Mercoledì, 02 Agosto 2017 05:19

Ricevere la pensione all’estero

ricevere pensioneAnche se molti non lo sanno, quelli che decidono di cambiare la loro vita e di trasferirsi all’estero, possono ricevere una pensione senza dover pagare le pesanti tasse che si applicano in Italia. Questo significa che, se  vivete all’estero, la vostra pensione può essere più alta che in Italia Quest’operazione è assolutamente legale e permette di evitare il pagamento  di tasse per quei servizi a cui, di fatto, non si ha diritto, come accade  all’estero.

Oggi vedremo come è possibile tutto questo e quali sono i passi da fare per ottenere il soldi che ci appartiene, se decidiamo di andar felicemente a  vivere in un Paese straniero. Come fare per ricevere una pensione  all’estero? La prima cosa da fare è scaricare dal sito web dell’Agenzia i  documenti relativi alla Dichiarazione dei Redditi dei residenti all’estero: questi sono alcuni dei documenti che bisogna leggere con attenzione visto  che spiegano quali sono i requisiti che un “non residente” deve possedere  per ottenere i benefici previsti.

I documenti più importanti sono i convegni menzionati anteriormente e la  lista di tutti i Paesi che hanno firmato un accordo bilaterale con  l’Italia, per determinare in quale dei due Paesi la persona che abbia  effettuato un trasferimento di soldi all’estero debba pagare le tasse.  Naturalmente per quanto riguarda i Paesi stranieri non legati al sistema  fiscale italiano, le imposte da pagare nel nostro Stato sono molto meno  pesanti. In questo caso è necessario compilare la Richiesta di Esenzione  delle pensioni italiane Dalle tasse; il modulo deve essere presentato  presso la sede INPS (ex INPDAP) corrispondente - provinciale o  territoriale- che si occupa del pagamento delle pensioni.

Per quanto riguarda gli Stati in cui si possono percepire pensioni  straniere, il primo dato importante è sapere quali sono gli Stati stranieri che permettono quest’operazione. Fortunatamente il governo italiano ha  firmato numerosi accordi in questo senso, per cui la lista delle nazioni  europee e di altri luoghi in cui è possibile ricevere la pensione prevista  dal sistema previdenziale è abbastanza corposa. Sono stati firmati anche  degli accordi bilaterali con alcuni Paesi in particolare, in cui  l’emigrazione italiana è più consistente.

La seguente tabella riassume tutti gli Stati in cui il governo italiano  permette di ricevere una pensione senza dover sottoporsi ad una doppia  tassazione, ovvero contiene la lista di quei Paesi in cui la somma di soldi dev’essere corrisposta a noi, perché si applicano le tasse previste nello  Stato straniero, che per noi sono più economiche.
come dichiareIl soldi trasferito liberamente all’estero, va indicato a parte nella  dichiarazione dei redditi in Italia. La legge è molto chiara in proposito:  chi possiede soldi all’estero deve completare il quadro RW, che indica le  somme di soldi possedute ed i guadagni che da esse derivano. La Legge 227  del 4 agosto 1990 specifica che si tratta di un obbligo per i singoli  individui (per le imprese esiste una legislazione separata): noi semplici  mortali se vogliamo trasferire soldi all’estero dobbiamo ricordarci tutti  gli anni di dichiarare le somme trasferite nel 730.

Se questo soldi non produce entrate, ovvero se solo lo lasciamo  parcheggiato all’estero perché abbiamo paura di quello che facciamo in  Italia, allora non ci sono tasse. Se lo investiamo e abbiamo dei guadagni,  allora dobbiamo dichiararlo in Italia e pagare le tasse.

