle società previste dal Puerto Rico Tax Incentives Act del 1988 o dal Puerto Rico Tourist Development Act del 1993;
  • Panama, con riferimento alle società i cui proventi affluiscono da fonti estere, secondo la legislazione di Panama, alle società situate nella Colon Free Zone e alle società operanti nelle Export Processing Zones;
  • Svizzera, con riferimento alle società non soggette alle imposte cantonali e municipali, quali le società holding, ausiliarie e “di domicilio”;
  • Uruguay, con riferimento alle società esercenti attività bancarie e alle holding che esercitano esclusivamente attività off-shore.

Le disposizioni del comma 1 si applicano, altresì, ai soggetti ed alle attività insediati negli Stati di cui al medesimo comma che usufruiscono di regimi fiscali agevolati sostanzialmente analoghi a quelli ivi indicati, in virtù di accordi o provvedimenti dell’Amministrazione dei medesimi Stati.

La black list persone fisiche

La normativa di riferimento

L’articolo 10 della legge 448/98 (Finanziaria per il 1999) ha introdotto nuove disposizioni volte a contrastare la fittizia emigrazione all’estero, per finalità tributarie, delle persone fisiche. In forza di questa norma, si considerano altresì residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con decreto del Ministro delle Finanze da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale.

L’elenco degli Stati e territori

Con decreto del ministro delle Finanze del 4 maggio 1999 sono stati individuati i seguenti Stati e territori con regime fiscale privilegiato per le persone fisiche:

  • Alderney (Aurigny)
  • Andorra (Principat d’Andorra)
  • Anguilla
  • Antigua e Barbuda (Antigua and Barbuda)
  • Antille Olandesi (Nederlandse Antillen)
  • Aruba
  • Bahama (Bahamas)
  • Bahrein (Dawlat al-Bahrain)
  • Barbados
  • Belize
  • Bermuda
  • Brunei (Negara Brunei Darussalam)
  • Cipro (Kypros)
  • Costa Rica (Republica de Costa Rica)
  • Dominica
  • Emirati Arabi Uniti (Al-Imarat al-‘Arabiya al Muttahida)
  • Ecuador (Republica del Ecuador)
  • Filippine (Pilipinas)
  • Gibilterra (Dominion of Gibraltar)
  • Gibuti (Djibouti)
  • Grenada
  • Guernsey (Bailiwick of Guernsey)
  • Hong Kong (Xianggang)
  • Isola di Man (Isle of Man)
  • Isole Cayman (The Cayman Islands)
  • Isole Cook
  • Isole Marshall (Republic of the Marshall Islands)
  • Isole Vergini Britanniche (British Virgin Islands)
  • Jersey
  • Libano (Al-Jumhuriya al Lubnaniya)
  • Liberia (Republic of Liberia)
  • Liechtenstein (Furstentum Liechtenstein)
  • Macao (Macau)
  • Malaysia (Persekutuan Tanah Malaysia)
  • Maldive (Divehi)
  • Malta (Republic of Malta)
  • Maurizio (Republic of Mauritius)
  • Monserrat
  • Nauru (Republic of Nauru)
  • Niue
  • Oman (Saltanat ‘Oman)
  • Panama (Republica de Panamà);
  • Polinesia Francese (Polynesie Francaise)
  • Monaco (Principaute’ de Monaco)
  • San Marino (Repubblica di San Marino)
  • Sark (Sercq)
  • Seicelle (Republic of Seychelles)
  • Singapore (Republic of Singapore)
  • Saint Kitts e Nevis (Federation of Saint Kitts and Nevis)
  • Saint Lucia
  • Saint Vincent e Grenadine (Saint Vincent and the Grenadines)
  • Svizzera (Confederazione Svizzera)
  • Taiwan (Chunghua MinKuo)
  • Tonga (Pule’anga Tonga)
  • Turks e Caicos (The Turks and Caicos Islands)
  • Tuvalu (The Tuvalu Islands)
  • Uruguay (Republica Oriental del Uruguay)
  • Vanuatu (Republic of Vanuatu)
  • Samoa (Indipendent State of Samoa)

Articoli correlati (da tag)

S
U
P
P
O
R
T
O