Cos’è legale e cosa non lo è nel trasferimento di soldi all’estero

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portare soldi estero Portare soldi all’estero è perfettamente legale e non vi sono neppure  limiti alla quantità di soldi esportabile. Quest’operazione non è affatto  considerata sospettosa o ritenuta deplorevole; in effetti, visti i tempi in  cui viviamo e considerato il rischio reale che il nostro Paese affronti  maggiori difficoltà economiche, è senza dubbio intelligente esportare un  po’ di capitale.

Le banche italiane sono considerate abbastanza solide, ma portare i nostri  possedimenti all’estero potrebbe essere una buona decisione, specialmente  in vista di possibili prelievi forzati o dell’aumento delle tasse sui conti  correnti, senza menzionare l’importanza strategica degli investimenti  all’estero come un’altra forma di diversificare le vostre entrate.

Indipendentemente dalla forma in cui portiamo il nostro soldi all’estero,  deve essere chiaro fin dal principio che il trasferimento deve essere  perfettamente legale e per questo è importante seguire alcune regole  precise. Ovviamente possono essere esportate solo le somme ottenute  legalmente. I fondi ottenuti in maniera illegale o che sfuggono al  controllo fiscale (pagamenti in nero) non possono essere esportati, visto  che la loro provenienza è illegale.

All’interno dell’Unione Europea le persone e le imprese hanno il diritto  assoluto di spostare il loro soldi in altri Stati membri, senza avere  nessun obbligo di spiegare la ragione del suddetto movimento. Ma le cose  cambiano drasticamente se l’intenzione è quella di muovere il soldi verso  Paesi al di fuori dell’Europa. In questi casi è importante recarsi presso  le singole ambasciate e chiedere informazioni, perché le regole sono  determinate caso per caso dai trattati firmati con altri Paesi.
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