Le tasse sugli  investimenti e le entrate all’estero si pagano nel Paese di residenza, per  cui se compriamo una casa all’estero o spendiamo 10.000 € di affitto  all’anno, questo soldi deve essere dichiarato ed è sottoposto a tassazione  in Italia. Per quanto riguarda i cosiddetti paradisi fiscali c’è una  dichiarazione a parte, ma questo tema lo affronterò nel prossimo articolo.
attraversamentoPossiamo uscire dall’Italia con una somma inferiore a 10.000 euro in tasca  gratuitamente e senza obblighi di informazione, senza che nessuno possa  dirci niente. Ma se abbiamo con noi una somma più alta, allora dobbiamo  necessariamente dichiarare questo valore all’Agenzia Doganale: nel caso in  cui questo non venga rispettato verranno messe in atto sanzioni più  incisive, come una multa, il cui valore varia dal 10% al 30% della somma di  soldi eccedente i 10.000 euro, se il surplus è a sua volta inferiore a  10.000 euro.

Se è maggiore allora la multa avrà un valore compreso tra il 30% ed i 50%  della somma eccedente. In pratica, se usciamo dall’Italia con 15.000 euro  nel doppio fondo della valigia e ci fanno un’ispezione improvvisa,  pagheremmo tra i 1.500 ed i 5.000 euro in più di penalità. Se ci  sorprendono con 21.000 euro, la multa potrebbe arrivare fino ad 11.000  euro, ovvero avrebbe un valore compreso tra il 30% ed il 50%  dell’eccedente. Possiamo dunque uscire dall’Italia solo con la quantità di  soldi che dichiariamo e la comunicazione può essere trasmessa in una delle  seguenti maniere: per via elettronica, prima di varcare la frontiera, così  com’è indicato nel sito web della Dogana e portando con noi una copia del  documento inviato; consegnando una dichiarazione scritta nel momento in cui  si sbrigano le pratiche per l’attraversamento della dogana.

In questa pagina è possibile scaricare il modulo da completare. In questo  caso bisogna anche prestare attenzione ad un altro aspetto: immaginate di  voler ritirare dalla banca 9.999 € in contanti da portare con voi  all’estero: potete farlo legalmente perché la cifra è inferiore all’importo  massimo ammesso. Tuttavia alcune banche hanno applicato le leggi in maniera  scorretta nella gestione di somme superiori ai 1.000 euro; normalmente si  crede che qualsiasi prelievo o pagamento di quest’entità debba essere  riportato alle autorità competenti (UIF), per cui il Ministero delle  Finanze ha dovuto promulgare una circolare per specificare che “le  operazioni di prelievo e/o di pagamento in contanti richieste dal cliente  superiori al limite stabilito dall’art. 49, non costituiscono  automaticamente una violazione e pertanto non c’è l’obbligo di riportarlo  alle autorità competenti, secondo quanto stabilisce l’art. 51 del Decreto  Legislativo 231/2007.

Se non abbiamo niente da nascondere, possiamo prelevare il soldi un pace,  ma sappiamo che ogni cifra superiore ai 1.000 euro riportata su qualsiasi  assegno o richiesta di spiegazione, implica l’obbligo per i cittadini di  dimostrare cosa fanno con il soldi e questo non è sempre facile da  documentare. Per evitare questo problema possiamo pensare di ritirare  (dagli sportelli automatici, per esempio) cifre sempre inferiori al tetto  massimo dei 1.000 euro. In questo caso considerate che i prelievi devono  essere effettuati ad una distanza di almeno 7 giorni uno dall’altro; in  caso contrario è possibile che si attivino gli allarmi e che la banca lo  riporti alle autorità competenti.
soldi esteroEsistono basicamente tre forme per far uscire soldi dall’Italia, ciascuna  delle quali è completamente legale, ma regolata in modi differenti. Le  possibilità sono:

Esportazione di soldi in contanti attraverso la frontiere
Trasferimento virtuale o telematico dei soldi
Invio di soldi all’estero tramte intermediari finanziari o no

Vuoi spostare soldi all'estero legalmente? Chiedici come [email protected]
portare soldi estero Portare soldi all’estero è perfettamente legale e non vi sono neppure  limiti alla quantità di soldi esportabile. Quest’operazione non è affatto  considerata sospettosa o ritenuta deplorevole; in effetti, visti i tempi in  cui viviamo e considerato il rischio reale che il nostro Paese affronti  maggiori difficoltà economiche, è senza dubbio intelligente esportare un  po’ di capitale.

Le banche italiane sono considerate abbastanza solide, ma portare i nostri  possedimenti all’estero potrebbe essere una buona decisione, specialmente  in vista di possibili prelievi forzati o dell’aumento delle tasse sui conti  correnti, senza menzionare l’importanza strategica degli investimenti  all’estero come un’altra forma di diversificare le vostre entrate.

Indipendentemente dalla forma in cui portiamo il nostro soldi all’estero,  deve essere chiaro fin dal principio che il trasferimento deve essere  perfettamente legale e per questo è importante seguire alcune regole  precise. Ovviamente possono essere esportate solo le somme ottenute  legalmente. I fondi ottenuti in maniera illegale o che sfuggono al  controllo fiscale (pagamenti in nero) non possono essere esportati, visto  che la loro provenienza è illegale.

All’interno dell’Unione Europea le persone e le imprese hanno il diritto  assoluto di spostare il loro soldi in altri Stati membri, senza avere  nessun obbligo di spiegare la ragione del suddetto movimento. Ma le cose  cambiano drasticamente se l’intenzione è quella di muovere il soldi verso  Paesi al di fuori dell’Europa. In questi casi è importante recarsi presso  le singole ambasciate e chiedere informazioni, perché le regole sono  determinate caso per caso dai trattati firmati con altri Paesi.
Mercoledì, 02 Agosto 2017 17:09

Esportare o trasferire soldi all’estero

esportare
Trasferire soldi all’estero è legale scopra come fare per trasferire soldi all’estero, aprire conti bancari all’estero, aprire conti correnti offshore, trasferire soldi dalla Svizzera, spostare soldi dal Lussemburgo, trasferire soldi da Monaco, richiedere carte di credito non tracciabili e spendere i vostri soldi liberamente.

Le ragioni che inducono ad esportare o a trasferire il soldi ottenuto in  Italia in un Paese straniero, comunitario o meno, sono innumerevoli. A  causa di una continua propaganda negativa, da parte dei mass media, su tale  scelta, molti considerano che esportare o trasferire soldi all’estero non  sia corretto e che tali azioni in qualche modo rappresentino, di per sé, un  crimine o una violazione. Ma ciò non è esatto e l’obiettivo di questo  studio è spiegare perché. Quello che è importante è agire sempre nel  rispetto totale e completo di quanto stabilisce la Legge.

Amministrare, guadagnare (legalmente) ed esportare soldi non possono essere  considerati comportamenti negativi, anzi sono alcuni dei pilastri  fondamentali di ogni società civilizzata e che rispetti il lavoro proprio e  quello altrui. Chi ha guadagnato legalmente del soldi deve godere sempre  del diritto di trasferirlo all’estero, qualora lo ritenga opportuno. La  cosa importante è sapere esattamente come farlo ed applicare le norme  esistenti in materia.

Le azioni realizzate in maniera incompatibile con la legislazione vigente  (italiana e comunitaria) possono causare molti problemi ed anche la  creazione di fondi da esportare o trasferire all’estero può non  corrispondere alla normativa esistente. Per questi motivi bisogna sempre  consultare dei professionisti in questo settore, i quali sono in grado di  aiutare le persone a prendere le decisioni corrette riguardo al  trasferimento di soldi all’estero. L’obiettivo di questo studio è,  pertanto, identificare tutte le tipologie di invio di soldi all’estero e  fornire consulenza legale e giuridica.

Chiariamo che ci riferiamo a somme di soldi ottenute in maniera legale. Se  una persona ha risparmiato o ricevuto o guadagnato una somma di soldi  grazie al proprio lavoro, legalmente, ha diritto a mettere al sicuro detta  somma dove lo ritenga conveniente. Per esempio possiamo considerare il caso  di una persona che non ha fiducia nel proprio Paese perché quest’ultimo ha  la fama di essere un Paese a rischio di insoluto, e desidera mantenere il  proprio soldi in uno Stato che abbia una maggiore stabilità politica ed una  migliore struttura economica e finanziaria. Questa persona può ritenere  anche che una banca straniera offra maggiori garanzie di stabilità rispetto  ad una banca italiana, che non vuole guardare negli occhi i clienti, o la  competenza o il sottomondo, come la gente ricca (per evitare anche problemi  legati alla delinquenza) o può non aver fiducia nel sistema bancario  nazionale e preferire un altro Stato. Inoltre c’è chi compra una proprietà  all’estero o desidera avviare un’impresa commerciale all’estero. Molteplici  elementi motivano una persona a trasferire somme di soldi che le  appartengono.

Esiste la possibilità di trasferire una grande quantità di soldi in  un’unica operazione o potete optare per spostare un po’ di soldi per volta,  seguendo le procedure stabilite. Potete trasferirlo fisicamente, per conto  vostro, rispettando l’importo massimo di soldi in contanti che potete  portare con voi all’estero (attualmente il limite è di €10.000,00, ma si  raccomanda che ogni trasferimento di soldi all’estero sia dichiarato  all’autorità del luogo di residenza della persona che trasferisce il  soldi). Potete anche scegliere di depositare questo soldi in una banca  straniera o potete emettere un assegno o informare l’Italia della vostra  disposizione di trasferire la somma che preferite, con un normale bonifico  internazionale. Dovete tuttavia considerare la necessità di assicurare che  queste operazioni non diventino illegali, per cui sarà fondamentale  osservare in maniera dettagliata le norme vigenti in materia, senza nessuna  eccezione.

In caso contrario potete correre dei rischi e trovarvi in problemi che  possono diventare importanti. La premessa è che queste operazioni devono  sempre essere realizzate, sin dal primo momento, con fondi gestiti in  maniera corretta. Ovviamente non si deve trattare di soldi di provenienza  illegale o criminale, ottenuto violando le norme contro il lavaggio di  soldi, o di somme per le quali non sono stati rispettati gli obblighi  tributari, come quelli di controllo fiscale. In tutti questi casi ogni  operazione di trasferimento di quantità di soldi deve essere considerata,  dal principio, illegittima e in quanto tale non deve essere portata a  termine. Nel caso di somme di soldi ottenute legalmente e dichiarate allo  Stato di appartenenza, i loro trasferimenti all’estero sono sempre stati e  continuano ad essere legali.

Nell’Unione Europea le persone e le imprese hanno il diritto assoluto di  esportare il loro capitale negli altri Stati membri, senza che nessuna  autorità possa mettere in discussione i motivi per cui è stato deciso di  operare in questo modo. Invece il trasferimento di capitali in Paesi che  non appartengono alla CEE sono regolati da trattati individuali, che  possono prevedere delle limitazioni imposte dalle decisioni prese a livello  europeo sui movimenti di capitali verso persone e verso alcuni Paesi che  sono oggetto di misure di restrizione. Ogni volta che si supera il limite  di soldi in contanti che la Legge autorizza a trasferire, l’esportazione  deve avvenire obbligatoriamente attraverso il canale bancario, che ne  informerà l’ufficio di competenza.

Questa segnalazione, che è obbligatoria e giustificata dalla necessità di  combattere la delinquenza, non rappresenterà un problema, se, come è stato  specificato anteriormente, il possesso di questa quantità è legale e  l’esportazione di soldi viene dichiarata. Se il trasferimento della somma  viene realizzato fisicamente, ci sono questioni importanti da tenere in  considerazione, come il limite massimo di soldi in contanti che può essere  trasferito o la necessità di dichiarare l’uscita del soldi o il possesso di  uno o più titoli che per raggiungere la somma totale esportata.  Immaginatevi allora che una persona di origine italiana abbia trasferito in  questo modo delle somme di soldi presso un conto bancario straniero. Ogni  anno il cittadino, nel momento in cui presenta la dichiarazione dei  redditi, deve dichiarare il reddito prodotto da tale soldi per evitare  grandi sanzioni che colpiranno anche gli intermediari.
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